A scuola di vedute, con i capolavori della storia dell’arte. Si intitola “Arte a domicilio — Scorci fiorentini” la nuova iniziativa digitale promossa da Città metropolitana, Palazzo Vecchio e Mus.e con l’obiettivo di permettere al pubblico di tornare a frequentare, almeno virtualmente, i musei civici chiusi per la seconda volta a causa della pandemia. Il progetto, al via da domani, è organizzato in collaborazione con l’ufficio Unesco del Comune e grazie al sostegno di Unicoop Firenze, e consiste in un ciclo di cinque appuntamenti, in programma un martedì ogni due ( 24 novembre, 8 e 22 dicembre, 5 e 19 gennaio) alle 18 sulla piattaforma Zoom, durante i quali, partendo da opere delle collezioni civiche, gli spettatori saranno invitati a passeggiare idealmente nella città del passato, per analizzare come vedute e paesaggi siano o non siano cambiati nel corso dei secoli.
« L’idea — spiega Carlo Francini, curatore dell’iniziativa insieme a Giaele Monaci e Valentina Zucchi — è valorizzare le collezioni del Comune, e al tempo spesso prenderle come spunto per risvegliare l’attenzione su un’opportunità. Pure in zona rossa, e pur non potendo entrare in un museo, possiamo comunque uscire per fare delle brevi passeggiate, e interrogarci sulla genesi e lo sviluppo del paesaggio urbano che abbiamo di fronte. Partiremo con le porte, le mura e le torri medievali, per arrivare fino al Novecento e alle famosissime vedute di Ottone Rosai. Nel mezzo, ci sono le incisioni e i disegni settecenteschi di Giuseppe Zocchi, che molti di noi sono abituati a vedere appesi negli studi di medici e avvocati: opere grazie alle quali possiamo renderci conto di quanto la città sia cambiata ma rimasta sostanzialmente immutata nei suoi luoghi principali» .
«Zocchi — spiega ancora lo storico dell’arte — raccontò Firenze e le ville nei dintorni su commissione del marchese Gerini, con l’obiettivo di creare un album di immagini per il mercato inglese, una sorta di brochure o guida ante litteram. Un aspetto più “commerciale” che rende il suo lavoro molto interessante. L’idea è di partire da storie come questa per risvegliare nel pubblico un nuovo interesse per i luoghi che ci circondano». Questo ciclo, conclude inoltre Francini, «si inserisce nel progetto europeo “ AtlaS. WH”, che ci vede impegnati insieme a Porto, Edimburgo, Bordeaux e Santiago di Compostela per organizzare attività che aumentino la consapevolezza nei confronti del patrimonio».
“Arte a domicilio — Scorci fiorentini” fa parte di un più ampio calendario di attività digitali per il pubblico adulto organizzate da Mus. e e al via da questa settimana: fra le proposte anche il ciclo “ Mezz’ora d’arte” dedicato ai capolavori del museo Novecento (1, 15 e 29 dicembre e 12 e 16 gennaio), “ Mezz’ora con Raffaello” (27 novembre, 4 e 18 dicembre) e “ Talking about museums” (25 novembre, 2 e 16 dicembre): tutti gli incontri si svolgeranno sulla piattaforma Zoom e vi si potrà partecipare gratuitamente previa prenotazione scrivendo a info@muse.comune.fi.it). Partendo dalle opere di collezioni civiche saranno analizzati i cambiamenti del paesaggio
« L’idea — spiega Carlo Francini, curatore dell’iniziativa insieme a Giaele Monaci e Valentina Zucchi — è valorizzare le collezioni del Comune, e al tempo spesso prenderle come spunto per risvegliare l’attenzione su un’opportunità. Pure in zona rossa, e pur non potendo entrare in un museo, possiamo comunque uscire per fare delle brevi passeggiate, e interrogarci sulla genesi e lo sviluppo del paesaggio urbano che abbiamo di fronte. Partiremo con le porte, le mura e le torri medievali, per arrivare fino al Novecento e alle famosissime vedute di Ottone Rosai. Nel mezzo, ci sono le incisioni e i disegni settecenteschi di Giuseppe Zocchi, che molti di noi sono abituati a vedere appesi negli studi di medici e avvocati: opere grazie alle quali possiamo renderci conto di quanto la città sia cambiata ma rimasta sostanzialmente immutata nei suoi luoghi principali» .
«Zocchi — spiega ancora lo storico dell’arte — raccontò Firenze e le ville nei dintorni su commissione del marchese Gerini, con l’obiettivo di creare un album di immagini per il mercato inglese, una sorta di brochure o guida ante litteram. Un aspetto più “commerciale” che rende il suo lavoro molto interessante. L’idea è di partire da storie come questa per risvegliare nel pubblico un nuovo interesse per i luoghi che ci circondano». Questo ciclo, conclude inoltre Francini, «si inserisce nel progetto europeo “ AtlaS. WH”, che ci vede impegnati insieme a Porto, Edimburgo, Bordeaux e Santiago di Compostela per organizzare attività che aumentino la consapevolezza nei confronti del patrimonio».
“Arte a domicilio — Scorci fiorentini” fa parte di un più ampio calendario di attività digitali per il pubblico adulto organizzate da Mus. e e al via da questa settimana: fra le proposte anche il ciclo “ Mezz’ora d’arte” dedicato ai capolavori del museo Novecento (1, 15 e 29 dicembre e 12 e 16 gennaio), “ Mezz’ora con Raffaello” (27 novembre, 4 e 18 dicembre) e “ Talking about museums” (25 novembre, 2 e 16 dicembre): tutti gli incontri si svolgeranno sulla piattaforma Zoom e vi si potrà partecipare gratuitamente previa prenotazione scrivendo a info@muse.comune.fi.it). Partendo dalle opere di collezioni civiche saranno analizzati i cambiamenti del paesaggio