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Corrida di Lucio Fontana 

Le ceramiche anticlassiche del trio barocco

Fausto Melotti, Lucio Fontana e Leoncillo Leonardi da ML Fine Art
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Alla Biennale dell’Antiquariato di Firenze del 2019, il gallerista milanese Matteo Lampertico accostò due artisti nati a trecento anni di distanza: Gian Battista Tiepolo e Fausto Melotti. Chi di Melotti ha in mente solo le sculture astratte si domanderà cosa c’entrino i due, tanto vivace e sontuoso il veneziano quanto rigorose le geometrie del roveretano. Basta osservare le cinque figure femminili di Melotti esposte nella mostra “ Ritorno al barocco”, alla galleria ML Fine Art Matteo Lampertico ( fino all’ 11 aprile, lun- ven 10- 13, 15-19), per ricredersi: le somiglianze ci sono eccome, a partire dal colore, il famoso “rosa Tiepolo”.

 

Quell’accostamento è stato lo spunto per l’attuale mostra, con protagoniste le opere in ceramica di tre scultori del XX secolo per cui la critica ha spesso utilizzato l’etichetta di “ barocco”: oltre a Melotti, Lucio Fontana e Leoncillo Leonardi. Nel cat…

Alla Biennale dell’Antiquariato di Firenze del 2019, il gallerista milanese Matteo Lampertico accostò due artisti nati a trecento anni di distanza: Gian Battista Tiepolo e Fausto Melotti. Chi di Melotti ha in mente solo le sculture astratte si domanderà cosa c’entrino i due, tanto vivace e sontuoso il veneziano quanto rigorose le geometrie del roveretano. Basta osservare le cinque figure femminili di Melotti esposte nella mostra “ Ritorno al barocco”, alla galleria ML Fine Art Matteo Lampertico ( fino all’ 11 aprile, lun- ven 10- 13, 15-19), per ricredersi: le somiglianze ci sono eccome, a partire dal colore, il famoso “rosa Tiepolo”.

 

Quell’accostamento è stato lo spunto per l’attuale mostra, con protagoniste le opere in ceramica di tre scultori del XX secolo per cui la critica ha spesso utilizzato l’etichetta di “ barocco”: oltre a Melotti, Lucio Fontana e Leoncillo Leonardi. Nel catalogo ( Christian Marinotti ed.), lo storico dell’arte Andrea Bacchi approfondisce il significato e la pertinenza di questo aggettivo nato per definire lo stile tracotante e anticlassico nella Roma di Bernini e Borromini e riadattato a descrivere i volumi tormentati e le lucide policromie delle ceramiche dei tre artisti novecenteschi. Per Bacchi si può parlare di barocco a patto di distinguere “quei rari prestiti dal repertorio figurativo del Sei- Settecento” dall’appartenenza a “una precisa categoria dello spirito, un eterno Barocco sempre risorgente dopo un’epoca di misura e canone, o in simultaneo contrasto con essa”. Come il barocco secentesco ribaltava l’equilibrio rinascimentale, quello degli anni Trenta si contrappone al monumentalismo retorico del Ventennio e al Ritorno all’ordine proclamato dal Movimento Novecento di Margherita Sarfatti.

 

Nel Manifesto Blanco del 1946, di cui Fontana è tra gli ispiratori, si legge: “ Lo spazio viene rappresentato con ampiezza ogni volta maggiore durante diversi secoli. I barocchi fanno un salto in questo senso: lo rappresentano con una grandiosità non ancora superata e aggiungono alla plastica la nozione del tempo. Le figure sembrano abbandonare il piano e continuare nello spazio i movimenti raffigurati”. Proprio come il Cristo che Fontana presentò alla Biennale di Venezia del 1950, esposto in mostra, che pare ricalcare forme e colori sanguinolenti del Bue scuoiato di Harmenszoon van Rijn del 1655. Di Leoncillo sono esposte invece la Sirena, la Cariatide bifronte e la coppia di Trofei alti 1 metro e 30 destinati all’Esposizione Universale del 1942, con relativi bozzetti. Opere lontane non solo dallo stile dominante all’epoca, ma nel caso di Melotti anche dal resto della sua produzione astratta: “Per me la ceramica è un pasticcio”, diceva. “È una cosa anfibia e sotto sotto c’è sempre un piccolo imbroglio, perché non puoi mai sapere esattamente quello che fai. C’è un super- regista che è il fuoco, che ti monta sulle spalle e alla fine dirige lui le operazioni”.

 

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k Corrida Sopra, l’opera Corrida (1950-1955) di Lucio Fontana; in alto, l’allestimento della mostra alla galleria ML Fine Arts Matteo Lampertico (via Montebello 30, tel. 02.3658 6547); in primo piano, Trofei

di Leoncillo Leonardi

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Vaso

(1950-1951) l’opera di Fausto Melotti in mostra fino all’11 marzo