DENTRO una nave civile in costruzione viene installato più acciaio che nella intera Tour Eiffel di Parigi: anche 4 volte di più. E ci sono 4.000 chilometri di cavi, perché l’imbarcazione funzioni. A fronte di sfide costruttive così ardue, Fincantieri sta trasferendo ai suoi robot le abilità proprie dell’IA.
All’evento di Affari&Finanza a Milano, Paolo Cerioli - Chief Innovation and Information Technology Officer del gruppo - conduce il pubblico per mano in questi cantieri intelligenti. Al loro interno, potenti droni volano intorno alla nave per giudicare ad esempio la qualità delle saldature.
Anche i tecnici umani guardano le immagini catturate dai droni grazie a visori intelligenti, aggiungendo una loro valutazione. Fincantieri, inoltre, riproduce gli impianti e i processi produttivi dentro un ambiente virtuale, un “gemello digitale” che scova colli di bottiglia e preserva la sicurezza dei lavoratori.
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I connettori
Floriano Masoero, presidente e ad Siemens, spiega che gli umani affiancheranno stabilmente agenti algoritmici. Nelle aziende, dunque, i manager di punta gestiranno gruppi di lavoro ibridi dentro ecosistemi evoluti. Saranno “ufficiali di collegamento”, connettori tra macchina ed essere umano.
Giovanni Miragliotta, direttore dell’Osservatorio AI del Politecnico di Milano, avverte però che le imprese devono imparare a trattenere i talenti migliori. Professionisti validi, spesso contesi tra più datori di lavoro, hanno bisogno di risolvere due problemi pratici: lo stipendio, che dovrà essere adeguato, e la casa. Statistici, matematici, data scientist poi non sono inclini a lavorare da soli. Rendono in un habitat aziendale dinamico e abitato da più professionisti, affini nelle competenze e abilità.
A proposito di efficienza, Nicola Rossi, head of innovation di Enel, spiega come digitale e IA aiutino nella gestione di impianti eolici o solari. «Oggi sistemi automatici leggono gli “allarmi” in arrivo da questi asset, milioni ogni anno. Li interpretano e decidono se riavviare un impianto; oppure se mandare una squadra d’intervento. I tempi di riavvio sono ridotti».
Le tecnologie democratiche
Partire dai «problemi concreti» è l’approccio caro ad Andrea Cavallero, country chief operating officer di Generali Italia. «In passato verificare la coerenza della richiesta di rimborso medico con una prescrizione era un compito “umano”. Automatizzare oltre il 60% di queste richieste ha ridotto i tempi di rimborso mentre il personale si dedica ad attività ben più complesse».
«Nel sistema di relazioni tra imprese — prevede Adriano Ceccherini, chief business officer di Sap Italia — l’IA è qui e ci resterà perché il rapporto costi-benefici è alto». La sfida, per un Paese di Pmi «è rendere queste tecnologie democratiche, integrandole in piattaforme “consumabili” anche da parte di aziende dalla bassa capacità di spesa».