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Breveglieri, cent’anni di immagini

Tazio Nuvolari in uno scatto di Walter Breveglieri 
Il grande fotografo era nato a Crevalcore il 19 febbraio del 1921. Da tre anni l’editrice Minerva cura il suo archivio: 200 mila scatti su Bologna e non solo 
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Una busta ancora chiusa scovata tra le carte di Walter Breveglieri, appena scomparso, il 20 novembre del 2000. Una lettera indirizzata all’editore Roberto Mugavero. È così che è iniziato tutto. « Sì, c’eravamo incontrati - ricorda ora lui -, in occasione della mostra del Comune su com’era mutata la città dal dopoguerra al 2000. Dovevamo, come Minerva, realizzare il catalogo. Walter non fece in tempo a vederla ». A presentarli fu Franca Varignana, amica di Andrea Emiliani, ma il primo incontro non andò granché bene. « Era un uomo riservato, passò la sera a scrutarmi. Quando mi presentai, mi mostrò i suoi scatti, e alla proposta di farne dei libri sparò una cifra fuori mercato, lasciandomi un po’ di amaro in bocca». Fino a quella lettera, consegnata all’editore da Paola, la vedova del fotografo, ancora sigillata. «Dentro c’erano i titoli di almeno dieci…

Una busta ancora chiusa scovata tra le carte di Walter Breveglieri, appena scomparso, il 20 novembre del 2000. Una lettera indirizzata all’editore Roberto Mugavero. È così che è iniziato tutto. « Sì, c’eravamo incontrati - ricorda ora lui -, in occasione della mostra del Comune su com’era mutata la città dal dopoguerra al 2000. Dovevamo, come Minerva, realizzare il catalogo. Walter non fece in tempo a vederla ». A presentarli fu Franca Varignana, amica di Andrea Emiliani, ma il primo incontro non andò granché bene. « Era un uomo riservato, passò la sera a scrutarmi. Quando mi presentai, mi mostrò i suoi scatti, e alla proposta di farne dei libri sparò una cifra fuori mercato, lasciandomi un po’ di amaro in bocca». Fino a quella lettera, consegnata all’editore da Paola, la vedova del fotografo, ancora sigillata. «Dentro c’erano i titoli di almeno dieci libri fotografici, che voleva fare. Li abbiamo stampati tutti e anche di più, tra l’altro sempre un successo » . Da allora la memoria di Breveglieri è una delle missioni della casa editrice. « Tre anni fa acquisimmo l’intero archivio: duecentomila scatti, buona parte dei quali testimoniano la storia recente non solo di Bologna».

 

Domani Breveglieri avrebbe compiuto 100 anni: nato a Crevalcore il 19 febbraio del 1921, il Comune, con la complicità di Minerva, consegnerà con una cerimonia privata alla vedova una targa, in onore del cittadino illustre. «Sarebbe bello che prima o poi gli venisse dedicata anche una via » . È nel paese alle porte di Bologna, che Walter, ragazzino, mosse i primi passi come strillone per pagarsi la prima bici da corsa, sognando di diventare un campione. « Si allenava con l’amico Guizzardi, fu quest’ultimo a vincere in premio una macchina fotografica e a regalargliela, dando così il via ad un’altra carriera».

 

Le prime immagini pubblicate furono per Stadio, la sua grande occasione il Tour de France, chiamato dal Corriere della sera, cui serviva un fotografo motociclista. Fu lì che conobbe Orio Vergani, di cui serbava il motto sulla scrivania: « Una foto vale più di mille parole » . Tra le collaborazioni importanti, pure quelle con Sergio Zavoli ed Enzo Biagi, con cui testimoniò l’alluvione del Polesine. «Nel 2021 ricorrono i 70 anni e insieme ai comuni colpiti stiamo lavorando a una grande mostra. In città, Covid permettendo, vorremmo invece organizzare a Palazzo d’Accursio " L’Emilia dei motori", sua altra grande passione, con Ferrari, Maserati, Osca, Lamborghini insieme, ai Gran Premi che seguì negli anni Cinquanta. Fu in una di queste occasioni che firmò a Cuba uno degli ultimi servizi fotografici su Hemingway, che si sarebbe suicidato di lì a poco».

 

Tra i reportage che hanno fatto la storia quello a Walter Reder, condannato per l’eccidio di Marzabotto, a Carlo Nigrisoli, accusato di aver avvelenato la moglie, le tante elezioni a Bologna e le personalità di passaggio, tra cui uno scatto mitico ad Alfred Hitchcock all’Archeologico di Spina. Ma Breveglieri è stato anche il fotografo degli infiniti istanti della quotidianità cittadina. Immortalati con l’occhio pronto del fotoreporter e lo sguardo dell’artista capace di tramutare la cronaca in poesia.