L'olio è l'oro d'Italia. Eppure un oro, un tesoro, di cui si parla troppo poco nonostante sia inestimabile in quanto a valore. Incommensurabile per i benefici che apporta alla nostra dieta, fondamentale nella storia agricola e contadina che fa da ossatura a quella italiana in generale e importantissimo a livello economico. Seppur ancora poco sfruttato, visto che nelle competizioni internazionali la produzione dello Stivale continua a latitare in termini numerici assoluti. Una di queste perle si trova proprio sui pendii delle dolci colline su cui si poggia Penne, più precisamente nel territorio geografico che ha come vertici Pianella, Loreto Aprutino e Moscufo. Qui ha sede una produzione fortunata e importante, ma che può fare ancora molta strada.
Penne, le immagini del borgo abruzzese
Penne è un comune in provincia di Pescara che si estende su quattro colli, compresi tra le valli dei fiumi Tavo e Fino. Il borgo è situato a uguale distanza tra il mare Adriatico e il Gran Sasso d'Italia, presentandosi come porta di accesso al Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga attraverso la Riserva naturale controllata Lago di Penne. (Foto Comune di Penne e Wolftour discover Penne)
Strada intesa come valutazione e considerazione della massa, visto che la storia alle sue spalle è lunga e la si fa risalire addirittura al III secolo a.C., se è vero che già Virgilio ne fa menzione nelle sue opere, entrando a far parte di un club ristretto che vedeva come socio allora anche Publio Ovidio Nasone, nativo dell'odierna Sulmona e poi anche il Vate che fa menzione di questa particolare produzione della sua terra sia nelle Laudi che nelle Novelle della Pescara). Storia continuata con tenacia e con fortuna dai contadini - che tramandano questa tradizione e questo mestiere di padre in figlio da generazioni, forse da sempre - l’olio evo aprutino pescarese è stato tra i primi ad ottenere il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta dalla Comunità Europea 25 anni fa (luglio 1996), con una produzione media di 70.000 quintali da circa 1.800.000 ulivi sparsi sul territorio. Un territorio ricco, che si potrebbe visitare di frantoio in frantoio scrivendo un pezzo di storia d'Abruzzo, visto che in queste terre oltre a Penne si trovano Civitaquana, Civitella Casanova, Montesilvano, Loreto Aprutino - sede di grandi case vinicole - e molti altri borghi ancora di quella terra ricca che è l'Abruzzo.
Tecnicamente, la Dop Aprutino Pescarese arriva per l’80% da un blend delle varietà Dritta, chiamata anche Loretana o Moscufese; Leccino, di importazione; Toccolana appartenente all’area Casauriense. A queste si aggiungono per la restante parte cultivar local meno conosciute, come la carpinetana, intosso e la gentile. Un mix apparentemente caotico che regala però a quest'olio caratteristiche importanti, come il color verde arricchito con sfumature gialle, il profumo come di erba falciata mista al sapore di mandorla, carciofo e foglia di pomodoro che nel loro insieme creano un gusto equilibrato in bocca tra l’amaro e il piccante. Il tutto per un prodotto finale con un'acidità bassissima, e per questo molto richiesto. Non solo per soddisfare il palato, ma anche la salute visto che è considerato alleato utile per combattere il colesterolo, prevenire i problemi di circolazione e, dulcis in fundo, di digestione.
Penne, il borgo abruzzese ripreso con il drone
L’olio evo è, genericamente, un alimento facilmente deperibile: va conservato in ambienti freschi e al riparo dalla luce, ad una temperatura compresa fra 14 e 18°C, lontano da fonti di calore e da prodotti che emanano particolari odori. È consigliabile consumarlo entro 4-6 mesi dalla spremitura, per gustarlo nel periodo di massima espressione del suo sapore. L’olio extravergine di oliva Aprutino Pescarese DOP risulta molto versatile, da usare sia per il condimento a crudo che per preparare fritture, sughi o salse. È altresì particolarmente adatto come ingrediente di piatti tipici della cucina pescarese, come il famoso “brodetto”, una zuppa di pesce con prezzemolo, pane fritto, vino bianco secco e pomodoro fresco. Ottimo come condimento su zuppe di legumi e piatti a base di carne.