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Palazzo Strozzi s'illumina di star dell'arte contemporanea

Sono oltre 50 gli artisti protagonisti di 'Reaching for the Stars. Da Maurizio Cattelan a Lynette Yiadom-Boakye', la mostra che a Firenze celebra i 30 anni della collezione torinese di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo
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Solo nella città resa magnifica da un mecenatismo illuminato poteva trovare un nuovo palcoscenico temporaneo una tra le collezioni d’arte più importanti d’Italia e di portata internazionale. Così palazzo Strozzi a Firenze, dal 4 marzo, con la mostra 'Reaching for the Stars. Da Maurizio Cattelan a Lynette Yiadom-Boakye', apre le porte a Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, per celebrare i primi 30 anni della sua raccolta d’arte contemporanea, di cui qui viene proposta solo una parte “infinitesimale”, considerata la mole immensa.

Goshka Macuga. GONOGO, 2023 
Sono oltre 50 gli artisti presenti, una vera e propria invasione di star, per un “viaggio intergalattico” che ha inizio nel cortile del palazzo rinascimentale con un’opera site-specific, ormai consueto biglietto da visita di tutte le esposizioni proposte. Questa volta ad accogliere i visitatori è un'installazione di Goshka Macuga, artista polacca, dal titolo GONOGO: un mega-razzo di 15 metri d'altezza. "Un'opera che costringe a guardare verso il cielo, ad ampliare la propria visione per riflettere sui cambiamenti climatici e sulle contraddizioni della nostra epoca, che si prepara a portare i turisti anche nello spazio", ha sottolineato Arturo Galansino, direttore di palazzo Strozzi e curatore della mostra.

Paola Pivi. Have you seen me before?, 2008 
Si prosegue poi con un percorso crono-tematico suddiviso in nove sezioni, che permette di mettere a fuoco i principali cambiamenti artistici degli ultimi decenni, incontrando i protagonisti più incisivi dei nostri tempi. Quindi, si inizia con opere come 1000 Names (1983) di Anish Kapoor o Love Is Great (1994) di Damien Hirst, insieme a una selezione di lavori di Maurizio Cattelan, Paola Pivi, Lara Favaretto e Vanessa Beecroft.

Sezione 4 , "Identities". Al centro, Self- Portrait, 1993 - di Pawel Althamer. A destra opera di Barbara Kruger, a sinistra ritratto di Shirin Neshat 
Particolarmente intensa la quarta tappa “Identities”, che riunisce Untitled Film Still (1978-1980) di Cindy Sherman, la scultura in materiali organici Self- Portrait (1993) di Pawel Althamer e un ritratto di Shirin Neshat, per una riflessione sulla repressione delle libertà individuali. Altrettanto potente la sesta stazione “Bodies”, dove i dipinti di Lynette Yiadom-Boakye, insieme alle sculture di Andra Ursuta e di Sarah Lucas, rimettono al centro la denuncia di stereotipi culturali, razziali e di genere, oltre che porre l’accento sulle mutazioni del corpo. Il percorso si chiude con le sale della Strozzina, dedicate alla video arte con opere di artisti quali William Kentridge, presente con History of Main Complaint (1996).

Sezione 6 - "Bodies". Al centro, La Femme sans tete, 2004 - di Berlinde De Bruyckere. In fondo, dipinti di Lynette Yiadom-Boakye 
Quindi, un cortocircuito storico artistico unisce per questa occasione due città agli antipodi, in nome dell’abilità nel collezionare, che per Patrizia Sandretto Re Rebaudengo prende il via nel 1992 con il suo primo viaggio d’arte a Londra. Ovviamente ogni raccolta è filtrata dalla cultura e dal gusto personale, può contemplare grandi intuizioni, come evidenti assenze. Certo è, che con il lavoro della sua Fondazione nata nel 1995, la madama torinese continua a dimostrarsi una delle operatrici più attive nel panorama del contemporaneo, con una forte attenzione alla promozione di giovani artisti, alla formazione di curatori e critici, provando così a supplire a un'indubbia mancanza del nostro Paese.

“Reaching for the stars” (fino al 18 giugno)
PALAZZO STROZZI, Firenze
Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00