Pier Paolo Pasolini: gli amici da Moravia ad Arbasino
di Paolo Mauri , di Paolo MauriMoravia a Roma c’era nato, Pasolini ci sarebbe arrivato nel 1950 abbandonando il Friuli dove era stato al centro di uno scandalo a sfondo sessuale per cui era stato espulso dal Pci, dalla scuola in cui insegnava… Partì da Casarsa in treno con la madre Susanna, alla mattina molto presto. Potevano, a Roma, contare sull’aiuto dello zio Gino, che qualcosa fece, ma poi i due si dovettero arrangiare. Susanna si adattò a far la donna di servizio in una famiglia, Pier Paolo affrontò spavaldamente la povertà, cercando in ogni modo di riemergere, mentre riprendeva i rapporti con gli scrittori fin lì frequentati solo per lettera.
Caproni non sapeva però che cosa fargli fare, mentre Bassani, un giorno, lo portò a trovare Bertolucci che stava in un appartamento di via del Tritone insieme a Luigi Malerba. L’appartamento era di Longhi, il grande critico d’arte con cui Pasolini voleva laurearsi, mentre poi aveva optato p…
Moravia a Roma c’era nato, Pasolini ci sarebbe arrivato nel 1950 abbandonando il Friuli dove era stato al centro di uno scandalo a sfondo sessuale per cui era stato espulso dal Pci, dalla scuola in cui insegnava… Partì da Casarsa in treno con la madre Susanna, alla mattina molto presto. Potevano, a Roma, contare sull’aiuto dello zio Gino, che qualcosa fece, ma poi i due si dovettero arrangiare. Susanna si adattò a far la donna di servizio in una famiglia, Pier Paolo affrontò spavaldamente la povertà, cercando in ogni modo di riemergere, mentre riprendeva i rapporti con gli scrittori fin lì frequentati solo per lettera.
Caproni non sapeva però che cosa fargli fare, mentre Bassani, un giorno, lo portò a trovare Bertolucci che stava in un appartamento di via del Tritone insieme a Luigi Malerba. L’appartamento era di Longhi, il grande critico d’arte con cui Pasolini voleva laurearsi, mentre poi aveva optato per una tesi sul Pascoli. Pasolini cercava appoggi per fare la comparsa a Cinecittà.
Quando si conobbero Moravia e Pasolini? Renzo Paris, che ai due scrittori ha dedicato un libro ora in uscita da Einaudi Stile Libero, pensa che potrebbero essersi incrociati nello studio di un certo Weiss, dentista, nei primissimi anni Cinquanta, ma mancano memorie certe. È certo invece che i due scrittori si conoscessero a metà degli anni Cinquanta. Fu Elsa Morante, che aveva già incontrato Pasolini, a portare a Moravia Le ceneri di Gramsci, il poemetto poi celebre che, grazie proprio a Moravia, uscì su Nuovi Argomenti. Sono gli anni in cui Pasolini scopre le borgate e il sottoproletariato che le abita, gli anni che vanno da Ragazzi di vita al suo primo film, Accattone. Osserva Paris che i due non andavano d’accordo quasi su niente: non sul Terzo Mondo, sul comunismo, sul neocapitalismo, sul femminismo, sull’aborto…
Il prototipo dell’intellettuale e dell’artista scomodo, sempre sul punto d’essere travolto dai benpensanti con le loro accuse e i loro processi che finivano ritualmente nel nulla, ma intanto facevano chiasso. Pasolini Personaggio è il titolo del bel saggio di Gian Carlo Ferretti appena pubblicato da Interlinea. Con Moravia divideva non soltanto le cene romane, ma anche i viaggi. Andarono insieme in India e al ritorno scrissero due libri diversi, come se avessero visitato due paesi diversi tra loro. Non andarono insieme a Cuba perché Fidel Castro non voleva omosessuali, anzi li incarcerava come al tempo di Oscar Wilde.
Pasolini si era già scontrato con Sanguineti all’epoca della rivista Officina, mentre più aperto era stato il confronto con Arbasino che gli dedica molte pagine nei suoi Ritratti italiani. Comunque per la letteratura potevano incrinarsi amicizie durate una vita, come quando Pier Paolo stroncò di fatto La Storia della Morante, che naturalmente se la prese, anche se poi in Aracoeli sembra raccontare l’antico amico, ormai scomparso, ma senza nominarlo esplicitamente. Resta da osservare che l’incandescenza letteraria e politica di quei decenni sembra veramente lontanissima dall’oggi, da quest’epoca in cui (e qui Pasolini aveva visto giusto) prevale solo il consumo, la tiratura dei libri e la lode sfacciata e spesso assurda dell’imbonimento mercantile.