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Largo

Dal trolley che imbarchiamo in aereo al campo che il centrosinistra sogna per battere la destra
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Cosa c'era poi di "largo"? La foglia, la soglia, la via? Larga la foglia o la soglia? Stretta la via, più della foglia? Ma che vuole dire? La filastrocca risale a tempi pressoché rurali, quando si riteneva di dover invitare gli altri di dire la loro perché altrimenti c'era rischio che ci facessero mancare i loro commenti. Fra errori di memoria e di trascrizione e senso generale di insensatezza pare di averla sentire citare in almeno mezza dozzina di modi diversi, senza aver mai cominciato a capirla.

Cosa sia la larghezza invece lo sappiamo, almeno sino a che non ci chiediamo se il nostro trolley verrà o meno accettato come bagaglio a mano e ci dobbiamo confrontare con le tre misure standard, forse persino in treno. Tra la larghezza e la profondità c'è sempre rischio di confondersi. Sull'uso politico di "largo" ci si ricorda delle manifestazioni del periodo detto della Solidarietà Nazionale in cui i cordoni del Pci ritoccavano uno slogan allora liturgico: "Lotta, lotta, lotta! / Non smetter di lottare! / Per un governo rosso / e po - po - la -re!". Anziché "rosso" ora dicevano "largo" e faceva un effetto molto strano. E quando più il compromesso storico - come incontro postberlingueriano fra le masse già comuniste e quelle ancora cattoliche - si realizzò almeno nella dimensione del Partito Democratico, l'idea di un "partito largo" (e l'auspicio di un ancor più vasto consenso) inducevano il primo segretario della nuova formazione politica, Walter Veltroni, a un certo gesto delle due mani, che da giunte e a dita intrecciate si aprivano in un angolo discretamente ottuso - ottuso in senso provvisoriamente buono.

Largo al factotum? Forse la anglofilia che si attribuisce tradizionalmente all'ex politico gli avrebbe fatto preferire la formula americaneggiante della grandezza: "larger than life". Certo il largheggiare portò fortuna soltanto sino a un certo punto; superato il quale punto cominciarono le restrizioni. Si potrebbe piuttosto pensare "largo ai giovani", adesso che l'ultima a subentrare nella carica, e cioè Elly Schlein, è nata quando Berlinguer se n'era già andato e senza aver mai potuto mettere in piedi un governo davvero largo. Anche lei è (e lo è fatalmente) alle prese con qualcosa di largo: cioè, il campo.

Di maggioritaria non c'è più la vocazione, e neanche più del tutto l'ingegneria elettorale: e tornato quindi l'obbligo delle alleanze, di compromessi contingenti più che storici. La segretaria ci si è messa, tra scetticismi e anzi convinzioni decisamente negative. Il campo largo ha vinto, con margine stretto. Stretta si è dimostrata la soglia, di sbarramento. Prendere il largo non sarà facile, ma intanto allargare il sorriso le è consentito.


Questa è Lapsus del 3 marzo 2024, la rubrica di Stefano Bartezzaghi sulle parole del momento

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