Vita (Amplifon): “Le acquisizioni fanno parte del nostro dna”

Il Ceo di Amplifon Enrico Vita,

Il Ceo di Amplifon Enrico Vita,

 
Intervista all’ad: “Siamo un gruppo globale da oltre 2 miliardi di ricavi. In otto anni abbiamo investito circa 2 miliardi per acquistare altre aziende o catene di negozi nel mondo”
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Amplifon è un leader mondiale nel settore degli apparecchi acustici, con una presenza in 26 Paesi dall’Australia alle Americhe, passando per la Cina e con una forte presenza in Europa. Il gruppo italiano a suon di acquisizioni, tra cui le ultime in Uruguay e negli Stati Uniti, è arrivato ad avere una rete di oltre 9.500 punti vendita. Enrico Vita, che ha appena spento le sue prime dieci candeline alla guida del gruppo, ha accompagnato l’espansione dell’azienda all’estero, pur continuando ad aumentare i ricavi anche in Italia. La strategia di Amplifon si basa su piccole e grandi acquisizioni che le hanno permesso di triplicare il fatturato e moltiplicare per sette la capitalizzazione di Borsa, nell’arco di un decennio.

Ingegner Vita, siete leader nella vendita e nei servizi per gli apparecchi acustici. Come si fa mantenere una forte identità, pur diventando globali,e a servire mercati e bisogni diversi?

«Siamo un’azienda globale che opera tramite oltre 9.500 negozi in 26 Paesi molto diversi tra loro. Siamo consapevoli delle specificità di ciascuno di essi e, quindi, di quanto sia importante operare da player locale, mantenendo nel contempo una identità aziendale unica e condivisa da tutti. In Amplifon contiamo sul contributo di oltre 20 mila persone di oltre 100 differenti nazionalità, unite da cultura e valori comuni. I nostri leadership team in tutto il mondo sono spesso composti da manager internazionali che hanno il compito di favorire la diffusione della nostra cultura aziendale e di facilitare i processi di sviluppo e integrazione».

Dopo un’esperienza in Indesit, lei da dieci anni è alla guida del gruppo, cosa è cambiato in questo periodo?

«Negli ultimi dieci anni abbiamo quasi triplicato i nostri ricavi annui, ora abbondantemente superiori ai 2 miliardi di euro, rafforzando la nostra posizione di leadership a livello mondiale, grazie a un mix di crescita organica e acquisizioni. La crescita organica è un indicatore fondamentale del posizionamento competitivo della nostra azienda. Le acquisizioni fanno parte del nostro dna e sono uno dei capisaldi della nostra strategia di sviluppo».

Quanto avete investito durante il suo mandato in acquisizioni?

«Negli ultimi otto anni abbiamo investito in m&a circa 2 miliardi di euro, alternando grandi operazioni – come l’acquisto di Gaes in Spagna e di Bay Audio in Australia, grazie alle quali siamo diventati leader nei due mercati – ad acquisizioni cosiddette bolt-on, ovvero di piccoli gruppi di negozi, che ci hanno consentito di rafforzare la nostra posizione in Paesi chiave come Francia e Germania e di diventare uno dei principali operatori in un mercato promettente come quello cinese. Tramite acquisizioni e nuove aperture, inoltre, abbiamo creato da zero una rete di oltre 350 negozi diretti negli Stati Uniti, il più importante mercato al mondo, affiancando la nostra storica rete di punti vendita in franchising, che attualmente sono circa 1.200».

Quali caratteristiche deve avere un’azienda per essere interessante per Amplifon?

«Quando approcciamo un’acquisizione, non guardiamo solo i numeri, ma anche le possibili affinità con la nostra azienda in termini di servizio, posizionamento sul mercato, e soprattutto cultura e valori. La nostra ossessione per la crescita non è fine a se stessa, ma è molto importante perché ci permette di investire sempre più sulle cose importanti: persone, innovazione, digitale, brand, tecnologia, e così via. Ma anche di poter sperimentare e innovare. Al tempo stesso è importante preservare la nostra focalizzazione, agilità e velocità».

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