“Arrivammo noi e nacque un nuovo modo di raccontare l’economia”. Ripartiamo dalle parole di Eugenio Scalfari per affermare quanto oggi, dopo 40 anni, ci sia ancor più bisogno di quel modo di fare giornalismo, di capire i fatti e spiegarne gli effetti.
Affari&Finanza è sempre stato così, fin dagli inizi quando sotto la regia di Scalfari e Giuseppe Turani raccontava i legami tra politica ed economia in un Paese dove i tentacoli dell’Iri e dei partiti abbracciavano tutti i settori e la finanza era dominata da Mediobanca. La comprensione e la spiegazione dell’economia sono alla base di quel diritto all’informazione che oggi vacilla di fronte a molteplici attacchi. Interni, quando chi guida le istituzioni pensa che tutti i giornalisti siano servitori di qualcuno, esterni quando i colossi della Rete saccheggiano i contenuti senza riconoscerne l’equo compenso agli editori.
Gli attacchi alla libertà di stampa attraverso la delegittimazione sistematica del lavoro giornalistico e il contestuale impoverimento economico del settore rendono quanto mai necessario avere voci indipendenti capaci di restare tali nel mare in tempesta. Il diritto di informare è un fondamento delle democrazie. Se viene meno, nessun giornale riesce a sopravvivere. Come in passato, nei prossimi anni ci guiderà il rigore. Perfino i numeri, quanto di più impersonale vi sia, possono essere letti in modi diversi, altrimenti non si spiegherebbe l’interesse della politica nello scegliere i nomi di chi guida importanti istituzioni preposte alla produzione di dati e alla loro interpretazione.
È lecito gioire perché a dicembre abbiamo realizzato il record storico di occupati, arrivando al 61,7% sul totale della popolazione in età lavorativa, ma va anche detto che siamo gli ultimi nell’Unione europea con Grecia e Romania. Nell’Italia e nell’Europa di domani deve essere la libertà di stampa a garantire quella trasparenza che permette ai cittadini di guardare e giudicare le istituzioni che ci governano, tanto più in un settore fondamentale come il nostro. Per una democrazia liberale matura è indispensabile la piena consapevolezza di quanto accade sul fronte economico e finanziario.