L’esercito delle miniature invade il web

Filippo Giovannini progetta statuine per giochi a Scandicci e grazie a Patreon, community mondiale di creativi, ha clienti in 70 Paesi. Ma anche uno stipendio 

3 minuti di lettura

Sembra una storia da serie tivù. Anche se non si svolge in un loft tutto vetrate e design, ai piani vertiginosi di grattacieli che si affacciano su skyline da sogno. Perché Cross Lances Studio ha sede a Scandicci, che non è certo New York. Eppure, dall’operosa città metropolitana, Filippo Giovannini è in contatto con il mondo. Lo aiutano il web, e la tavoletta grafica digitale su cui ogni giorno progetta "miniatures". Ovvero le statuine per i giochi da tavolo ( soprattutto fantasy). Lui le disegna, le trasforma in file che vengono scaricati da chi possiede una stampante 3D. Un clic, e il cliente dà vita ai modellini di elfi, guerrieri, draghi, maghi ( ma anche personaggi storici reali, per i wargame che ricostruiscono celeberrime battaglie) disegnati da "Giosba", come lo chiamano gli amici.

Da passione, quella di Giovannini si è trasformata in professione. Due passaggi. Prima, il crowdfunding. Poi, una forma del tutto nuova di " mecenatismo digitale" che però ( e qui sta la rivoluzione) offre un ricavo continuativo, mensile. Si chiama Patreon. È una piattaforma fondata nel 2013 negli Stati Uniti dal musicista Jack Conte e dallo sviluppatore Sam Yam. Altra storia, che però pare un racconto sulla new economy. Conte era così seguito su Youtube che a un certo punto si è chiesto: «E se traessi un minimo di profitto da questa mia fama social?». Così è nata Patreon, che garantisce un " reddito" mensile agli artisti che vi aprono un blog ( i creator) obbligandoli ad una produzione sempre nuova di opere in esclusiva per i sostenitori ( i patron, in italiano mecenati) attraverso diverse forme di abbonamento. Più il patron paga ( ma si tratta di pochi spiccioli), più ottiene in cambio. La piattaforma offre ai creator 3 abbonamenti — Lite, Pro e Premium — in base ai guadagni mensili, e trattiene per sé percentuali diverse delle entrate che vanno da un minimo del 5% per cento ad un massimo del 12%.

L’adesione sia di artisti che di follower è stata così esponenziale da spingere Patreon allo sbarco in Europa. Sede a Berlino. Ad oggi i creator hanno raggiunto quota 200 mila per un guadagno totale di 2 miliardi di dollari grazie a oltre 6 milioni di abbonati. La pandemia ci ha messo del suo: negli ultimi mesi oltre 50 mila i nuovi creator, anche perché Patreon ha sviluppato una serie di promozioni e di progetti per aiutare gli artisti colpiti dalla crisi mondiale. Musicisti ( anche importanti, come gli Einstürzende Neubauten), scrittori, giornalisti, stilisti, pittori, podcaster, influencer, cosplayer. In Italia, soprattutto fumettisti e disegnatori di manga che tengono col fiato sospeso la loro community pubblicando, ogni mese, un nuovo capitolo delle avventure dei loro eroi.

Giovannini ha 33 anni. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti; alla Scuola internazionale di Comics ha seguito un corso di modellismo storico virato verso i giochi da tavolo. L’insegnante lo ha preso a lavorare nel suo studio, dove ha mosso i primi passi nella stampa 3D. Poi, la decisione di mettersi per conto proprio. « Ho intuito — dice — che le miniatures avrebbero preso sempre più più piede, così ho iniziato a disegnare i modelli e a proporli sul web. All’inizio ho lavorato solo per aziende poi, quando le stampanti in 3D si sono diffuse, hanno iniziato a contattarmi anche i privati: giocatori, collezionisti che amano colorare i piccoli personaggi » . Un mondo « di nerd » , dice Giovannini, in continua espansione.

Cinque anni fa era un pioniere delle miniatures. Kickstarter, la più importante piattaforma di crowdfunding per i creativi, gli bastava. « Poi si è cominciata a creare una certa concorrenza — racconta — e in molti si trasferivano su Patreon. Durante il lockdown, ne ho studiato bene le opportunità. E ho deciso di esserci anche io » . I suoi patron sottoscrivono abbonamenti da 1 a 8,50 euro al mese: si va dal download dei file all’autorizzazione a rivendere i modellini stampati fino a coupon spendibili sul mio negozio on line.

Oggi Giovannini ha patron e clienti in oltre 70 paesi del mondo. La piattaforma lo ha aiutato a diventare imprenditore di se stesso: dalla piattoforna per adesso ricava circa 500 euro ogni mese. Ma, conclude, «se si lavora bene, rimboccandosi le maniche, si può arrivare lontano » . Un esempio? Chapo Trap House, un podcast americano che dal 2016 a oggi è arrivato a 39 mila patrons. E a un guadagno mensile di 200 mila dollari.

k Al lavoro Filippo Giovannini al suo tavolo da lavoro mentre studia nuovi modellini