Paesaggio Italia. Un cammino lungo un anno nel Paese della bellezza che ancora ci sorprende

Spello. Porta Venere. (Courtesy Regione Umbria. Servizio Turismo)
Spello. Porta Venere. (Courtesy Regione Umbria. Servizio Turismo) 
La collana in edicola con "Repubblica": dodici volumi con altrettanti itinerari che svelano realtà spendide e misconosciute del nostro territorio. Si comincia con l'Umbria. Non la solita
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È un piacere, per me, scrivere queste righe di presentazione per una collana come Paesaggio Italia, e lo è per due ragioni: una di carattere personale, direi biografica; l’altra ugualmente personale ma molto più condivisibile, poiché connessa a una sensibilità che investe la mia condizione di giornalista, di cittadino italiano, e in definitiva di essere umano.

La ragione più privata è che il primo di questi dodici volumi, che ci guideranno in sorprendenti itinerari del nostro Paese, è dedicato all’Umbria, e io con l’Umbria ho un rapporto speciale. Mia nonna era umbra, si chiamava Fernanda ed era nata a Foligno nel 1901. Così fin da bambino ho avuto modo di conoscere la grande pace e il refrigerio interiore che questa regione sa offrire a chi l’attraversa: la Cascata delle Marmore, i giardini di Foligno, le fonti del Clitunno... L’Umbria è un momento di rispetto per la natura e per gli uomini, un’oasi silenziosa nel cuore dell’Italia. Un baricentro di tranquillità che dà un equilibrio e un peso speciali a quanti la abitano.

TORGIANO IL MUSEO DEL VINO

La seconda ragione è che Paesaggio Italia propone un modo di muoversi nuovo, in piena sintonia con le attenzioni che una persona curiosa dovrebbe portarsi dietro nel suo cammino.

Forte del fatto che il nostro inesauribile Paese regala al viaggiatore sorprese di ogni ordine e grado, questa collana rifiuta le accademiche gerarchie valoriali e chiude nella nozione circolare di paesaggio tutto ciò che di bello ci viene incontro: le mani dell’artista che realizzò la pala di una chiesetta nascosta sull’Appennino e quelle degli agricoltori che per secoli curarono i terrazzamenti di viti dalle quali ancor oggi si ricava unvino squisito; il fantastico borgo di cui colpevolmente ignoravamo persino il nome e i saperi artigianali, le feste e i riti chequesto stesso borgo custodisce; le strade bianche e dimenticate che solcano meravigliosi scenari naturali e la moderna scultura che all’improvviso svetta su una collina, per ricordarci che la bellezza non è un’esclusiva del passato. Itinerari brevi, da portare a termine in pochi giorni, ma che restituiscono una visione del mondo dove il sommo si salda al piacevole, proprio come nella vita.

LA SCARZUOLA IL SOGNO DI UN ARCHITETTO

Veniamo da anni difficili, durante i quali la pandemia ci ha confinato in pensieri ossessivi. Chiusi nelle nostre case e frenati dall’ansia, abbiamo praticato un uso esagerato della vista miope, un’attenzione quasi patologica a ciò che ci era vicino, a volte troppo vicino. E abbiamo smarrito il dono della distrazione. Seguire i percorsi suggeriti da Paesaggio Italia, in un territorio dove tutto sa farsi paesaggio, può essere l’occasione per recuperare la necessaria presbiopia della vista e del cuore, quella capacità di guardare lontano che è la premessa di qualsiasi percezione del futuro. E anche per ritrovare la leggerezza onnivora che è l’anima del viaggiare, dello scoprire, del perdersi. La capacità di fantasticare di fronte a ogni cosa, e così estrarre conoscenza da tutto. La nostra Italia, con le sue storie infinite, è uno scenario onirico che non ha eguali al mondo.

LA SCARZUOLA

E non è un caso che Goethe, nel suo Grand Tour italiano di oltre due secoli fa, a ogni passo vedesse “avverarsi i sogni” della sua gioventù. Con una simile prospettiva, buon viaggio a tutti.