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Le donne sono più capaci di leggere gli stati d’animo

È ormai tempo di riconoscere queste peculiarità, che potrebbero essere utili a livello sociale e lavorativo
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È più che mai evidente che esiste ancora un gender gap, uno scarto che ostacola il pieno inserimento lavorativo delle donne nei vari ruoli, in particolare quelli direttivi. E fra i Paesi occidentali più industrializzati l’Italia è rimasta nelle retrovie con un ritardo a sanare questa discriminazione che poi inevitabilmente si ripercuote sull’inserimento e sul riconoscimento sociale delle donne. Eppure il contributo delle donne è fondamentale in molti aspetti della vita sociale, anche perché le caratteristiche e le specificità della personalità femminile sono importanti nel rendere l’organizzazione lavorativa più accogliente e più rispondente alle esigenze dei lavoratori. Vale la pena a questo proposito ripercorrere insieme come si verifica la differenziazione del genere femminile rispetto a quello maschile, mettendo in luce comparativamente i diversi percorsi di sviluppo fin dalle prime fasi del periodo fetale.

Il cervello ha origine femminile

Come hanno mostrato le ricerche biologiche, le cellule gonadiche del feto hanno originariamente una tipizzazione femminile che viene modificata dagli ormoni per la tipizzazione maschile, la stessa cosa succede per il cervello che originariamente ha un carattere femminile e nell’ultimo trimestre della gravidanza può virare in senso maschile per l’intervento degli ormoni e dei geni. Alla nascita il sesso è così definito e questo influisce sui comportamenti dei bambini e delle bambine. È interessante che già da queste prime fasi di vita le bambine sono più in grado di regolare le proprie emozioni e di autotranquillizzarsi a differenza dei bambini che quando non ottengono una risposta desiderata dai genitori tendono a reagire col pianto e con la rabbia. Si può dire che nella dotazione genetica femminile si nasce con una marcia in più nella regolazione delle emozioni che poi condizionerà lo sviluppo successivo.

Le predisposizioni al femminile

Si può affermare che il cervello femminile sia più predisposto verso le abilità verbali, la comprensione della lettura e verso la scrittura, nella coordinazione motoria più fine e nella percezione. Anche nelle strategie di apprendimento le donne si orientano meglio utilizzando punti di riferimento, mentre gli uomini utilizzano chiavi geometriche con cui si rappresentano la realtà, in altri termini le donne tengono presente maggiormente il contesto ambientale mentre gli uomini costruiscono modelli spaziali. Se queste sono le predisposizioni di base, inevitabilmente interagiscono con gli orientamenti e le aspettative dei genitori che possono modulare o accentuare queste tendenze legate al sesso, come è stato messo in luce in un libro di Elena Gianini Belotti, “Dalla parte delle bambine”. Nel libro vengono svelati i condizionamenti sociali che fin dai primi anni di vita indirizzano le bambine ad assumere un ruolo materno facendola giocare con le bambole o con la casa.

I condizionamenti sociali

È anche vero che questi condizionamenti sociali si sommano alle predisposizioni genetiche, come è dimostrato dal fatto che anche nelle scimmie si scoprono analoghe preferenze, per le femmine i pupazzi e per i maschi bastoni. In questo caso non intervengono condizionamenti sociali, trattandosi di predisposizioni naturali. Quello che caratterizza le bambine fin dai primi anni è la miglior memoria emozionale e la capacità di trovare mediazioni con gli altri, dal momento che hanno una maggiore empatia verso gli altri e una capacità di mettersi dal loro punto di vista. Si tratta di una capacità e di una potenzialità importante, che serve non solo in famiglia e con i figli, ma anche nelle organizzazioni di lavoro in cui si convive cogli altri affrontando collaborazioni, competizioni e contrasti che possono provocare difficoltà relazionali che interferiscono con la stessa finalizzazione del lavoro. Queste potenzialità femminili sono indubbiamente utili nei luoghi di lavoro in quanto aiutano a smorzare le tensioni e i conflitti, mentre i colleghi di sesso maschile sono più portati a farsi valere e a irrigidirsi riaffermando le proprie convinzioni. È quello che si scopre ogni giorno in famiglie in cui il padre arriva ad uno scontro con i figli, mentre la madre cerca di ricucire i rapporti e favorire il riavvicinamento fra il padre e i figli.

La ricerca

Non sono solo osservazioni quotidiane che ognuno di noi può fare, anche la ricerca scientifica ha documentato tutto questo. In una ricerca dell’Università di Cambridge, pubblicata nel 2022 e coordinata da David Greenberg, in un campione di più di 300 mila uomini e donne è stata indagata la capacità di comprendere la teoria della mente, ossia il riconoscimento delle emozioni guardando esclusivamente gli occhi di persone che provavano emozioni diverse. Si tratta di un famoso test (Eyes Test) proposto dallo psicobiologo Baron- Cohen. È emerso che la capacità di leggere gli stati d’animo degli altri è senz’altro più evidente nelle donne rispetto agli uomini nel corso della vita, aumenta durante l’adolescenza e poi si riduce in età avanzata e questo scarto è particolarmente significativo in 36 Paesi sul totale dei 57. È inequivocabile questo rilievo, è ormai tempo di riconoscere queste capacità delle donne che potrebbero essere utili a livello sociale e lavorativo e forse potrebbero aiutarci anche a livello internazionale favorendo un clima più pacifico, evitando le guerre che stanno segnando il mondo attuale.

* Psicanalista, Professore onorario di Psicopatologia dello sviluppo Sapienza Roma

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