Pochi sanno, al di fuori degli esperti di settore, che Carlo Bossoli, pittore di origine luganese, che fu uno dei più grandi ed acclamati autori europei di dipinti di paesaggio e vedute, visse lungamente ad Odessa e in Crimea lasciandocene un ricordo incantato in acquerelli e litografie di altissimo livello. Carlo, nato nel 1815 e morto, dopo una vita avventurosa ed errabonda, a Torino nel 1888, migrò ancora bambino con sua famiglia nel 1820 circa a Odessa in cerca di fortuna.
A quel tempo Odessa era una città prospera e cosmopolita, centro di commerci e traffici lucrosi fra oriente e occidente, un luogo pieno di promesse e speranze per migranti di mezza Europa che vi affluivano rendendola ricca e vivacissima anche sul piano culturale. Bossoli compì in Ucraina i primi studi, divenne commesso presso un libraio e mercante di stampe, cominciando per conto proprio a esercitarsi nel disegno per il quale aveva un vero e naturale talento. Verso il 1828 passò a lavorare presso uno sconosciuto scenografo aiutandolo sia per scenografie teatrali che per più modesti decori di appartamenti.
Poco dopo si mise a lavorare per conto proprio. Nel 1836, rimasto orfano e povero, divenne l’unico sostegno per la sua famiglia e cercò di adeguarsi alle richieste del mercato. Gli era congeniale la veduta panoramica e fin dalle sue prime opere preferì la pittura a tempera ,anche se non trascurò né l’acquerello né la pittura ad olio. Si rese noto con i "cosmorami", grandi vedute panoramiche di Odessa, da guardarsi entro una specie di camera ottica, che egli chiamò "vedute ottiche". Erano di moda, molto richieste e lo aiutarono a sbarcare il lunario. Si cimentò poi con la litografia e il suo attivismo attrasse i nobili russi che ad Odessa vivevano o svernavano.
Ad Odessa Bossoli dipinse vedute della città fin dal 1833 vendendole ( è conservato un registro delle sue vendite) a nobili locali. Di quei primi anni di Bossoli sappiamo che pitturò per chiese e palazzi, ma purtroppo sono lavori dispersi. Restano tuttavia una serie di litografie sciolte e album di litografie che ci permettono di passeggiare nella bellissima città di mare, sospesa fra gusto europeo e oriente. Una Odessa internazionale, elegante, neoclassica, sfila sotto ai nostri occhi con i suoi abitanti e le sue peculiarità : il mercato greco, il teatro, i palazzi signorili che sembrano usciti da un trattato palladiano; la magnifica piazza Richelieu, dedicata a Emmanuel Armand du Plessis, duca di Richelieu, che all’inizio dell’Ottocento contribuì fortemente allo sviluppo della città e davanti alla quale c’è la scalinata Potëmkin resa celeberrima dal film di Sergej Michajlovi? ?jzenštejn del 1925.
Il panorama dal mare, pieno di navi mercantili che vanno e vengono, le dame eleganti vestite secondo la moda francese, colonnati di gusto romano sorti dal nulla ma che danno agli scorci un che di veduta secentesca, le vedute invernali con le slitte, il mare ghiacciato e il cielo livido che promette neve. Dalla matita di Bossoli riappare un luogo incantato, fatto per fare sognare e invogliare ad andarci. Il pittore tornò in Crimea più volte prima del suo definitivo approdo in Italia e nel soggiorno fra 1841 e 43 dipinse vedute di quella bella terra, dei suoi costumi e di molte città ucraine. In queste litografie si alternano minareti e palazzi all’orientale a ville che potrebbero stare nella Francia del sud. Molte litografie sono dedicate alle proprietà dei Voroncov e gli interni del palazzo dei principi a Alupka, nei pressi di Jalta sul Mar Nero progettato dall'architetto inglese Edward Blore ( lo stesso che completò la realizzazione di Buckingham Palace a Londra), con il suo stile eclettico in cui si mescolano elementi scozzesi, scozzesi, moghul e neogotici, ci si presenta come una apparizione fatata.