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La forza delle imprese e un turismo tutto nuovo. "Ecco come aiutiamo la Romagna"

Aziende virtuose, capacità di fare sistema, aiuto economico all'imprenditorialità: come ripartire dal territorio
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"Andiamo in Romagna". La nuova edizione della Repubblica delle Idee parte inevitabilmente con un riferimento alla recente alluvione e, in particolare, con l'appello della presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini a passare le vacanze in Riviera e a "consumare prodotti locali". Del resto, il primo appuntamento è intitolato non a caso "Destinazione Italia: imprese, territori e turismo per crescere" e l'imperativo è uno solo: fare rete. Una specialità in cui gli emiliano-romagnoli non hanno certo bisogno di lezioni, come testimonia dal palco il direttore di National Geographic Italia Marco Cattaneo. "Penso anche al periodo dei terremoti, in cui c'è stata una reazione straordinaria dei cittadini, delle istituzioni e delle imprese. La speranza, anzi la sicurezza, è che si possa fare anche questa volta".

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL

"Quando ero ragazzino - racconta Cattaneo - alla fine degli anni 60, Rimini era un divertimentificio estivo e poco altro nel resto dell'anno. Poi la capacità imprenditoriale del territorio ha creato la Fiera di Rimini, che ha permesso di sfruttare tutto il sistema alberghiero. Gli amministratori pubblici hanno potenziato i trasporti. Gli emiliano-romagnoli il modo di fare sistema lo conoscono benissimo". Anche offrendo un turismo diverso, guardando oltre le rotte tradizionali. 

D'altronde il mondo è cambiato. Nappini ha le idee chiare: "Il cambiamento è già qui. La fast-life è del secolo scorso. Lo abbiamo visto con la manifestazione di Slow Fish, appena conclusa. Tantissime aziende, piccole e medie, sono più avanti della politica. Sono già passati dalla cultura estrattiva a quella rigenerativa, che valorizza le risorse. Sono esempi virtuosi, da sostenere". Il centro di tutto è sempre il territorio, che tanto ha da offrire.

C'è bisogno di tutti e, quindi, anche delle istituzioni bancarie. Che, sottolinea Remo Taricani (UniCredit Deputy Head of Italy), ci devono essere "nell'immediato" ma anche nella fase due per "accompagnare la ricostruzione con le giuste soluzioni". Un concetto che si estende ben oltre l'emergenza: Taricani ha infatti parlato anche di "made4Italy", il programma pensato da Unicredit per "favorire un sistema integrato turismo-agricoltura per la crescita e la valorizzazione dei territori e del tessuto imprenditoriale". E che sostiene progetti come quello di "Only4U", format nato proprio in Emilia per valorizzare la destinazione turistica Italia: "Per noi l'inclusione in questa iniziativa è stata molto importante perché ci ha permesso di stare in contatto con altre realtà", racconta il co-fondatore Paolo Zilocchi.

Taricani si sofferma anche sulla seconda edizione di "Unicredit per l'Italia", pacchetto a sostegno di imprese e famiglie. "Le condizioni macroeconomiche impongono di dare un po' di tempo e fiato agli italiani. In questo contesto di inflazione elevata e tassi in aumento, bisogna guadagnare un po' di tempo. Allora cosa abbiamo fatto? Alcuni esempi concreti: per le famiglie con mutuo a tasso variabile diamo la possibilità di cambiare il mutuo automaticamente fino a 4 anni e, se ce lo chiedono, fino anche a 10. Poi la possibilità di rateizzare le bollette e le utenze delle spese delle carte di credito per i redditi bassi". Parallelamente Unicredit ha messo in campo un plafond da sei miliardi per nuovi investimenti destinato alle Zone Economiche Speciali (ZES), alle eccellenze del Made in Italy e alle imprese del settore turistico. Dopotutto, il concetto è sempre lo stesso: fare rete.