Il futuro dell’internazionalizzazione italiana si gioca sulla capacità di costruire reti infrastrutturali moderne che colleghino i distretti produttivi ai mercati globali. Non basta più produrre eccellenze: serve un sistema di connessioni fisiche e digitali che garantisca efficienza, velocità e tracciabilità. L’evoluzione tecnologica sta ridisegnando il commercio internazionale. Piattaforme digitali, sistemi di pagamento innovativi e logistica automatizzata creano opportunità per chi sa coglierle, penalizzando chi resta ancorato a modelli tradizionali. Il divario infrastrutturale tra Nord e Sud del mondo si riduce rapidamente, aprendo scenari inediti per l’export verso mercati emergenti. Nell’attuale contesto di incertezza geopolitica, le imprese italiane si trovano di fronte a un paradosso: l’internazionalizzazione diventa ancora più necessaria proprio quando appare più complessa. Il ruolo delle istituzioni a supporto dell’internazionalizzazione diventa cruciale per trasformare le sfide in opportunità concrete.
Favorire la presenza italiana
È proprio in quest’ottica che si inserisce l’azione di Simest: «Siamo impegnati nel sostegno alla crescita internazionale del sistema produttivo italiano attraverso una serie di strumenti che vanno dalla finanza agevolata, al supporto all’export fino agli investimenti partecipativi - dice Carolina Lonetti, direttore export e finanza agevolata di Simest - Abbiamo presentato una serie di misure, incluse nel Piano d’azione per l’export della Farnesina che hanno come obiettivo di favorire la presenza italiana in mercati ad alto potenziale per lo sviluppo, con un focus specifico su America Latina e Africa, al centro dell’attenzione del Governo attraverso il Piano Mattei. Puntiamo ad ampliare il numero di imprese partner, estendendo gli strumenti di finanza agevolata anche alle piccole e ampliando il sostegno all’export a beneficio della maggiore competitività delle imprese esportatrici. Abbiamo poi realizzato due strumenti equity da 200 milioni di euro complessivi per favorire la competitività per la crescita e investimenti infrastrutturali all’estero delle nostre imprese».