Finire: il capodanno e i suoi riti

Festeggiamenti di Capodanno davanti al Colosseo, a Roma

Festeggiamenti di Capodanno davanti al Colosseo, a Roma

 (ansa)

Si aspetta l'inizio del nuovo anno, ma lo si celebra quasi tutto nel finire di quello vecchio. E i riti del Capodanno parlano, in realtà, di questo

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Per Mina, era importante: anzi era l'importante, ciò che c'è di importante per eccellenza. E a pensarci si troverà che in effetti i riti più diffusi esprimono sì l'eccitazione per l'arrivo di qualcosa di nuovo, ma lo fanno soprattutto stando di qua dal limite, nel tempo dell'attesa. Si aspetta cioè l'inizio del nuovo anno, ma lo si celebra quasi tutto nel finire di quello vecchio. Ancora nel 2023 ci si è consultati, spesso sin da prima di Natale ("Cosa fai per Capodanno?"). Si sono prenotati hotel, ristoranti, cotechini, legumi, spumanti, articoli pirotecnici, vischi e déssous considerati propiziatori. Si guardano pentole sobbollire, si predispongono stoviglie, ci si addobba, ci si mette in viaggio, ci si sintonizza sul discorso dal Quirinale... tutto per arrivare al secondo fatidico in cui la lancetta più lunga decreterà il cambiamento simultaneo di giorno, mese e anno.

Cinque, quattro, tre, due, uno. Saltano i tappi, si innalzano i bengala, ci si bacia e a quel punto però la serata si può dire finita assieme all'anno da poco trascorso. Molti certo proseguiranno in attività variamente festose, alcuni vedranno l'alba, ma il tenore generale sarà quello di un prolungamento più che quello di un esordio.

Sebbene sconsigliabile da molti altri punti di vista, se non tutti, la tradizione di gettare le cose vecchie dalla finestra non faceva che perfezionare ed esplicitare questa idea: che illudendoci di celebrare un prologo stiamo intanto proclamando l'epilogo.

Del resto conosciamo soltanto quel che è stato e del futuro ci possiamo rallegrare soltanto perché ci promette che ci sarà dell'altro. Sarà davvero nuovo? Alla fine, proprio alla fine, non è quello l'importante. L'importante è finire. Poi, anche nella canzone scritta da Malgioglio per l'immensa Mina, lui ricomincia da capo.


Questa è Lapsus del 31 dicembre 2023, la rubrica di Stefano Bartezzaghi sulle parole del momento

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