Assassin's Creed, Tekken, Call of Duty: nella terra dei videogiochi
di Claudio Cucciatti , Lara De Luna , di Claudio Cucciatti, Lara De LunaNon bastavano una terzina dantesca, il Gallo Nero e la sua corona di torri. Dal 2009 Monteriggioni è famosa in tutto il mondo (nerd) per essere il luogo d’ambientazione di tre capitoli del videogioco Assassin’s Creed. Non solo il capitolo II della saga tra le più fortunate di sempre nel mondo dei videogame, ma anche “Identity” e “Brotherhood”.
Monteriggioni, per tutti i fan di Ezio Auditore, è un luogo imprescindibile, perché è proprio in questo borgo mozzafiato che gli sviluppatori di Ubisoft hanno inserito Villa Auditore, la tana del protagonista, un fiorentino in lotta con la famiglia Pazzi e con l’Ordine dei Templari. E in questa terra di confine tra la Val d’Elsa e il Chianti è stata collocata la cripta degli Assassini, il quartier generale dell’Ordine a cui appartiene Ezio.
Peccato, però, che quell'abitazione dentro la quale milioni di giocatori hanno passato ore intere p…
Non bastavano una terzina dantesca, il Gallo Nero e la sua corona di torri. Dal 2009 Monteriggioni è famosa in tutto il mondo (nerd) per essere il luogo d’ambientazione di tre capitoli del videogioco Assassin’s Creed. Non solo il capitolo II della saga tra le più fortunate di sempre nel mondo dei videogame, ma anche “Identity” e “Brotherhood”.
Monteriggioni, per tutti i fan di Ezio Auditore, è un luogo imprescindibile, perché è proprio in questo borgo mozzafiato che gli sviluppatori di Ubisoft hanno inserito Villa Auditore, la tana del protagonista, un fiorentino in lotta con la famiglia Pazzi e con l’Ordine dei Templari. E in questa terra di confine tra la Val d’Elsa e il Chianti è stata collocata la cripta degli Assassini, il quartier generale dell’Ordine a cui appartiene Ezio.
Peccato, però, che quell'abitazione dentro la quale milioni di giocatori hanno passato ore intere per l’addestramento del protagonista, non esista. “Molti turisti, soprattutto giovani stranieri – raccontano al punto informazioni di Monteriggioni – ci hanno chiesto dove si trovasse. Con grande dispiacere, ogni volta, siamo costretti a deluderli spiegando loro che quella villa non esiste, ma è frutto della fantasia dei creatori del gioco”.
Un’altra licenza poetica riguarda la battaglia del 1500 tra Monteriggioni e l’esercito dello Stato Pontificio guidato da Cesare Borgia, scontro mai avvenuto nella realtà. Una piccola aggiunta alla Storia che sottolinea da un lato l’importanza che questo luogo ha per gli sviluppatori del gioco - nessun personaggio sarà più amato di Ezio, dai fan della saga - e dall’altro identifica questo grande progetto ludico come un vero e proprio racconto per immagini, come un film. Tanto che molti, negli anni, hanno dichiarato a volte di giocare “solo per vedere i frame di racconto” tra un quadro e l’altro.
Molti sviluppatori, soprattutto per trame di guerre dei secoli passati, hanno attinto da scenari italiani, alternando scrupolosi lavori di ricerca a ricostruzioni storiche magari discutibili, ma congeniali alla narrazione. Il passato dell’Italia, insomma, è come un grande tesoretto da cui attingere per spunti narrativi capaci di appassionare anche i più giovani. Lo sono stati sicuramente Dante’s Inferno e The House of Da Vinci, titoli legati a due grandi del nostro passato amatissimi dagli americani. Che hanno scavato nelle loro vite esaltandosi di fronte ai relegati nelle bolge e alle invenzioni del grande maestro del Rinascimento.
Non solo di Storia, però, possono vivere i videogiochi. Allora ecco che anche Granturismo, per i capitoli “5” e “Sport”, ha riprodotto in consolle paesaggi toscani. Assassin’s Creed, per le sue varie puntate, ha rubato scorci anche al Veneto, all’Emilia-Romagna, alle Marche e al Lazio.
Perché è proprio l’Italia ad appassionare il mondo degli amanti di fumetti, film d’animazione (sarà italiana anche la cornice del prossimo live action Disney dedicato a La Sirenetta, girato a Cala Moresca, in Sardegna) e i titoli tra cui spulciare per trovare angoli di casa nostra sono tantissimi. Come uno dei videogiochi di guerra più famosi di sempre: Call of Duty. La mappa “Piazza” del capitolo “Modern Warfare 3” è la riproduzione di un tipico paese della Costiera amalfitana, per esempio, e la puntata “Roads to Victory”, ambientata durante la Seconda guerra mondiale, inizia proprio dalla Campania, più precisamente nelle vicinanze di Altavilla (Salerno) il 18 settembre 1943. Se si guarda bene tra una scena e l’altra, mentre l’esercito americano avanza nella liberazione dello Stivale, si scorgono rovine antiche tipiche della Magna Grecia.
Dopo Toscana e Campania, altra grande terra d’ispirazione per gli sviluppatori dei giochi d’azione si è rivelata il Veneto. Dalle sparatorie di 007: Quantum of Solace lungo le sponde del lago di Como alla bellezza di Venezia, che non poteva sfuggire ai creatori dell’infinita saga di Final Fantasy (capitolo 15). Ma è un mondo che non esiste, diranno i più. Errore, o quasi. Proprio perché quella di FF “è una fantasia basata sulla realtà”, la città di Altissia riprende in tutto e per tutto le architetture della Serenissima.
Il campanile di San Marco era però già comparso nella serie di Tekken, tra i primi giochi per PlayStation che ha fatto scuola ai successivi videogame di combattimento, e le sue ricchezze hanno attratto anche Lara Croft, nel secondo capitolo di Tomb Raider. Perché anche la finzione, se accompagnata dalla bellezza, diventa ancor più intrigante. E l’Italia, di ambientazioni da offrire in pasto a joystick e tastiere, ne ha eccome.