Grottammare si affaccia sulla costa adriatica fregiandosi di mille colori: le pinete e le palme portano il verde, le spiagge l'oro, e il mare un blu che incanta, fanno parte del suo fascino accanto al borgo antico. Tutti elementi curati benissimo,tanto che sono valsi a Grottammare il riconoscimento del F.E.E.E. (Foundation for Environmental Education in Europe) per l’assegnazione della Bandiera Blu, che l’Unione Europea conferisce ogni anno alle amministrazioni che si sono distinte per la perfetta qualità delle acque, la cura dell’arredo urbano, la massima funzionalità dei sistemi di depurazione e l’ottima offerta dei servizi turistici.
Ogni luogo ha la sua storia e quella di Grottammare è concentrata, anche, nello stemma: le palme che vi campeggiano stanno a ricordare che il clima mite tipico di questo paesino permette la crescita di una particolare pianta originaria delle Isole Canarie che insieme alle piante di arancio non solo impreziosisce il panorama ma costituise parte dell'economia locale. Nello stesso stemma, accanto alle piante simbolo e al tratteggio delle mura medievali, fa bella mostra di sé l’antico faro del porto cittadino. Perché Grottammare è anche sinonimo di cucina di pesce, rigorosamente locale, che riesce a valorizzare in tante ricette diventate pietre miliari della gastronomia local. Perché non di sole olive all'ascolana vive il goloso.
Grottammare, immagini dal borgo dei vivai
A Grottammare splendide piante fanno da cornice alle meravigliose ville liberty affacciate sul mare. In tutta la provincia di Ascoli Piceno il vivaismo è molto sviluppato e i centri di coltivazione sono diffusi e di tutti i tipi. Non a caso la cittadina è stata anche definita "il borgo dei vivai"
Grottammare, le immagini della "perla dell'Adriatico"
Grottammare si trova al centro della Riviera delle Palme, nel Sud delle Marche, ai piedi del Monte Castello. Il borgo medievale si sviluppa attorno a piazza Peretti, sulla quale si affacciano il Palazzo Priorale, l'Altana dell'Orologio, il Teatro dell'Arancio, l'elegante loggia e lo splendido belvedere. Poco distante si trova la seicentesca chiesa di Santa Lucia, fatta erigere da Camilla Peretti in memoria del fratello Sisto V Felice Peretti divenuto papa. Al medesimo è dedicato il Museo Sistino allestito nella Chiesa di San Giovanni Battista. Nella passeggiata lungo le mura si può visitare il restaurato Torrione della Battaglia, che ora custodiscemolte opere del nativo Pericle Fazzini.
E siccome alcuni tra i pesci più pescati e identitari di queste acque sono calamari, totani&Co, se volete un pasto tipicamente marchigiano non può mancare in tavola un fritto di pesce, rigorosamente dei molluschi sopracitati accompagnati, al massimo, da del pesce azzurro, come le alici di San Benedetto del Tronto. E se preferite qualcosa di più delicato, allora c'è la frittura di paranza, che non è nata come suggerisce la canzone di Daniele Silvestri a Ponza, bensì proprio su queste coste. La paranza era infatti un tipo di barca a vela che si utilizzava per catturare i pesci di piccola taglia, grazie a delle enormi reti a strascico, arrivando poi a identificare non più il mezzo ma la stessa modalità di pesca. E identifica Grottammare perché inizialmente questo vascello veniva utilizzato proprio per la sorveglianza delle coste del basso Adriatico, qui comparso nel lontano XIII secolo d. C. Nel tempo questi significati alternativi sono andati perduti e con paranza oggi intendiamo la frittura del pesce frutto del lavoro di questa nave: un piatto “povero”, ma talmente ricco di sapori e profumi da essere diventato un vero classico.