Per arrivarci, si possono percorrere molte strade, compresa quella via mare, ma se si vuole fare del turismo Slow e riempirsi anche gli occhi di meraviglia, il suggerimento e di seguire la Alghero-Bosa, una delle strade costiere più panoramiche e suggestive del mondo (probabilmente, dell'isola e d'Italia di sicuro). Partiti dalla città che ama la catalogna, raggiungere il borgo non molti chilometri più in basso non sarà difficile. Qui ci si possono riempre gli occhi di mille cose, a partire dalle case colorate del quartiere di sa Costa, uno dei più caratteristici di tutta Italia, dei colori del mare, di quelli del ciclo pittorico medievale di Nostra Signora de sos Regnos Altos, oppure di quelli del vino. In particolare di un vino dello stesso colore dell'oro, profondo e vibrante, avvolgente ed emozionante esattamente come un tramonto di fine estate in spiaggia: la Malvasia di Bosa, un vino fatto per i respiri profondi, cosiddetto da meditazione, che porta nei suoi bicchieri una lunga storia.
Una storia che inizia nel Medioevo, ovvero in anni apparentemente oscuri in cui in realtà meravigliose cose hanno germogliato. In quei secoli nel Mar Egeo, tra Creta e Rodi, veniva coltivata e vinificata questa uva che fu poi capace di irretire e far innamorare i veneziani, che finirono addirittura per chiamare con questo stesso appellativo tutti i vini dolci provenienti dal Mediterraneo orignale. Il nome dovrebbe essere legato alle origini del vitigno, originario di Monobasia (secondo i più recenti studi storici non ancora confermati), che leggenda vuole avesse un porto protetto da una scogliere molto alta, che creava un naturale corridoio molto stretto, unica via d'accesso al paese. Nel 1248 un principe, greco, chiese aiuto alla Serenissima per espugnare questa fortezza; una volta raggiunto l'obiettivo i veneziani rimasero in quel territorio e cominciarono a esplorare l’entroterra. Qui conobbero probabilmente la Malvasia e se ne innamorarono tanto da piantarla a Creta, loro possedimento da più di 40 anni, e da lì farla arrivare fino alla città dei Dogi.
Bosa, le immagini dei grifoni
Il Grifone è un avvoltoio, ha cioè testa e collo senza piume e le zampe coperte di penne fino all’articolazione metatarsica. Non caccia, si ciba solo di carcasse animali. A differenza di altri rapaci, come l’aquila e il falco, i
suoi artigli non gli permettono di sferrare un attacco per afferrare ed uccidere le prede. Attualmente nel nostro Paese è presente solo in Sardegna. Il suo habitat di nidificazione sull'isola è costituito da aree costiere, zone collinari e montagne generalmente poco frequentate dall’uomo e ricche di pareti rocciose con terrazze, cenge e cavità.
Da qui alla Sardegna il passo non è necessariamente breve come potremmo pensare oggi. Non si poteva prendere una barbatella, proteggerla e poi portarla in un nuovo territorio e provare a farla crescere in nuove condizioni climatiche. Circa settecento anni fa, tutti i cambiamenti richiedevano molto più tempo. A oggi l'ipotesi più accreditata e che sembra agli storici più veritiera, è che il vitigno sia stato portato sull'isola molto prima rispetto all'assalto dei veneziani alla fortezza greca, risalendo addirittura al V-VI secolo d.C., dopo la caduta dell’Impero Romano e la successiva diaspora di genti. Data anche la sua grande diffusione a sud dell'isola, potrebbe essere stata portata qui da qualche viandante greco approdato nei porti antichi di Calaris e Bosa stessa. Forse una leggenda, ma di sicuro una leggenda accreditata e supportata dal nome antico dato all'uva, ovvero (specialmente nel nuorese) “Alvarega” o “Arvarega”, che significa appunto “bianca greca”. È diffusa, come uva, in tutto l'Oristanese ma è a Bosa che trova il suo terreno d'elezione, tanto che qui nel 1972 nacque una delle prime Doc d'Italia ( che comprende anche i comuni di Suni, Tinnura, Flussio, Magomadas, Tresnuraghe e Modolo) che protegge e promuove le quattro tipologie principali, ovvero: Malvasia di Bosa dolce; Malvasia di Bosa riserva (la più strutturata, richiede almeno due anni di invecchiamento in botte); Malvasia di Bosa spumante e Malvasia di Bosa passito.
Bosa, le immagini del borgo sardo
Nella costa occidentale della Sardegna, in provincia di Oristano, sorge uno dei borghi più pittoreschi d’Italia, dominato da un castello medioevale, con le sue case multicolori lungo la foce del fiume Temo che la divide in due con forme sinuose.