Arquà, l'ultimo rifugio di Petrarca nel cuore dei Colli Euganei
di Claudio Cucciatti , di Claudio CucciattiÈ nel cuore dei Colli Euganei che ha passato gli ultimi anni della propria vita Francesco Petrarca. E la presenza dell’autore del Canzoniere non poteva certo passare inosservata. Così il piccolo borgo di Arquà Petrarca (Padova) porta in modo indelebile il nome del poeta. Paese di 1.840 abitanti tra Cinto Euganeo e le terme di Galzignano (vicine sono anche quelle di Abano), custodisce con gelosia i luoghi frequentati dal Petrarca, compresa la tomba. L’oratorio dove andava a pregare, scrivere e meditare è sempre lo stesso. La casa dove ha vissuto fino alla morte, nel 1374, è diventata un museo meta di pellegrinaggi letterari grazie alla biblioteca, allo studiolo e alla sedia che si sono conservati.
È nel cuore dei Colli Euganei che ha passato gli ultimi anni della propria vita Francesco Petrarca. E la presenza dell’autore del Canzoniere non poteva certo passare inosservata. Così il piccolo borgo di Arquà Petrarca (Padova) porta in modo indelebile il nome del poeta. Paese di 1.840 abitanti tra Cinto Euganeo e le terme di Galzignano (vicine sono anche quelle di Abano), custodisce con gelosia i luoghi frequentati dal Petrarca, compresa la tomba. L’oratorio dove andava a pregare, scrivere e meditare è sempre lo stesso. La casa dove ha vissuto fino alla morte, nel 1374, è diventata un museo meta di pellegrinaggi letterari grazie alla biblioteca, allo studiolo e alla sedia che si sono conservati.
Ad Arquà, però, in molti vanno volentieri anche per i percorsi enogastronomici e naturalistici. Vicino a Cinto Euganeo ci sono cantine e produttori di olio famosi in tutto il mondo. E per chi alla tavola predilige l’attività fisica, ci sono sentieri segnati per il trekking e la mountain bike che conducono ai borghi limitrofi. “Il nostro è un turismo concentrato tra la primavera e l’estate – prosegue Bonello -. La zona dei Colli Euganei è molti apprezzata dagli americani e da chi proviene dai Nord Europa. Dopo la pandemia abbiamo iniziato a rivedere persone in giro per i nostri vicoli dopo due anni, quindi speriamo di tornare a ospitare lo stesso livello di viaggiatori che si fermavano qui prima del Covid”.