Marco Ghilarducci: "La sostenibilità? Per Martinelli Luce è una lampada senza tempo"

Marco Ghilarducci, foto di Simon171
Marco Ghilarducci, foto di Simon171 
L'ad dell'azienda fondata da Elio Martinelli negli anni Cinquanta racconta che cos'è la luce: "Per non perdere l'emozione servono anche le ombre"
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Marco Ghilarducci ama le ombre. Può sembrare un paradosso per l'ad di Martinelli Luce, l'azienda creata da suo nonno Elio Martinelli nel centro di Lucca – "Il laboratorio, così la chiamava: prima ancora era il negozio del mio bisnonno. Producevano in cantina, con le tecnologie di allora: tornio, fresa, trapano...". – e oggi diventata un marchio distribuito in tutto il mondo. Ma è anche così, dice, che si crea l'emozione: "Mi piace la luce smussata, non uniforme all'interno di una stanza. Mai la luce che ti abbaglia, ma quella che lascia sempre un po' di dubbio. Se perdi l'ombra perdi il volume. E l'emozione".

Lei nel design c'è nato...

"La prima parola è stata quella. Fin da piccolo ho visto mio nonno disegnare e progettare ovunque e dovunque, persino a pranzo e a cena. La sua seconda casa è sempre stata l'officina. È lì, diceva, che nascono le lampade. Ed è da lì che, quando sono entrato in azienda, ho cominciato per imparare".

Ma esiste un oggetto che l'ha fatta innamorare di questo mondo?

"È quello che mi lega di più a mio nonno e a Martinelli Luce, la lampada Cobra. L'ho sempre avuta su ogni tavolo di ogni casa, per anni è stata sul pianoforte quando studiavo musica. La Pipistrello, invece, era nella camera che avevo da bambino, nello spazio in cui giocavo, tra le costruzioni e le macchinine, avevo questo pezzo storico che è ancora con me".

Lampada Cobra di Elio Martinelli per Martinelli Luce
Lampada Cobra di Elio Martinelli per Martinelli Luce 

Qual è stato l'insegnamento più importante che ha ricevuto da Elio Martinelli?

"Non strafare mai, fare piccoli passi. Mi diceva sempre: 'Marco, devi andare in officina e devi progettare. Tutti i giorni devi fare una lampada'. Non sono un designer, sono un ingegnere gestionale. Ma questa voglia di creare l'ho sempre avuta. Così, dopo anni di numeri e bilanci, ho disegnato la TX1 partendo dall'idea di un satellite: è una lampada da tavolo orientabile, molto snella, a luce morbida, appunto. E non sa quante altre ne vorrei fare…È il nostro problema, abbiamo troppe idee (ride ndr). Nel 2020, l'impatto con il Covid è stato difficile per tutti. Non arrivavano né i materiali né gli ordini dei clienti. Eravamo tutti fermi. Proprio allora, però, abbiamo detto: noi andiamo avanti. Abbiamo continuato a produrre e a lavorare a nuovi prodotti: qualche lampada sta uscendo ora, altre sono ancora nel cassetto".

Questo è l'anno di Euroluce al Salone: che cosa porterete?

"L'ulteriore evoluzione di Avro, disegnata da Studio Natural. È una lampada a sospensione, che nasconde al suo interno una presa elettrica: è nata per l'home working, ma a Euroluce presenteremo diverse varianti, anche per il contractor. Può servire a creare un momento di convivialità a casa, negli uffici, sale riunioni, in una biblioteca, nei coworking…Come sempre, abbiamo voluto dare una funzione alla luce, trovare una soluzione a un'esigenza. La funzionalità è il nostro obiettivo. Insieme alla sostenibilità”.

Lampada Pipistrello di Gae Aulenti per Martinelli Luce
Lampada Pipistrello di Gae Aulenti per Martinelli Luce 

E su questo fronte quali sono le novità?

"Una famiglia di prodotti, la collezione Celeste: partendo da un workshop in azienda, 5 designer hanno lavorato su altrettante interpretazioni della sostenibilità in senso ampio".

Ha citato il Covid, il design è uno dei settori che nel post pandemia ha avuto una grande crescita: anche per la luce è successo?

"Il nostro 2021 è andato benissimo, il 2022 ancora meglio. Non credo che si possa continuare a crescere con questa intensità: appena le persone hanno potuto tornare a viaggiare, a uscire, alla loro ritrovata normalità, l'onda – seppur in salita – si è assestata. E poi c'è stata l'esplosione del nostro e-commerce diretto, che non vuole sostituire quello dei clienti, ma dare un'opportunità in più: acquistare prodotti in serie limitata come il Cobra giallo, che abbiamo realizzato in 100 pezzi".

Ha parlato di sostenibilità: che cosa vuol dire per chi produce luce?

"Gestire la luce è un processo che richiedere tantissime variabili: il consumo è una di queste ed è sempre più importante. La nostra azienda ha sempre lavorato cercando di fare prodotti di qualità, utilizzando le migliori materie prime assemblate in modo corretto. È così che nascono prodotti che durano nel tempo. E anche questa è sostenibilità. Ovviamente, il Led ha portato un'ulteriore efficienza. La luce, in fondo, è tecnologia".

Il Metaverso di Martinelli Luce
Il Metaverso di Martinelli Luce  
Il Metaverso di Martinelli Luce
Il Metaverso di Martinelli Luce  

È questo il futuro?

"Sì, anche per la comunicazione. Siamo stati tra le prime aziende del settore a creare un nostro Metaverso: è nato per celebrare i 100 anni dalla nascita di Elio Martinelli come uno spazio in continua evoluzione. Sicuramente l'Internet delle cose ci aprirà moltissime porte anche per immaginare nuovi prodotti e funzionalità. Ma bisogna sempre cercare un equilibrio: una lampada la puoi comandare a distanza, può essere il più intelligente possibile, ma questa dimensione non può mai prevalere sul suo scopo principale. Fare luce. E proiettare le ombre. Anche quelle dei giganti del design con cui si è cresciuti".

"Guardare avanti, senza perdere le radici", dice Marco Ghilarducci. Che arriva nello studio fotografico per questo shooting con una Elastica, una striscia di Led che puoi modellare. Eppure la Pipistrello disegnata da Gae Aulenti è sempre lì, appuntata come una spilla sul bavero della giacca. E a illuminare l'ingresso dello studio c'è una Bolla vintage: "Sì, è una lampada che mio nonno ha disegnato nel 1960".