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Università Lum, il Rettore: "I nostri capisaldi: innovazione, internazionalizzazione, interdisciplinarità"

Antonello Garzoni
Antonello Garzoni 
Antonello Garzoni: "Nei fatti siamo tra le prime università al Sud per placement dei nostri laureati e per soddisfazione da parte degli studenti"
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Negli ultimi anni l'Università LUM ha cambiato pelle ed ha progressivamente ampliato offerta formativa, passando dai tradizionali corsi di Economia e di Giurisprudenza ai nuovi corsi di Ingegneria gestionale, di Medicina e Chirurgia e di Infermieristica. La nostra intervista al Rettore.

Per quale motivo, secondo lei, un giovane che ha appena finito le superiori dovrebbe scegliere la vostra università?

"La LUM è una università moderna, giovane, innovativa e centrata sullo studente. Un luogo dove poter crescere e far maturare competenze con una forte componente interdisciplinare, dove l'apprendimento in aula si fonde con l'apprendimento sul campo grazie alle tante iniziative sviluppate insieme ad imprese, associazioni e pubbliche amministrazioni. Il nostro è un contesto internazionale, proiettato sul futuro e con una forte impronta tecnologica e digitale. Il migliore per coltivare con passione i propri interessi e trasformare i propri obiettivi in risultati. Nei fatti siamo tra le prime università al Sud per placement dei nostri laureati e per soddisfazione da parte degli studenti".

Quali corsi o iniziative speciali vi rendono peculiari rispetto ad altri atenei?

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In ogni corso di studio sono presenti attività extracurricolari a libera scelta dello studente, in cui poter sperimentare nuove dimensioni di apprendimento. Lo facciamo insieme a primarie istituzioni e imprese, in modo da poter ridurre il gap di linguaggio tra l'università e il mondo del lavoro. Tra le tante iniziative, organizziamo laboratori di Coding per imparare a programmare, laboratori di Data Science per analizzare i dati, laboratori di Digital Transformation e Business Model Innovation organizzati insieme a Confindustria. Cui si aggiungono company visit, hackaton con le imprese, testimonianze con imprenditori, professionisti e manager, Contest con altre università. Ma anche nei modelli pedagogici abbiamo innovato con sperimentazioni didattiche interessanti come l'uso del dibattito, le simulazioni, le flipped classroom, la discussione di casi e il lavoro in piccoli gruppi. In definitiva, un'offerta formativa completa".

Quali aree formative avete potenziato in particolare? 

"Negli ultimi anni la LUM ha cambiato pelle ed ha progressivamente ampliato l'ambito formativo passando dai tradizionali corsi di Economia e di Giurisprudenza ai nuovi corsi di Ingegneria gestionale, di Medicina e Chirurgia e di Infermieristica. Oggi la nostra offerta è più integrata e consente di far leva anche in maniera interdisciplinare sulle nuove aree, ampliando il potenziale formativo per i nostri studenti. Un laureato magistrale in Giurisprudenza può anche ottenere con un solo anno aggiuntivo la laurea magistrale in Economia, integrando nel proprio percorso di studi conoscenze di tipo ingegneristico (fondamentali per la cybersecurity). Un laureato magistrale in Medicina ha la possibilità di approfondire tematiche economiche e di management sanitario, ma anche di apprendere in modo innovativo le tecnologie digitali per meglio specializzarsi in futuro. Sono solo esempi per evidenziare quanto la nostra offerta è oggi integrata e interdisciplinare, pur focalizzandosi su una professione ben definita". 

Dovendo sintetizzare la vostra offerta formativa con tre parole, quali sarebbero? 

"Sicuramente innovazione, internazionalizzazione, interdisciplinarità. L'innovazione è per noi un fattore di costante aggiornamento dei programmi didattici e delle metodologie, con una attenzione al futuro. Oggi stiamo testando le tecnologie per il Metaverso, che riteniamo un utile ampliamento del bagaglio dei nostri studenti per il futuro. L'Internazionalizzazione è legata alla capacità di puntare su modelli di crescita culturale con docenti stranieri, con lezioni anche in lingua inglese, con un laboratorio linguistico che prepara per conseguire certificazioni e ovviamente con percorsi  di studio all'estero (Erasmus, Global Exchange Program, Double Degrees). L'interdisciplinarità è il frutto di un corpo docente molto integrato, che porta avanti progetti trasversali che fanno crescere le competenze digitali e le soft skills dei nostri studenti preparandoli al mondo del lavoro".

Ha qualche suggerimento da dare ai ragazzi che vogliono intraprendere un percorso di studio insieme a voi?

"Io credo che oggi i ragazzi arrivino più preparati e consapevoli nella scelta dell'università, guardando avanti stimolati dalle professioni che vogliono intraprendere. Il mio primo suggerimento è di farsi dominare dalle passioni. Bisogna essere convinti della propria scelta se si vuole andare oltre l'apprendimento di semplici conoscenze. Un secondo consiglio è quello di pensare a costruire competenze specialistiche, non generiche, ma al tempo stesso trasversali, utilizzabili in più ambiti lavorativi. Sensibilizzarsi ad ambienti internazionali, stimolanti. Questo non vuol dire andare necessariamente all'estero. Significa diventare cittadini del mondo. Infine, un terzo suggerimento è sensibilizzarsi da subito alla digitalizzazione e alla sostenibilità, in ogni professione".