Cinque incontri virtuali per parlare del nostro tempo come avrebbe fatto Ernest Hemingway, nume tutelare della manifestazione e di Lignano Sabbiadoro, la "Florida d'Italia" nella definizione dello scrittore americano. Il Premio Hemingway 2020, XXXVI edizione, va in rete e punta sulla letteratura, sull'arte, sulla rinnovata corsa allo spazio e sulla divulgazione culturale.
L'ospite più atteso è lo scrittore israeliano David Grossman, vincitore della sezione letteratura per i suoi libri "carichi di sensibilità e ricchi di un'immaginazione che si dispiega pagina dopo pagina in architetture romanzesche perfette e innovative, per arrivare fino alle pieghe più nascoste, sofferte e vive dell'animo umano". Il 26 giugno alle 18 dialogherà con Alberto Garlini, in un evento, già registrato, del quale anticipiamo i contenuti. "Abbiamo bisogno più che mai d'ideologie, perché ci sentiamo così sradicati e fragili, talmente soli. L'ideologia, se non è rigida, può aiutare, può darti dei valori, un significato, un obiettivo a cui aspirare" sostiene Grossman, il cui ultimo romanzo è La vita gioca con me (Mondadori). E anche: "Penso a come non stia accadendo niente tra noi e i palestinesi, dove il dialogo è essenziale. Dobbiamo parlare con i palestinesi, dobbiamo avviare delle trattative, dobbiamo cambiare la situazione, altrimenti rimarremo intrappolati in questa guerra infinita per sempre". Augurandosi pure, oltre al ritorno delle ideologie, una società più umana. "Dopo avere vissuto un'esperienza così traumatica, dovremmo essere un po' più modesti riguardo alle nostre aspettative, più comprensivi gli uni con gli altri, più affettuosi. Per un po' potremmo mettere da parte la nostra naturale aggressività, l'ostilità e la diffidenza e permetterci di essere più indulgenti, più umani" afferma lo scrittore.
Ricco anche il resto del calendario/albo d'oro. Il 25 giugno alle 18 tocca al fotografo Guido Guidi, unico artista a vincere per la seconda volta l'Hemingway nella sezione Fotografia grazie al libro In Sardegna 1974 - 2011 (Mack Books London). Classe 1941, nato a Cesena dove vive e lavora, Guidi racconta, per immagini, l'identità sociologica e antropologica di un territorio con uno sguardo, come la giuria aveva già sottolineato nel 2014, idealmente simile a quello di Hemingway: "una visione del paesaggio non ecologistica né memoriale, eppure dissacratoria rispetto alla paesaggistica tradizionale".
Il 26 giugno alle 21 interviene Samantha Cristoforetti, vincitrice della sezione "Testimone del nostro tempo" "per averci fatto guardare la Terra da un'altra prospettiva, che non è solo quella dello spazio, ma soprattutto quella dei sogni". Per quasi sette mesi, Cristoforetti è stata in orbita attorno alla Terra sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ma per arrivare alla rampa di lancio, come sottolinea la giura, ci sono voluti anni di coraggio, di preparazione tecnica e scientifica, passati con le valigie in mano fra continenti, lingue e culture. "Il mio prossimo lancio dovrebbe essere tra un paio di anni - rivela l'astronauta -. Dopo una lunga attesa che dura dal 2015, finalmente potrò tornare nello spazio: il luogo di cui ho avuto forse più nostalgia nella mia vita, proprio perché lasciandolo sappiamo che potrebbe non essere più accessibile".
Il 27 giugno alle 11 spazio a uno degli storici più amati dal popolo dei festival, Alessandro Barbero, Premio Hemingway "Avventura del pensiero" "per la sua capacità di rendere viva e soprattutto empatica una materia di studio spesso concepita come asettica, attraverso uno stile narrativo sobrio equilibrato e avvincente, e una conoscenza vastissima dei periodi trattati. Sempre il 27, ma alle 18,30 ci sarà anche la cerimonia di premiazione, un vero e proprio talk che vedrà protagonisti tutti insieme i vincitori di questa edizione. "La cultura, grazie a questo tutt'uno che ormai sono reale e virtuale, sta facendo la sua parte in questo momento così complesso. Il virus è stato un corso di aggiornamento per tutti. Indietro non si torna" dichiara Garlini, presidente della giuria del Premio e curatore con Gian Mario Villalta e Valentina Gasparet di Pordenonelegge, d'accordo con Grossman sulla necessità di tirare fuori qualcosa di buono dalla pandemia.
L'ospite più atteso è lo scrittore israeliano David Grossman, vincitore della sezione letteratura per i suoi libri "carichi di sensibilità e ricchi di un'immaginazione che si dispiega pagina dopo pagina in architetture romanzesche perfette e innovative, per arrivare fino alle pieghe più nascoste, sofferte e vive dell'animo umano". Il 26 giugno alle 18 dialogherà con Alberto Garlini, in un evento, già registrato, del quale anticipiamo i contenuti. "Abbiamo bisogno più che mai d'ideologie, perché ci sentiamo così sradicati e fragili, talmente soli. L'ideologia, se non è rigida, può aiutare, può darti dei valori, un significato, un obiettivo a cui aspirare" sostiene Grossman, il cui ultimo romanzo è La vita gioca con me (Mondadori). E anche: "Penso a come non stia accadendo niente tra noi e i palestinesi, dove il dialogo è essenziale. Dobbiamo parlare con i palestinesi, dobbiamo avviare delle trattative, dobbiamo cambiare la situazione, altrimenti rimarremo intrappolati in questa guerra infinita per sempre". Augurandosi pure, oltre al ritorno delle ideologie, una società più umana. "Dopo avere vissuto un'esperienza così traumatica, dovremmo essere un po' più modesti riguardo alle nostre aspettative, più comprensivi gli uni con gli altri, più affettuosi. Per un po' potremmo mettere da parte la nostra naturale aggressività, l'ostilità e la diffidenza e permetterci di essere più indulgenti, più umani" afferma lo scrittore.
Ricco anche il resto del calendario/albo d'oro. Il 25 giugno alle 18 tocca al fotografo Guido Guidi, unico artista a vincere per la seconda volta l'Hemingway nella sezione Fotografia grazie al libro In Sardegna 1974 - 2011 (Mack Books London). Classe 1941, nato a Cesena dove vive e lavora, Guidi racconta, per immagini, l'identità sociologica e antropologica di un territorio con uno sguardo, come la giuria aveva già sottolineato nel 2014, idealmente simile a quello di Hemingway: "una visione del paesaggio non ecologistica né memoriale, eppure dissacratoria rispetto alla paesaggistica tradizionale".
Il 26 giugno alle 21 interviene Samantha Cristoforetti, vincitrice della sezione "Testimone del nostro tempo" "per averci fatto guardare la Terra da un'altra prospettiva, che non è solo quella dello spazio, ma soprattutto quella dei sogni". Per quasi sette mesi, Cristoforetti è stata in orbita attorno alla Terra sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ma per arrivare alla rampa di lancio, come sottolinea la giura, ci sono voluti anni di coraggio, di preparazione tecnica e scientifica, passati con le valigie in mano fra continenti, lingue e culture. "Il mio prossimo lancio dovrebbe essere tra un paio di anni - rivela l'astronauta -. Dopo una lunga attesa che dura dal 2015, finalmente potrò tornare nello spazio: il luogo di cui ho avuto forse più nostalgia nella mia vita, proprio perché lasciandolo sappiamo che potrebbe non essere più accessibile".
Il 27 giugno alle 11 spazio a uno degli storici più amati dal popolo dei festival, Alessandro Barbero, Premio Hemingway "Avventura del pensiero" "per la sua capacità di rendere viva e soprattutto empatica una materia di studio spesso concepita come asettica, attraverso uno stile narrativo sobrio equilibrato e avvincente, e una conoscenza vastissima dei periodi trattati. Sempre il 27, ma alle 18,30 ci sarà anche la cerimonia di premiazione, un vero e proprio talk che vedrà protagonisti tutti insieme i vincitori di questa edizione. "La cultura, grazie a questo tutt'uno che ormai sono reale e virtuale, sta facendo la sua parte in questo momento così complesso. Il virus è stato un corso di aggiornamento per tutti. Indietro non si torna" dichiara Garlini, presidente della giuria del Premio e curatore con Gian Mario Villalta e Valentina Gasparet di Pordenonelegge, d'accordo con Grossman sulla necessità di tirare fuori qualcosa di buono dalla pandemia.