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Una matita siciliana per “Topolino”

Emanuele Virzì, trapanese, sin da bambino sognava di disegnare per la Disney: “ È stata dura, ora mi diverto con Paperoga”. Il successo di vendite del suo “ Lyon”
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Emanuele a tre anni sapeva già tutto del suo destino. Avrebbe fatto il fumettista; e per questo sarebbe stato felice. Suo padre lo aveva capito prima di lui. Quella manina abbrancata al suo pugno ogni mercoledì davanti all’edicola, era un indizio inequivocabile. La paura che potesse tirarsi fuori da quel piccolo rito era tutta lì, in quelle minuscole dita tremolanti di felicità. Con gli occhi sgranati sulla vetrina del chiosco alla ricerca di una copertina. Non una qualsiasi, però. Lui voleva Topolino. Se fosse stata una vocazione religiosa, a casa avrebbero gridato al miracolo. E invece era solo l’incontenibile passione di chi è cresciuto a latte, pennarelli e fumetti. Così, ancora prima di andare all’asilo, la matita di questo piccolo prodigio ha cominciato a partorire topi e paperi. In principio, un traffico di schizzi e colori senza meta. Poi tratti sempre più precisi, tanto che i genitori pensavano che lui …
Emanuele a tre anni sapeva già tutto del suo destino. Avrebbe fatto il fumettista; e per questo sarebbe stato felice. Suo padre lo aveva capito prima di lui. Quella manina abbrancata al suo pugno ogni mercoledì davanti all’edicola, era un indizio inequivocabile. La paura che potesse tirarsi fuori da quel piccolo rito era tutta lì, in quelle minuscole dita tremolanti di felicità. Con gli occhi sgranati sulla vetrina del chiosco alla ricerca di una copertina. Non una qualsiasi, però. Lui voleva Topolino. Se fosse stata una vocazione religiosa, a casa avrebbero gridato al miracolo. E invece era solo l’incontenibile passione di chi è cresciuto a latte, pennarelli e fumetti. Così, ancora prima di andare all’asilo, la matita di questo piccolo prodigio ha cominciato a partorire topi e paperi. In principio, un traffico di schizzi e colori senza meta. Poi tratti sempre più precisi, tanto che i genitori pensavano che lui li ricalcasse. «E invece era l’istinto a guidarmi; amavo a tal punto gli eroi Disney da sognarli pure di notte».
 
Emanuele Virzì, 38 anni, trapanese, il suo sogno l’ha realizzato davvero e oggi è uno dei più apprezzati disegnatori di Topolino.Non è stato facile però. «Le tappe di avvicinamento alla redazione sono state lunghe e faticose. Quattro anni di duro lavoro per mostrare ai responsabili della Panini quello che sapevo fare. Li ho inseguiti per fiere, workshop, concorsi. Continuando a commettere tuttavia un grande errore: la reiterata proposta di un portfolio di personaggi creati da me. Mi sembrava un azzardo replicare le strisce di Topolino. E mettermi in competizione coi grandi nomi del giornalino: Giorgio Cavazzano, Corrado Mastantuono Alessandro Barbucci, Stefano Turconi. Invece era proprio questo ciò che volevano. Il giorno che ho osato confrontarmi con loro è stato quello giusto».
 
Un mazzo di carte con gli assi dell’ostinazione, ma soprattutto tanto studio. Il liceo artistico dopo le medie, poi la Scuola del fumetto a Palermo. « Un passaggio fondamentale sia per la velocità nell’apprendimento che per la conoscenza di professionisti del settore, che mi hanno trasmesso esperienza. Una tappa importante per affinare il talento che sapevo di avere. Un dono che in questo mestiere non basta; la tecnica è l’arnese indispensabile che consente di cimentarsi con i grandi obiettivi».
 
L’ultimo è legato a un successo clamoroso che lo ha portato in vetta alle classifiche nazionali sfiorando il record di Zerocalcare: il secondo posto nella top ten dei libri più venduti in Italia con i disegni di “Lyon, le storie del mistero” (Salani editore). Un trionfo legato al marchio di un campione da tre milioni di follower: Lyon Gamer, il nickname di Ettore Canu, un online gamer da cento milioni di visualizzazioni nell’universo di Minecraft. « Il progetto nasce dall’idea di trasporre in fumetto le avventure ideate da Lyon Gamer sul suo canale. Avevo appena completato l’inchiostrazione del volume di un altro youtuber, Ciccio Gamer, quando Davide Costa, lo sceneggiatore di entrambe le storie, mi ha coinvolto in questo nuovo libro. Non è stato semplice riuscire a mantenere le personalità dei vari protagonisti e trasformare la serie del videogioco, basato su forme cubiche, in figure fedeli agli originali».
 

Il fumetto, durante la chiusura delle librerie per il lockdown, è balzato sul podio con il record di 50 mila copie vendute on line; un vero caso editoriale. Ma nonostante le diverse collaborazioni a lungometraggi ( Pinocchio di Enzo D’Alò, Vespri siciliani di Antonio Pirrotta) e cartoni animati della Disney Pixar, Topolino rimane l’impresa della sua vita. «Ogni volta che escono le mie strisce, continuo a pensare alla felicità che ho provato quando nel 2015 il giornale ha pubblicato la prima storia disegnata da me. Vedevo Topolino in edicola e pensavo “ lì dentro ci sono io con i miei disegni”. Avrei voluto urlarlo a tutti. Anche perché ormai non ci speravo più, erano passati due anni e mi ero stancato di aspettare».
L’identificazione con i mondi fantastici di Topolinia e Paperopoli è un miraggio che Emanuele Virzì coltiva con cura per non spegnere l’infanzia che ancora resiste fra le sue dita. « Godo a disegnare quel pazzo di Paperoga; Topolino invece è più difficile, basta sbagliare di poco forme e proporzioni e non è più lui . A chi mi piacerebbe somigliare? A Zio Paperone, per lo spirito avventuroso, la scaltrezza, la furbizia, e anche per i suoi depositi di monete d’oro. E invece i miei amici mi associano a Ciccio, il garzone ghiotto e pigro di Nonna Papera. Ma io poi mi vendico inserendo i loro volti fra le comparse delle storie. Ogni tanto qualcuno si riconosce e mi chiama divertito».
 
Fra una striscia di Paperino e l’altra, gli impegni a Emanuele non mancano. La partecipazione alle “ Avventure della SMAgliante Ada”, un volume a fumetti dedicato agli studenti delle scuole elementari per spiegare la comprensione di temi come l’inclusione, la disabilità e la conoscenza scientifica; le illustrazioni dell’Agenda della Guardia di finanza; la realizzazione e la produzione del libro “Bjorn, la corazza”. Ma poi il ritorno a casa Disney è l’approdo sicuro dove ritrovarsi. Una Itaca di carta abitata da una squadra agguerrita di siciliani. Ai disegni, oltre a lui, ci sono Massimo Asaro e Daniela Vetro. Alle sceneggiature Roberto Moscato e Pier Giuseppe Giunta.
 
« Negli ultimi anni sono mutate le tecniche e gli strumenti di realizzazione. Sul mio tavolo, per esempio, ci sono un pc e una tavoletta grafica per utilizzare i vari software di disegno. Ma anche tanti fogli di carta, blocchi da disegno, appunti, matite e colori. Per ricordami in ogni momento come tutto è cominciato».