Il primo miracolo eucaristico che la Chiesa cattolica ricorda è quello avvenuto nel '700 a Lanciano, in provincia di Chieti, quando un sacerdote nella chiesa di San Legonziano ebbe una crisi di fede manifestando dei dubbi sulla reale presenza di Cristo nell’eucaristia. Durante la celebrazione della messa l’ostia e il vino consacrati con la formula teologica “Questo è il mio corpo… Questo è il mio sangue”, si trasformarono realmente in carne e in sangue. Le reliquie di quel primo prodigio miracoloso sono ancora oggi venerate nella chiesa romanica di San Francesco all’interno di un prezioso ostensorio d’argento ed è meta di un crescente turismo religioso da tutto il mondo.
Pur non essendo famoso come il miracolo eucaristico di Bolsena reso celebre anche dal dipinto-affresco di Raffaello nelle Stanze del Vaticano, per Lanciano, tuttavia, i pellegrinaggi religiosi sono una voce primaria non solo per l’economia del territorio ma anche per mettere in luce il suo antico centro storico. I quartieri vecchi edificati su tre distinti colli, si contraddistinguono per le maestose torri campanarie che ne incorniciano il panorama, per le chiese medievali e gotiche di San Biagio e di Santa Maria Maggiore, per i palazzi nobiliari per lo più prospicienti in Via dei Frentani le cui bellezze geometriche si sposano con l’eleganza che si avverte varcandone i portoni e dove non sono rare le presenze di cortili e di policromi giardini. Per la interior designer e scrittrice Luisa Carinci “percorrendo Via dei Frentani, che, come un grande palcoscenico in cui le quinte disegnano epoche diverse con le facciate di palazzi incantati, ci permettono di mettere un piede nella storia del capoluogo frentano attraversato da secoli di storia in soli trecento metri”.
E’ a questa “Lanciano che non sai…” che il Fai dedica le sue giornate d’autunno in programma sabato 16 e domenica 17 ottobre i cui itinerari porteranno a riscoprire, in via straordinaria, un territorio dalla mirabile storia risalente alla antica romana “Anxanum” e di un presente che si lascia esplorare in ogni angolo con i suoi tanti capolavori custoditi nei palazzi gentilizi, nei musei, nelle chiese, nelle tradizioni popolari delle bande musicali, nel fascino di un territorio agricolo. Tra le meraviglie d’arte che si potranno ammirare durante le giornate Fai, risaltano il sorprendente ciclo pittorico medievale custodito nella chiesa di San Nicola che racconta la leggenda aurea del ritrovamento della Santa Croce e rimasto nascosto per più di 800 anni essendo venuto alla luce per miracolo solo nel 1993 e il piccolo gioiello alto medievale della cripta di San Biagio di impronta paleocristiana.