L'utopia, un'idea irraggiungibile e fantastica. Solitamente molto amata dai sognatori, considerata qualcosa di irrealizzabile. Eppure a volte le utopie si realizzano, dimostranto che i limiti possono essere superati. Pienza, borgo di poco più di duemila abitanti in Toscana, è l'utopia realizzata di Pio II, la realizzazione in pietra della città ideale del Rinascimento, ovvero la possibilità di un centro abitato razionale e funzionale, creato attorno a uno schema geometrico apparentemente astratto.
Pienza, il borgo toscano ripreso dall'alto con il drone
La perfezione nata dal nulla. Dal XV secolo in poi Pienza ha affrontato interi secoli e oggi è uno dei centri più importanti dell'intero entroterra senese. Oltre alle straordinarie testimonianze del Rinascimento, oggi è famosa per l'artigianato (tipico di questa zona, molto presente quello del ferro battuto) e l'enogastronomia, dal vino ai formaggi. E se nel primo caso le denominazioni in cui ricade sono veramente molte (prima su tutti la Chianti Docg) nel secondo caso è il Pecorino di Pienza Dop a farla da padrone.
Un formaggio che è un simbolo, per il territorio e per la storia. Una storia lunga, visto che è in più documenti attestato che Lorenzo Il Magnifico stesso ne fosse un grande estimatore, tanto da recarsi regolarmente da Firenze a Pienza per assaggiarlo. Un altro prodotto toscano d'eccellenza nato sotto l'ombrello mediceo, se è vero (e lo è) che è a Cosimo II de Medici che si deve la nascita del Chianti Classico e del simbolo del Gallo Nero.
Il suo sapore speciale è dato dallo stesso terreno su cui crescono le vigne madri di uno dei vini italiani più famosi al mondo: il terreno dei pascoli, in maggior parte argilloso, permette la crescita di un'erba particolarmente profumata che danno al latte di pecora (di razza sarda, importata in Toscana dai pastori dell'isola immigrati in queste zone) il sentore (tipico) di castagna e alloro. Questo, insieme alla produzione dai numeri contenuti, hanno sempre fatto sì che questo formaggio sia percepito come speciale e di grande qualità.
Le diverse anime gustative di questo formaggio sono date, come sempre nell'arte casearia, dai diversi tipi di stagionatura. Al di sotto dei trenta giorni di riposo il formaggio è definito ancora fresco e viene caratterizzato da una pasta giallo tenute particolarmente molle e poco tenace, caratteristiche lo rende estremamente valido per la cottura alla griglia o comunque estremamente versatile in cucina lì dove serve un prodotto scioglievole ma anche dal sapore deciso e di carattere.
Pienza e dintorni, lo spettacolo della Val d'Orcia
L'unico pecorino di Pienza, tra le varie tipologie, ad avere a oggi una certificazione d'origine è il Pecorino di Pienza stagionato in Barrique, inserito nella lista dei PAT (Prodotti Agricoli Tradizionali) della Toscana. Confezionato in forme tonde a facce piane, con un diametro medio di 15 centimetri, è caratterizzato da una superficie esterna liscia, dal tipico colore bianco con sfumature violacee. Al taglio rivela un deciso colore bianco tendente al giallo paglierino, mentre al morso rivela il caratteristico retrogusto tannico, di vinaccia, che gli viene regalato dalla stagionatura in barrique (rigorosamente di rovere, nessun altro legno è permesso).
Pienza, le immagini del borgo toscano
Pienza è un piccolo borgo nel Sud della Toscana. Il comune gode di una posizione strategica, arroccato sulla cima di un colle che domina tutta la valle dell'Orcia.