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Puglia: le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle istituzioni locali e nell’economia legale

Le indagini della magistratura hanno portato alla luce il peso sempre maggiore nell’economia legale delle organizzazioni criminali operanti nel territorio pugliese (in particolare, mafia foggiana, camorra barese e Sacra corona unita, talvolta in aspra lotta tra loro per assumere il predominio nelle diverse aree della regione, con solide alleanze con la mafia albanese e quelle strutturate in altre regioni italiane), in grado anche di infiltrarsi negli enti locali. Come sottolineato in due recenti audizioni parlamentari dal Procuratore nazionale antimafia e dal Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari, questo fenomeno è stato a lungo sottovalutato, in particolare nella provincia foggiana: e la debolezza della risposta preventiva e repressiva delle Stato ha indubbiamente favorito la crescita dei poteri criminali. Solo negli ultimi anni è stata avviata una più efficace azione di contrasto da parte di tutte le Istituzioni e della società civile, che si spera possa determinare in futuro anche processi di dissociazione (finora non si sono verificati casi significativi di collaboratori provenienti dalle file delle organizzazioni mafiose foggiane).

L’evoluzione delle mafie pugliesi ed il controllo del territorio. Le relazioni semestrali della Direzione Investigativa Antimafia sottolineano, da un lato, la forte capacità di “controllo militare” del territorio e, dall’altro, la “crescente propensione affaristica ed una capacità di interagire nella cd. zona grigia o ‘borghesia mafiosa’ in cui convergono gli interessi della criminalità e di alcuni esponenti infedeli dell’imprenditoria e della pubblica amministrazione”: risulta in aumento anche il numero delle interdittive antimafia (305 provvedimenti nel sessennio 2017/2022) e delle procedure di prevenzione personale e patrimoniale. La rilevanza del fenomeno ha spinto la regione Puglia ad adottare specifici provvedimenti di legge in materia, come il Testo unico in materia di legalità, regolarità amministrativa e sicurezza e una serie di misure di contrasto della criminalità organizzata e comune nelle forme dell'usura e dell'estorsione (sullo stato di attuazione della normativa regionale vedi in particolare l’audizione del 13 settembre 2021 della Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia). Diversi sono i Protocolli di legalità stipulati dalle Amministrazioni locali, come quello riguardante i lavori di bonifica dell’Ilva di Taranto.

Una specifica attenzione alla realtà pugliese è stata dedicata anche dalla Commissione Antimafia della scorsa legislatura. La relazione conclusiva (vedi pag. 244 ss. e pag. 1249 ss.), sulla base degli approfondimenti svolti da un apposito Comitato e di una serie di missioni e audizioni, analizza in dettaglio l’evoluzione delle numerose cosche locali, sottolineando come nessuna provincia pugliese sia oggi immune dal forte condizionamento mafioso, a partire dal diffuso fenomeno delle estorsioni e dell’usura nei confronti di imprenditori e commercianti nel settore ittico, dell’edilizia e dell’agricoltura; in quest’ultimo comparto i gruppi criminali mettono in atto anche la pratica nefasta del caporalato nella raccolta di uva, arance e olive.

Le organizzazioni criminali locali continuano a caratterizzarsi per la loro particolare efferatezza: tutti ricordiamo la brutale strage del 9 agosto 2017 di San Marco in Lamis, con l’uccisione dei fratelli Luciani, assassinati per il solo fatto di aver assistito casualmente all’omicidio di due esponenti della mafia garganica; e numerosi sono i fatti di sangue avvenuti negli ultimi anni. Attualmente anche in Puglia, come in altre aree del territorio nazionale, è in atto una strategia di mimetizzazione, limitando il ricorso a metodi violenti, al fine di ridurre l’allarme sociale e l’attenzione delle forze dell’ordine e favorire così le attività illegali, in primis quelle legate al fiorente traffico di stupefacenti (la Puglia è diventata il terminale europeo della marijuana proveniente dall’Albania, in accordo con le organizzazioni criminali albanesi), al contrabbando e alla gestione illecita dei rifiuti, i cui proventi sono poi investiti nell’economia legale (ad esempio nel campo dei giochi e scommesse, affidando la gestione dei centri a prestanome ovvero il noleggio delle apparecchiature presso soggetti vicini all’organizzazione criminale).

Le infiltrazioni nelle istituzioni locali. Gli enti locali rappresentano uno snodo importantissimo per la gestione dei fondi statali e comunitari, e questo giustifica il forte interesse delle mafie nel condizionare l’attività degli enti locali. Sono 25 i comuni commissariati dal 1991 ad oggi, 9 dei quali nella provincia di Lecce e 5 ciascuno nelle province di Bari e Foggia; in altri casi (tra cui i comuni di Bari e Ordona) la procedura d’accesso si è conclusa con un’archiviazione. Nessuno dei ricorsi presentati dagli amministratori locali è stato accolto dai giudici amministrativi, a testimonianza della fondatezza degli elementi raccolti dalle commissioni di accesso sulla capacità di piegare l’attività delle pubbliche amministrazioni agli interessi dei clan mafiosi.

NUOVA MAPPA Puglia - Provvedimenti per infiltrazioni mafiose dal 1991 ad oggi

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PER PAOLA HO MODIFICATO IL FILE, INSERENDO UNA NUOVA COLONNA, IN MODO DA DISTINGUERE I COMUNI IN BASE A DUE COLORI: ROSSO (COMMISSARIAMENTO) E VERDE (ARCHIVIAZIONE)

Le infiltrazioni della criminalità organizzata pugliese hanno riguardato non solo comuni di piccole dimensioni ma anche un importante capoluogo di provincia come Foggia, sciolto nell’agosto del 2021. Le inchieste della magistratura su gravi episodi di corruzione e il lavoro della commissione di accesso hanno fatto emergere le frequentazioni con ambienti criminali di amministratori e dipendenti dell’amministrazione locale, caratterizzata da una forte continuità nel tempo, e il clima di intimidazione creato dalle organizzazioni mafiose. Il mancato rispetto della normativa antimafia e del codice degli appalti ha portato all’affidamento di servizi e lavori a ditte legate ai clan locali (alcune delle quali già colpite da interdittiva), come nel caso degli impianti della segnaletica stradale nonché del sistema di videosorveglianza cittadino, del servizio di accertamento e riscossione dei tributi locali e della manutenzione del verde pubblico. Anche in campo sanitario sono stati accertati casi di “manipolazione” di appalti, con una sorta di “corsia parallela riservata” ad un’impresa legata ai clan locali, che le ha permesso di aggiudicarsi due gare attraverso la predisposizione del capitolato speciale e del disciplinare di gara e la selezione di componenti compiacenti delle commissioni di gara.

Per avviare il percorso di ripristino della legalità e di risanamento finanziario la Commissione straordinaria ha posto particolare attenzione all’adozione di regole chiare e trasparenti per il corretto utilizzo delle risorse pubbliche attraverso l’adozione di nuovi regolamenti (per l'affidamento in gestione e concessione in uso degli impianti sportivi, per la concessione e utilizzo del patrimonio comunale, per l'affidamento di lavori, forniture e servizi sotto soglia comunitaria e sulle procedure concorsuali per il personale a tempo indeterminato) oltre a modifiche di quelli esistenti (ad esempio quello sulle commissioni di gara). Sono stati definiti importanti progetti di riqualificazione delle aree urbane ed il potenziamento dei servizi pubblici essenziali, finanziati nell’ambito del piano nazionale di ripresa e resilienza.

Si segnala che proprio nella provincia di Foggia si sono moltiplicate le iniziative volte a promuovere la “cultura antimafia” nella società civile, nel mondo imprenditoriale, del lavoro e della pubblica amministrazione, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni, anche attraverso iniziative di assistenza tecnica e legale per il contrasto dei reati di usura e racket.

Nel 2022 è stato sciolto il comune di Trinitapoli, nella provincia di Barletta, Andria e Trani, dove si registra una forte crescita dei reati di omicidio e di rapina e di varie forme di violenza, estorsione e intimidazione nei confronti di operatori economici (artigiani, commercianti, imprenditori), funzionari pubblici ed esponenti delle amministrazioni locali; la relazione del ministro dell’Interno, nel sottolineare il forte sostegno elettorale fornito da un noto boss locale garantito alla lista vincitrice delle elezioni del 2020, parla esplicitamente di “compenetrazione organica tra i rappresentanti delle consorterie criminali e locali e l'amministrazione comunale”; i settori in cui sono stati registrati provvedimenti a favore di soggetti legati ai clan mafiosi riguardano in particolare la gestione dei rifiuti, la manutenzione stradale, la cura del verde, la prevenzione incendi e messa in sicurezza di manufatti comunali, l’affidamento degli alloggi popolati, la concessione di contributi. Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dagli amministratori comunali, confermando l’esistenza di gravi irregolarità nella gestione dell’ente locale e la capacità delle organizzazioni criminali di condizionarne l’attività.

Il commissariamento più recente (luglio 2023) ha riguardato un altro comune della provincia di Foggia, Orta Nova, con un coinvolgimento diretto dei vertici dell’Amministrazione (sindaco e Presidente del consiglio comunale) oltre che di alcuni dipendenti, per i quali è stata avviata la procedura di sospensione o trasferimento prevista dal testo unico degli enti locali. La relazione parla espressamente di “«inammissibile asservimento» mostrato dal primo cittadino di Orta Nova alla locale cosca mafiosa, atteggiamento che si è accompagnato nel tempo a «un generale disimpegno istituzionale che di fatto ha consentito "una compiacenza" dell'ente per imprese contigue a realtà mafiose accertate»’. L’assenza delle verifiche antimafia, obbligatorie per legge, ha consentito l’affidamento di appalti a ditte legate alle cosche locali (per esempio per la costruzione di una residenza sanitaria assistenziale, la gestione dei servizi cimiteriali e i lavori relativi all’illuminazione stradale e al servizio di video sorveglianza). Viene anche sottolineata l’assenza di iniziative riguardanti il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.

Tre comuni pugliesi commissariati per mafia sono tornati al voto nella tornata elettorale di maggio 2023 (Ostuni, Carovigno e Squinzano), mentre le elezioni a Foggia si svolgeranno ad ottobre 2023.

Va segnalato che gli enti locali della Puglia sono caratterizzati anche da una elevatissima instabilità: negli ultimi 6 anni più di 90 comuni sono stati sciolti in anticipo rispetto alla scadenza naturale, in gran parte dei casi per motivazioni politiche (dimissioni del sindaco, sfiducia, dimissione dei consiglieri). Ad esempio, Surbo (Lecce), commissariato per infiltrazioni mafiose nel 1991 e poi nel 2018, ha subito un nuovo scioglimento a dicembre dell’anno scorso a seguito delle dimissioni del sindaco. Anche Manfredonia (Foggia), commissariata per infiltrazioni mafiose nel 2019, è stata recentemente sciolta a causa delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri.

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