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Gli attimi della cattura di Matteo Messina Denaro e gli ultimi trent’anni d’Italia

In ‘La cattura’ il procuratore della Repubblica di Palermo e Salvo Palazzolo ricostruiscono la vicenda che ha portato all’arresto dell’ultimo boss di Cosa Nostra
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La mattina del 16 gennaio scorso, da una clinica palermitana specializzata nella cura dei malati oncologici, il procuratore della Repubblica di Palermo Maurizio de Lucia riceve una telefonata. Una di quelle per le quali diventi magistrato, sacrifichi affetti, tempo libero, viaggi, relazioni. Persino la tua sicurezza personale, la libertà di muoverti, di andare a prendere un caffè al bar, di invitare gli amici a casa.

“Dottore, l’abbiamo preso!”. Non serve altro per capire. Dopo trent’anni di latitanza il capo di Cosa nostra Matteo Messina Denaro è in trappola. Quello che può provare un uomo di Stato che per tutta la vita ha inseguito quel momento possiamo leggerlo in un libro esemplare, da far conoscere nelle scuole, scritto proprio dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dall’inviato di Repubblica Salvo Palazzolo. Si intitola semplicemente La cattura. I misteri di Matteo Messina Denaro e la mafia che cambia, (Feltrinelli, pagg. 240, euro 18).

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La mattina del 16 gennaio scorso, da una clinica palermitana specializzata nella cura dei malati oncologici, il procuratore della Repubblica di Palermo Maurizio de Lucia riceve una telefonata. Una di quelle per le quali diventi magistrato, sacrifichi affetti, tempo libero, viaggi, relazioni. Persino la tua sicurezza personale, la libertà di muoverti, di andare a prendere un caffè al bar, di invitare gli amici a casa.

“Dottore, l’abbiamo preso!”. Non serve altro per capire. Dopo trent’anni di latitanza il capo di Cosa nostra Matteo Messina Denaro è in trappola. Quello che può provare un uomo di Stato che per tutta la vita ha inseguito quel momento possiamo leggerlo in un libro esemplare, da far conoscere nelle scuole, scritto proprio dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dall’inviato di Repubblica Salvo Palazzolo. Si intitola semplicemente La cattura. I misteri di Matteo Messina Denaro e la mafia che cambia, (Feltrinelli, pagg. 240, euro 18).

Si parte appunto da quel giorno, il 16 gennaio 2023, e dalla tensione che si scioglie dopo quella telefonata così tanto attesa. Ma come si arriva alla cattura? “Abbiamo notizia del fatto che Matteo Messina Denaro potrebbe – perché il condizionale in questi casi è d’obbligo – curarsi alla Maddalena. Ma non sappiamo nemmeno che volto abbia. Così comincia la caccia al fantasma – racconta il magistrato - Per evitare qualsiasi fuga di notizie, le riunioni con gli investigatori non vengono effettuate in tribunale o in una caserma dei carabinieri. Ci vediamo spesso a casa mia”.

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C’è anche un punto di svolta, perché in passato tante volte si è pensato di essere vicini al boss e poi le speranze sono andate deluse. Avviene quando i carabinieri di Palermo riescono a introdursi a casa della sorella di Messina Denaro per collocare una cimice in una sedia. Nel cercare un nascondiglio, i militari trovano a loro volta un notes nel quale la donna appuntava tutti gli eventi legati alla salute del fratello. E’ la prova che Messina Denaro vive da quelle parti: le date, gli spostamenti, le considerazioni annotate dalla sorella del boss, permetteranno agli investigatori di ricostruirne gli spostamenti e capire come e quando entrare in azione.

“La cattura è una storia che non riguarda solo il passato, perché nella lunga vicenda di Matteo Messina Denaro c’è un pezzo di storia del nostro Paese e perché la mafia non è ancora finita – spiega Salvo Palazzolo - In questo libro non c’è soltanto la vicenda criminale di un mafioso capace di scalare i vertici dell’organizzazione denominata Cosa nostra e di restare latitante per trent’anni. C’è soprattutto la storia degli ultimi trent’anni anche perché Messina Denaro conosceva bene i segreti delle stragi, di quella stagione – all’inizio degli anni Novanta del Novecento – che ha cambiato il destino dell’Italia”.

Per capire cos’è oggi la mafia, dunque, bisogna inevitabilmente tornare indietro, a quella stagione, alla scelta di abbandonare lo stragismo nel ’94 per intraprendere quella della mafia imprenditoriale capace di intrecciare relazioni con il potere, con i palazzi che contano. Certo, oggi Matteo Messina Denaro è morto portandosi con se segreti inconfessabili. Non ha voluto parlare fino all’ultimo, probabilmente consapevole che la fine per lui stava per arrivare. Ma la sua cattura segna un punto a favore dello Stato in una battaglia contro le cosche che è ancora lontana dall’essere vinta definitivamente.

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