"Come si racconta il mondo del lavoro?". Tenta di rispondere a questa domanda di fondo il confronto tra Michele Borzoni, Luca Campigotto e Carlo Valsecchi, fotografi che attraverso i loro scatti ragionano sulle condizioni, sugli spazi e sui ritmi degli ambienti di lavoro al giorno d'oggi. Le parole dei tre autori, guidati sul palco della Sala de Berardinis da Simona Movilia, si mescolano sullo sfondo alle immagini dei loro progetti pluriennali. Il risultato? Un viaggio tra pieni e vuoti, tra luci e ombre, tra dimensione interna ed esterna di un mondo in continuo cambiamento.
Dai cantieri navali agli uffici open space, dalle grandi fabbriche ai campi affollati dai braccianti, i tre fotografi rivelano aneddoti, dinamiche e obiettivi delle loro opere. Riflettendo, al tempo stesso, sulla sicurezza del mondo del lavoro e confrontando la situazione italiana con le realtà estere.
L'evento, intitolato "Sguardi sul lavoro. Tre fotografi a confronto", è realizzato in collaborazione con Fondazione Mast, l'istituzione culturale fondata a Bologna nel 2013 dal gruppo di aziende Coesia e la Fondazione Isabella Seràgnoli. Uno spazio da 25mila metri quadri che in passato ha accolto anche i lavori degli stessi Borzoni, Campigotto e Valsecchi e che festeggia il suo decennale con la prima antologica italiana di Andreas Gursky, "Visual Spaced of Today", visitabile fino al 7 gennaio 2024.