Craxi, l’avviso di garanzia non fu che l’inizio

Craxi, l’avviso di garanzia non fu che l’inizio

R50 / Il commento di Gianni Baget Bozzo sul coinvolgimento del segretario Psi nell’inchiesta Mani Pulite uscito su Repubblica il 18 dicembre 1992

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18 dicembre 1992

L'avviso di garanzia a Craxi era da tempo nell'aria: si capiva che quello era il punto di arrivo dell'inchiesta milanese. Il potere del Psi era troppo forte a Milano e il controllo di Craxi sul Psi milanese troppo evidente per non capire che tutte le strade avrebbero condotto a lui. Anche la fuga all'estero di due tra i principali testimoni del vincolo tra il segretario socialista e le tangenti faceva pensare che quel punto, prima o poi sarebbe venuto alla luce. E così l'inchiesta milanese sembra arrivata in porto ma questo porto comunica con tutti gli altri porti della Repubblica: a Milano e a Roma.

Quando Forattini riprende l'immagine di piazzale Loreto e pone Craxi appeso non con la divisa e con gli stivali, ma come un povero Gambadilegno, esprime l'impressione che qualcosa sia finito, che si possa girare pagina, come accadde appunto nel '45. Ma Craxi non è soltanto il segretario del Psi, è il punto di riferimento di un processo politico che ha visto i partiti diventare un potere senza legge, in cui lo scambio tra danaro e potere è il nucleo del sistema politico e sociale. Non è che questo accada solo in Italia, ma per molti motivi, nel nostro paese, questo sistema ha raggiunto una sua perfezione.

I partiti, e specie i partiti del governo, i partiti del centrosinistra, si sono staccati sia dalle istituzioni che dalla società civile e dal sentimento popolare. La partitocrazia è stata messa in crisi da due istituzioni, una rappresentativa dello Stato, l'altra della società civile: cioè la magistratura e la stampa. Vi è stato un limite reale allo scambio tra danaro e potere ed è stato offerto da due istituzioni che, per quanto anch'esse attraversate dai partiti, erano rimaste abbastanza autonome da essi per poter intervenire su di loro.

Il Psi, divenuto negli anni Ottanta il centro del sistema politico nella persona del suo segretario, è stato colpito dalla combinazione di queste due forze. Tuttavia né stampa né magistratura sarebbero state sufficienti a compiere questi gesti se non vi fosse stato ormai contro i partiti, e in particolare contro il Psi, un sentimento popolare che prendeva forza politica ed elettorale. La Lega può essere censurata quanto si vuole, però essa è stata una reazione popolare contro la partitocrazia, che ha creato il clima in cui è stata possibile l'azione dei magistrati milanesi. La democrazia italiana giunge qui a un punto decisivo: il problema di superare il sistema su cui essa si fonda dagli anni Quaranta e che ha determinato il suo reale funzionamento.

Con l'avviso a Craxi i magistrati pongono in stato di accusa un sistema di cui essi hanno constatato l'universale diffusione. Il processo penale segue il suo corso, che sarà politicamente rilevante perché ci dirà, in forme sempre più drammatiche, i risvolti di un sistema politico che è andato oltre ogni regola di moralità accettabile. Saranno storie di corruzione, che non lasceranno certo da parte nessun settore della società italiana. Non dobbiamo che immaginare al vertice il processo che è già accaduto alla base: ogni imputato ne chiamerà un altro. E questo accadrà nell'alto della politica, non nei suoi rami bassi. A livello dei segretari dei partiti, non dei "mariuoli".

Si può pensare che una democrazia resista a questa terribile verità? Per questo l'avviso al segretario del Psi non è piazzale Loreto, ma qualcosa di molto più complesso. È infatti un inizio, non una fine. Rimane vero quello che disse Amato ai socialisti: se un popolo si convince che la democrazia è corrotta, la democrazia cade sotto i colpi della violenza. Quando un paese vive una crisi economica, in cui l'impoverimento rispetto ai livelli precedentemente raggiunti fa sentire i suoi morsi, la mancanza di fiducia nelle istituzioni non può non determinare comportamenti violenti: le risposte violente delle istituzioni. La stessa sinistra è ormai meno in grado di affrontare questa difficoltà.

Il Psi ha rappresentato la lettura occidentale della tradizione socialista, ha istituito con difficoltà un polo a sinistra alternativo al Pci, ha espresso l'immagine di governo di una società complessa. Tutto ciò è stato concentrato in un uomo, Bettino Craxi. Il volto del Psi e del suo messaggio sono una sola cosa con quello del suo leader. Se questo volto cade, che rimane dell'immagine del socialismo occidentale? Il Psi rimane schiacciato dal peso di questa identificazione: e pare convinto che la fedeltà al socialismo sia la lealtà verso il suo leader. E questo è ben comprensibile: la difficoltà che incontrò Martelli nell'aprire un dissenso prima dell'avviso di garanzia, indica i problemi maggiori che esso incontra di fatto dopo di esso.

Una sinistra occidentale può essere ora espressa principalmente dal Pds? E questo partito ha la forza di affrontare le sue divisioni interne e il peso della sfida di Rifondazione comunista? L'avviso di garanzia a Craxi pone in sé problemi nuovi, che oggi non possiamo immaginare che in parte. Occorre un forte sforzo di tutte le componenti del paese per definire un nuovo ordine politico. Non basta una nuova legge elettorale: occorre una vera riforma costituzionale, che possa dare alle istituzioni e alla funzione di governo una propria rappresentatività e una pari efficacia. I partiti non possono più occupare lo spazio che le istituzioni lasciano vuoto.

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