Il pensiero oltre l'ostacolo

Il Festival della Mente di Sarzana ha chiesto a intellettuali, scienziati, scrittori ma anche medici, architetti e musicisti un videocontributo per decifrare la realtà che viviamo e ricominciare a sognare il futuro

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La scienza che diventa ancora più bella e utile se a spiegarcela, in questo momento di crisi, è un immunologo come Alberto Mantovani, che ama l'arte e a ogni presentazione scientifica cita un quadro per semplificare i concetti, partendo dalle figure di Kandinskij o dall'Amorino dormiente di Caravaggio per arrivare a parlare di cellule, di artrite reumatoide e sistema immunitario. Arte come quella immortale di Raffaello di cui si celebrano in questi mesi, con appuntamenti e mostre rigorosamente "a distanza", i cinquecento anni dalla morte e di cui ci parla in questi giorni anche la storica della letteratura Lina Bolzoni, tra gli ospiti - insieme a Mantovani - della bella iniziativa messa in campo dal Festival della Mente di Sarzana, da sedici anni dedicato alla creatività e alla nascita delle idee. E che, per rendere meno solitarie e opprimenti queste lunghe giornate di quarantena, ha preso parte alla campagna social #iorestoacasa con #lamenteviaggia e ha chiesto a molti degli intellettuali, scienziati, scrittori, pensatori ma anche medici, architetti, musicisti che hanno partecipato alle passate edizioni del festival di dare, ciascuno nel suo campo, un piccolo contributo video con una riflessione di pochi minuti su questo momento. "Sono interventi originali, fatti apposta per aiutarci a decifrare la nuova realtà in cui siamo tutti precipitati", racconta Benedetta Marietti che della rassegna in corso ogni anno a fine estate a Sarzana è la direttrice. "Questa sarà la diciassettesima edizione, sono più di settecento i relatori che abbiamo ospitato, insomma un bel bacino a cui attingere. Essendo poi il nostro un festival multidisciplinare riusciamo ad avere interventi molto diversi tra loro, perché ad ambiti diversissimi del sapere appartengono i relatori: c'è l'architetto, lo psicologo, il sociologo, il filosofo, lo scienziato. Ai quali abbiamo chiesto di commentare la situazione attuale, o anche solo di intrattenere il pubblico. Per esempio, Giuseppe Cederna recita una poesia di Valerio Magrelli che sembra fatta apposta, per far intravvedere un po' di luce in fondo al tunnel: perché è vero che la cultura non si ferma. E non si deve fermare. Sentiamo di avere una responsabilità nei confronti di chi ci segue".
E, a proposito di luce in fondo al tunnel, c'è anche chi come il regista teatrale Marco Martinelli ricorre a Dante - e non a Manzoni o Boccaccio che al tema della peste vengono immediatamente associati - perché, ci spiega nel suo intervento, "il male è sempre pestilenza, è sempre contagio, tutto l'Inferno dunque è pestilenza: eppure da sette secoli Dante ci dice che nessun inferno è senza uscita e anche noi, qui, ora, torneremo infine a riveder le stelle".
Mentre l'architetto Cino Zucchi prova a immaginare come cambierà il modo di progettare la città e gli ambienti domestici in un prossimo futuro. Oppure la nutrizionista dell'Istituto europeo di Oncologia di Bari Lucilla Titta ricapitola pochi e quanto mai utili consigli su come fare la spesa in modo sano e durevole in tempi di quarantena. C'è chi suggerisce un libro da leggere che possa farci da bussola, come fa Telmo Pievani: il libro in questione, in questo caso, è L'ultimo abbraccio - mai titolo è stato più calzante - di Frans De Waal, l'etologo olandese specializzato nello studio delle emozioni e della vita interiore degli scimpanzé.
Sono interventi brevi, videomessaggi di tre, quattro minuti l'uno: però se visti tutti insieme formano un minifestival online, che della manifestazione di Sarzana conserva la connotazione principale e cioè quella di coinvolgere scienziati, intellettuali e pensatori che provengono dagli ambiti più disparati. Dalla musica alla genetica, dal ruolo dell'intelligenza artificiale ai tempi dell'isolamento a una riflessione sulla scuola con il maestro elementare Franco Lorenzoni, tra i nuovi contributi diffusi sul sito e tramite i social network del festival - il primo già da oggi con Alberto Mantovani, poi due o tre ogni settimana - ci saranno il pianista Cesare Picco, il genetista Guido Barbujani o la biologa Barbara Mazzolai che dirige il Centro di Biorobotica di Pontedera e ha ideato il primo robot ispirato alle radici delle piante.
Ma quanto andrà avanti questa iniziativa? Sicuramente fino al 18 maggio, assicura Benedetta Marietti, lo scopo con cui è nata - il primo video è andato online il 21 marzo - era aiutare il pubblico nel momento buio del lockdown, nulla vieta però di continuare, in un percorso ideale di avvicinamento al festival che resta in calendario dal 4 al 6 di settembre.

I video sono disponibili qui e sui social network del festival (Facebook, Instagram, Twitter, Youtube).