In un recente avvistamento - si trattava di un post pubblicitario su Facebook - l'aggettivo è al plurale maschile ed è anteposto al sostantivo "panini". Ma deve essere subentrata un po' di assuefazione, poiché non è venuto neppure da ridere a sentire magnificare tali "iconici panini". Prima iconici, poi panini, perché l'anteposto aggettivo ha una sua propria - come chiamarla altrimenti? - iconicità.
C'è stato un tempo in cui la parola era considerata un po' difficile e pretenziosa, e poi cosa significava di preciso? Ora invece "iconico" va per la maggiore. Iconiche sono certe persone, certe marche, certe pizzerie, iconici certi zainetti, certi frigoriferi, certi cantanti e in definitiva certi modi di parlare che ignari del senso si consegnano con arrendevolezza a sua volta iconica alle tendenze più disinvolte. Ora non è che a definire iconica una scaloppina, una mutanda o una bicicletta crolli il mondo: siamo alle prese con la più anodina delle innocuità. Ma appunto non è detto che il significato reale di "iconico" oggi sia meglio noto. Lo si usa perché suona bene, perché genera sorrisi di assenso ed empatia (appunto, come "empatia").
Era successo anche con "intrigante". Chi c'era negli anni Ottanta ricorderà quanto il mondo si fosse riempito di intriganti seduzioni, con l'aggravante specifica per cui "intrigante" aveva già una connotazione negativa ("intrigante" è il dirimpettaio che non si fa i fatti suoi, è chi si agita per ottenere informazioni che non lo riguardano o diffonderne di malevole, per fini che rimangono opachi).
Come etimologia, "iconico" viene da "icona", che viene da una radice greca che significa "essere simile, parere, apparire". L'icona è immagine di qualcosa, qualcosa di visibile che assomiglia a qualcos'altro di visibile. Iconica è la fotografia di un panino, con la salsa che un po' cola e l'hamburger ripreso in modo da poter contare ogni singola sgranatura della carne, tale da accendere un desiderio tartaro di carne frollata sotto la sella e simultaneamente il relativo senso di colpa a tendenza vegana... Ma un panino? Uno zainetto, un cantante, un vino (sono esempi tratti dalla vita) come possono essere iconici anche fuor di fotografia?
L'ipotesi che si può fare è che a "iconico" oggi diamo direttamente l'intero valore di "rappresentativo", che si tratti davvero di icone (immagini, cose da vedere) o d'altro (cose da mangiare, da indossare, da guidare...).
Quando il complimento più eclettico e frequente era "intrigante" si privilegiava la capacità di coinvolgere in un gioco di seduzione, una lieve trappola di attrazione, con alone di mistero. Nei nostri anni, il complimento più eclettico e frequente è "iconico", perché del panino in sé - come dello zainetto, del vino, del cantante - non ci interessa molto. Ci interessa il fatto che rappresenti qualcosa. Lo slogan per un altro panino lo dichiara "godurioso, semplice e iconico": non è come vorremmo fosse anche il corso della nostra vita?
Questa è Lapsus del 30 luglio 2023, la rubrica di Stefano Bartezzaghi sulle parole del momento