“La postura dell’Italia deve tornare a partire dalla difesa del suo interesse nazionale per trovare soluzioni comuni". Così, un po' a zigzag, si è espressa sabato primo ottobre la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, nella sua prima uscita pubblica dopo le vittoriose elezioni, parlando alla Coldiretti di Milano. Risalta la scelta di un termine. Si era già parlato del posto dell'Italia nel mondo, della posizione dell'Italia nelle questioni internazionali: ma la postura?
Il termine ha molto successo nella chiacchiera corrente. Viene in mente quella scena del "Caligola" di Albert Camus in cui il despota ascolta dei poeti declamare, interrompe con un fischietto quelli che non gradisce e a uno impedisce persino di cominciare. "Si avanza, e prende una posa da oratore. Prima che apra bocca, fischietto". "Posa"? Forse un nuovo traduttore oggi renderebbe l'originale con l'alternativa: "postura".
Un critico, un pensatore, uno scrittore oggi non ha una scuola, o una linea, o una poetica, o (il cielo ne scampi) un'ideologia: no, ha una postura. Il "posto" di lavoro era "fisso", ora c'è la "posizione aperta" (e ci perdoni Vatsyayana, autore del Kamasutra, sec. IV-V). La "posizione" personale è diventata una "postura". L'una e l'altra hanno attinenza diretta con il corpo ma la "postura" aggiunge un chiara allusione ortopedica. La posizione può essere comoda o scomoda; la postura può essere corretta o scorretta. La posizione è casuale e sommaria, il fatto di un momento. La posa è frivola, vuole venire bene in fotografia. La postura vuole pure venire bene in fotografia, ma in particolare vuole dimostrarsi sana ai raggi X dell'indagine morale. Chi usa in questo senso la parola "postura" segnala quasi subliminalmente che di ogni discorso è importante soprattutto chi lo fa e come lo fa. E che discorso e autore risultino posturalmente corretti.
A margine non pare irrilevante che "postura" si rovesci nell'"impostura"; mentre dovrebbe essere proprio del tutto causale che il nome sia la sciarada in cui confluiscono due fiumi di sorgente piemontese: il Po e la Stura.
Questa è Lapsus dell'8 ottobre 2022, la rubrica di Stefano Bartezzaghi sulle parole del momento