Il romanzo criminale prima di Romanzo criminale lo ha scritto un giovane giornalista d’inchiesta, Gabriele Cruciata, che è tornato indietro alla prima metà degli anni Settanta per raccontare l’ascesa (e la caduta) dei Marsigliesi, un clan che in pochi mesi ha cambiato radicalmente il volto della malavita romana. È una storia di rapine andate male, delitti efferati, sequestri di persona e eroina a fiumi che, per la prima volta, invade la città. Ma anche di Servizi deviati e collegamenti con l’estrema destra, di giovani allevati al crimine che finiranno per fondare la Banda della Magliana – quella di Romanzo criminale, appunto – e di un magistrato come Vittorio Occorsio, ucciso proprio per aver intuito quello che stava per accadere.
La storia di Maffeo “Lino” Bellicini, Jacques Berenguer e Albert Bergamelli, la banda delle tre B, è tanto incredibile quanto feroce e la scelta di raccontarla come se fosse un’inchiesta a quasi 50 anni di distanza è sicuramente un espediente letterario effi…
Il romanzo criminale prima di Romanzo criminale lo ha scritto un giovane giornalista d’inchiesta, Gabriele Cruciata, che è tornato indietro alla prima metà degli anni Settanta per raccontare l’ascesa (e la caduta) dei Marsigliesi, un clan che in pochi mesi ha cambiato radicalmente il volto della malavita romana. È una storia di rapine andate male, delitti efferati, sequestri di persona e eroina a fiumi che, per la prima volta, invade la città. Ma anche di Servizi deviati e collegamenti con l’estrema destra, di giovani allevati al crimine che finiranno per fondare la Banda della Magliana – quella di Romanzo criminale, appunto – e di un magistrato come Vittorio Occorsio, ucciso proprio per aver intuito quello che stava per accadere.
La storia di Maffeo “Lino” Bellicini, Jacques Berenguer e Albert Bergamelli, la banda delle tre B, è tanto incredibile quanto feroce e la scelta di raccontarla come se fosse un’inchiesta a quasi 50 anni di distanza è sicuramente un espediente letterario efficace da parte dell’autore. Che incontra per caso un testimone di quegli anni e ripercorre quel 1975 – il “regno” dei Marsigliesi dura appena un anno e mezzo ma resta nella storia criminale della capitale – pieno di sangue e di misteri.
Quei tre banditi francesi, infatti, hanno cambiato per sempre il crimine romano: non più singole “batterie” dedite al malaffare in un solo quartiere o poco più, ma uno schema organizzato, con lo spaccio di eroina, i contatti con camorra e ‘ndrangheta, le infiltrazioni dei servizi segreti e dei gruppi neofascisti. E, tanto per non perdere il filo con la storia, basti pensare che accanto a Bellicini, Berenguer e Bergamelli crebbe un giovane, Danilo Abbruciati, padre fondatore della banda della Magliana.
Gabriele Cruciata è un cronista specializzato in podcast e giornalismo d'inchiesta. Nel 2020, insieme alla collega Arianna Poletti, ha vinto il Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo. È autore dello scoop sulla polizia segreta della Repubblica popolare cinese operante in Italia. Ha collaborato con alcune delle principali testate europee, tra cui Vice, L'Espresso, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, Die Zeit. “I Marsigliesi doveva essere un podcast – racconta - ma poi non se ne è fatto niente. Il materiale era pronto, in circa due mesi d’estate ho costruito la trama e l’ho trasmesso al mio editore. Che ha deciso di pubblicarlo”.
Gabriele Cruciata
I Marsigliesi
Sem
pagg. 320, euro 19