✕

Impassibile

(fotogramma)
Nel suo concerto di Ferrara il Boss non ha detto nulla sull'alluvione, pur essendo a poche ore e non molti chilometri di distanza dai territori devastati dalle esondazioni emiliano-romagnole. Eh già, non ha detto nulla. È rimasto impassibile
2 minuti di lettura

"Andavamo camminando sotto la pioggia, parlavamo del dolore che tenevamo nascosto al mondo" canta Bruce Springsteen in "Bobby Jean". Pioggia, dolore? Nel suo concerto di Ferrara non ha detto nulla sull'alluvione, pur essendo a poche ore e non molti chilometri di distanza dai territori devastati dalle esondazioni emiliano-romagnole. Eh già, non ha detto nulla. È rimasto impassibile. Al momento in cui ne scrivo non ha detto nulla neanche del suo dirne nulla, tanto meno ha annunciato quella devoluzione dell'incasso agli aiuti per le popolazioni colpite che alcuni suoi colleghi italiani hanno fatto sapere di ritenere doverosa. Tutto ciò è parso brutto, specialmente in relazione alle inclinazioni solidaristiche di colui che viene spesso chiamato "il Boss" e alla fraternità da lui professata nei confronti di emarginati e ultimi. Brutto, normale, sapeva, non sapeva, è la brava persona che sembra, si è dimo…

"Andavamo camminando sotto la pioggia, parlavamo del dolore che tenevamo nascosto al mondo" canta Bruce Springsteen in "Bobby Jean". Pioggia, dolore? Nel suo concerto di Ferrara non ha detto nulla sull'alluvione, pur essendo a poche ore e non molti chilometri di distanza dai territori devastati dalle esondazioni emiliano-romagnole. Eh già, non ha detto nulla. È rimasto impassibile. Al momento in cui ne scrivo non ha detto nulla neanche del suo dirne nulla, tanto meno ha annunciato quella devoluzione dell'incasso agli aiuti per le popolazioni colpite che alcuni suoi colleghi italiani hanno fatto sapere di ritenere doverosa. Tutto ciò è parso brutto, specialmente in relazione alle inclinazioni solidaristiche di colui che viene spesso chiamato "il Boss" e alla fraternità da lui professata nei confronti di emarginati e ultimi. Brutto, normale, sapeva, non sapeva, è la brava persona che sembra, si è dimostrato insensibile e pessimo? Il dibattito è aperto. Io non voglio partecipare.

Su ciò che l'arte può fare in conseguenza al dolore e alle tragedie che lo producono sarebbe interessante riferirsi alle opere di due talentuosi fratelli, francesi di origine ucraina da parte di padre, della stessa generazione di Springsteen (che è nato nel 1949). Il più famoso è Christian Boltanski (1944-2021), artista ascritto al filone della "narrative art" che attraverso l'assemblaggio di oggetti evocativi ha riflettuto sulla Shoah, su stragi, sulla morte in genere e sui residui che lascia. Il fratello Luc Boltanski (1940) è invece un sociologo che trent'anni fa ha dedicato un libro tuttora importante allo Spettacolo del dolore. Morale umanitaria, media e politica (lo ha tradotto in italiano Barbara Bianconi per Cortina). Come reagiamo, che risposte diamo, a distanza, al dolore che i media ci portano davanti agli occhi, a casa nostra?

La mia lettura del suo libro non è recente e infatti non ricordo se Boltanski (Luc) prevedesse il caso più diffuso contemporaneamente; mi sento però di escluderlo. Almeno in Italia e almeno per la parte di discorso pubblico che si svolge sui social la prima reazione a una vicenda dolorosa qui e oggi consiste nel valutare le reazioni altrui. Vogliamo sapere (subito) chi si sia dimostrato (subitissimo) impassibile e chi invece empatico, per usare una categoria composta da due parole opposte: chi non patisce per il dolore altrui e chi lo sente come proprio.

Trattandosi di esondazioni e alluvioni il punto sarebbe stato casomai logistico: era davvero il caso di tenere il concerto lo stesso, impegnando idrovore, mezzi di soccorso e collegamenti stradali che magati sarebbero stati più utili per l'emergenza? Sarebbe stato di un certo interesse anche giornalistico capire chi avrebbe potuto decidere che il concerto non si tenesse e con quali conseguenze. Viviamo però in un'epoca disgraziatamente neoromantica, in cui a essere rilevanti sono gli aspetti sentimentali e la loro traduzione sul piano morale, secondo un'etica fondata sulla sensibilità. Senti tu quel che sento anch'io? Allora sei giusto. Se invece porti una rosa a tua madre il giorno della festa della mamma ti stai dimostranto impassibile rispetto al dramma altrui dell'essere orfani di madre.

È stato così che una legione di coscienze con account ha idealmente rivolto a Bruce Springsteen il monito del Conte Ugolino "Ben se' crudel, se tu già non ti duoli /[...] e se non piangi, di che pianger suoli?". Impassibile e empatico sono diventati i due termini che misurano il mondo secondo una metrica emozionale e rispettosa dei canoni di un'etica patetica. Lo vorremmo far notare al Boss. Naturalmente non allo scopo di fargli cambiare idea, figurarsi. Soltanto per dirgli, come lui a Bobby Jean: "mi manchi molto, addio".


Questa è Lapsus del 27 maggio 2023, la rubrica di Stefano Bartezzaghi sulle parole del momento