Arriva la Nociata e a Massa Martana è quasi Natale
di Lara De Luna , di Lara De LunaCi sono dolci che sanno di Natale, di storia, di famiglia. Ogni regione e a volte ogni comune ha il proprio, ma ce ne sono alcuni che restano impressi nella memoria anche oltre i confini delle singole case. Perché si portano dietro, oltre alla dolcezza, anche il significato senza tempo di un rito. Come la Nociata, un dolce abbastanza diffuso in Umbria durante le festività natalizie e il periodo invernale, che a Massa Martana, provincia di Perugia, ha il suo cuore, la sua casa, il centro propulsore della tradizione.
Una storia dolce che veramente affonda le radici indietro nel tempo, se si pensa che già quasi quarant'anni fa Remo Coppini nel suo "Umbria a tavola" ne parlava così: “Nel passato venivano usate attrezzature rudimentali, ma idonee alla cottura: caldaio di rame internamente stagionato, trespolo con apertura circolare sopra il braciere, dove veniva depositato il caldaio; grosso e pesante mestolo con estremità a forma di pera per amalgamare il prodotto senza interruzione".
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Un vero pezzo di cuore per i massetani, che si porta dietro una tradizione simpatica. Ancor di più in un periodo come questo che stiamo vivendo, in cui la parità tra i generi è argomento di discussione quotidiano. Sono infatti gli uomini di casa a preparare, natale dopo natale, la nociata. Ed è un compito di cui vanno tradizionalmente molto fieri, tanto da vantarsene, scambarsi ricette e molto altro ancora. Questo perché la fattura della nociata è percepita come un rito di devozione, ma soprattutto un passaggio di grande fatica fisica, per la quale è richiesto un grande impegno, soprattutto di braccia: l'impasto va mescolato per moltissimo tempo, fino a che non sarà compatto. A questo punto può essere disteso (meglio su tavole di marmo) e diviso nei pezzi che verranno poi serviti, regalati o venduti, solitamente di forma romboidale.