Alla scoperta del fortino misterioso di Mazzallakkar

Alla scoperta del fortino misterioso di Mazzallakkar
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Cos'era mai Mazzallakkar? Un fortino arabo che proteggeva dal basso il castello di Zabut arrampicato sulla collina? Un presidio più tardo, dopo l'anno Mille, quando l’antica Sambuca, oggi borgo siciliano dell’Agrigentino, era già nata, magari sorto su un’architettura preesistente? Oppure, come ipotizzano gli storici di recente, una masseria fortificata cinquecentesca che i nobili Perollo, i signori della zona, avevano costruito sullo stile dei castelli maltesi; sembra ci fosse anche una sorta di canale navigabile attraverso cui le masserizie arrivavano al mare.

 

Il Festival dei borghi di Sicilia: il fortino di Mazzallakkar

Già il nome, a sentirlo pronunciare, evoca veli, spezie, mercanti, profumi, sete e incensi. Ma la storia del fortino che ogni sei mesi riemerge dall'acqua placida del lago Arancio (altro nome delizioso), è ancora tutta da scrivere. Fu proprio l'invaso artificiale, costruito a metà degli anni Cinquanta del secolo scorso nella vallata conosciuta come la "Zona dei mulini”, a sommergere il fortino quando era ancora in buono stato di conservazione. Adesso, con il progressivo abbassamento del livello del lago, insieme alle torri che già svettavano dall'acqua, sono ricomparse anche le mura fortificate, a raccontare il tempo in cui le carovane in marcia si fermavano proprio qui a cercare ristoro. Nel corso degli anni e in tempi più recenti, il fortino venne anche usato dai pastori del luogo per ricoverare le greggi, ma l'antica conformazione squadrata con le torri è rimasta intatta e riemerge in estate, creando un luogo di straordinaria e misteriosa bellezza

 

 

Siamo in un lembo autentico di Sicilia, in una zona dove i tramonti si tingono facilmente di rosa: il fortino misterioso sta attirando tantissimi visitatori, complice anche il lavoro di valorizzazione e promozione della Fondazione Le Vie dei Tesori insieme a IGT, azienda da sempre attenta alla conservazione del patrimonio artistico italiano www.igt.it . E anche quest’anno la Fondazione si prepara al festival che a settembre e ottobre aprirà (e farà “parlare”) centinaia di siti in tutta l’Isola, comprese le “capitane” Palermo e Catania. Ma che quest’anno, ha avviato anche un nuovo progetto che punta alla rigenerazione e sviluppo dei borghi siciliani. Due weekend (28/29 agosto e 4/5 settembre), una sessantina di borghi mostreranno i “tesori” di famiglia, tra miniere abbandonate, castelli federiciani, chiese gioiello, ferrovie e cave, osservatori astronomici e antiche neviere, ma soprattutto esperienze legate al vivere slow, ai mestieri dimenticati, ai piatti delle tavole contadine. Per tutti i partecipanti al Borghi dei Tesori Fest - promosso dalla Fondazione Le Vie dei Tesori in collaborazione con tutti i Comuni e Fondazione Con Il Sud, sostenuto da IGT e Fondazione Sicilia - un unico coupon, smart, facile, leggero, tracciato. Ecco, il fortino misterioso di Mazzallakkar è stato solo un assaggio, una preview: ma il pubblico è già accorso in massa, e chiede a gran voce altre visite guidate.   www.LeViedeiTesori.it