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(afp)

Dalle parole nascono mondi

L’omaggio video a Luis Sepúlveda e l’appello di Sebastião Salgado per la rassegna in digitale di Pistoia
2 minuti di lettura
"Nominare male le cose è partecipare all'infelicità del mondo" direbbe Albert Camus. Le parole sono importanti e l'XI edizione, digitale, dei Dialoghi sull'uomo di Pistoia è dedicata a "I linguaggi creano il mondo". "Non possiamo ritrovarci nelle piazze? Allora entriamo nelle vostre case. Da undici anni stiamo compiendo con il nostro pubblico un percorso per comprendere la realtà che ci circonda, nella consapevolezza, oggi più che mai, che siamo tutti sulla stessa barca, in un viaggio antropologico attorno all'umanità" dichiara Giulia Cogoli, ideatrice e direttrice della manifestazione, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia. Spazio quindi a nove dirette streaming, video-lectio e proiezioni sui social e sui canali dei Dialoghi, rilasciate fino al 24 maggio, per sempre online.

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Tra i contenuti in cartel…
"Nominare male le cose è partecipare all'infelicità del mondo" direbbe Albert Camus. Le parole sono importanti e l'XI edizione, digitale, dei Dialoghi sull'uomo di Pistoia è dedicata a "I linguaggi creano il mondo". "Non possiamo ritrovarci nelle piazze? Allora entriamo nelle vostre case. Da undici anni stiamo compiendo con il nostro pubblico un percorso per comprendere la realtà che ci circonda, nella consapevolezza, oggi più che mai, che siamo tutti sulla stessa barca, in un viaggio antropologico attorno all'umanità" dichiara Giulia Cogoli, ideatrice e direttrice della manifestazione, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia. Spazio quindi a nove dirette streaming, video-lectio e proiezioni sui social e sui canali dei Dialoghi, rilasciate fino al 24 maggio, per sempre online.

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Tra i contenuti in cartellone spicca il video di Bruno Arpaia su Luis Sepúlveda, morto in ospedale dopo essere stato contagiato, di ritorno da un festival letterario in Portogallo, dal Covid 19. "La scomparsa di Luis per me è prima di tutto la perdita di un amico. Insieme abbiamo viaggiato, parlato, mangiato, scritto (Raccontare, resistere, pubblicato da Guanda come tutte le opere di Sepúlveda, ndr)" ricorda Arpaia. "Perdiamo un grande narratore, che riusciva a fare arrivare a tutti storie complesse con il dono della leggerezza calviniana. Bisognerà organizzare al più presto un incontro su di lui anche in presenza. Noi amici faremo in modo che non sia dimenticato", aggiunge lo scrittore e traduttore.

Passaggio di testimone perfetto, con il richiamo alla vita reale, per l'intervento del 23 maggio di Luca Serianni sulla "rinascita". "Non rinasceremo senza il ritorno alla socialità. È l'unico modo per lasciarci alle spalle la crisi sanitaria, che è pure economica e sociale e degli equilibri geopolitici" afferma il linguista, che parlerà anche dei nostri ragazzi, dimenticati. "Si celebra tanto la didattica a distanza, ma la scuola è in primo luogo presenza tra insegnanti e alunni e tra gli alunni stessi. La presenza è una componente fondamentale per la loro formazione".

Sempre il 23 maggio c'è spazio anche per "parlare l'amore", il tema scelto da Chiara Gamberale, che interviene in diretta alle 18 sul Facebook e sullo YouTube dei Dialoghi. "Parafrasando Carver, "Come parliamo quando parliamo l'amore?". Non a caso, per dare un titolo a questo incontro, uso un verbo intransitivo per eccellenza, parlare, al transitivo. La verità è che la lingua dell'amore non esiste, la inventiamo noi di volta in volta, quando c'innamoriamo, tra genitori e figli, tra figli e genitori, gli amici tra loro. Ai Dialoghi ne parlo prendendo spunto da un poeta surrealista rumeno, Gherasim Luca, e da Cime tempestose, il mio romanzo d'amore preferito" anticipa la scrittrice, che il 25 giugno esce con un libro scritto durante il lockdown, Come il mare in un bicchiere (Feltrinelli).

Il 24 maggio scopriremo, nella video-conferenza di Nicola Gardini, che dobbiamo trovare le parole per raccontare il dolore, a proposito anche di chi stronca preventivamente la "coronaletteratura". "Dove non riesce a spingersi la lingua delle convenzioni, là si spinge la poesia da intendersi non come scrittura in versi ma come insopprimibile volontà di parola. Il dolore chiede di farsi letteratura nel momento stesso in cui accade o andrà perduto. Dovrà inventare le sue metafore, i suoi simboli, le sue immagini, come faceva la tragedia greca" sostiene lo scrittore, che insegna a Oxford. Mentre Sebastião Salgado, sempre nell'ambito del festival che ospita anche, tra gli altri, Antonio Scurati e Marco Aime con Gad Lerner, lancerà un appello per salvare gli indigeni dell'Amazzonia dal coronavirus, la cui scomparsa, dice il fotografo, "sarebbe una tragedia per il Brasile e una perdita immensa per l'umanità".