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Tridico: "Serve un nuovo welfare, risorse da finanza e tecnologia"

Tridico: "Serve un nuovo welfare, risorse da finanza e tecnologia"
Alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano l'appuntamento dedicato al benessere dei lavoratori. Tra intervento statale e soluzioni delle imprese. Il presidente Inps: "Per finanziare la spesa occorre andare a cercare nuove forme di ricchezza, anche fuori dall'Italia"
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Il sistema del welfare non si può reggere più soltanto sulla contribuzione del lavoro ma deve alimentarsi anche attraverso altre forme di ricchezza, oggi ancora poco o per niente tassate, con riferimento soprattutto alla nuova economia che tiene insieme globalizzazione e robotizzazione. E' questa l'indicazione arrivata oggi dal presidente dell'Inps Pasquale Tridico, intervistato dal direttore di Repubblica Maurizio Molinari, al nuovo evento di Affari e Finanza Live, dedicato al Welfare. L'orizzonte, ha chiarito Tridico, deve essere quello di un "welfare europeo". Il presidente Inps si è soffermato anche sul contributo offerto dai privati attraverso il welfare aziendale: "C'è un vizio di fondo. Dovrebbe essere vincolato ad aumenti di poduttività, altrimenti è solo una riduzione di costi per le imprese".

Previdenza e salute, il ruolo di welfare e assicurazioni

"Il welfare aziendale può esser uno dei modi di rispondere all'esigenza fortissima di preparare la previdenza di una popolazione che ha speranza di vita crescente", dice Monacelli. "E' una tematica che si affianca a quella assicurativa: la salute sta vivendo una trasformazione molto profonda e i bisogni delle persone vanno seguiti in maniera diversa. Dopo la pandemia, da bisogno 'latente' la salute è diventato un bisogno 'emergente'. Più dll'80% delle persone che intervistiamo la mettono al primo posto delle preoccupazioni".

Legare il welfare alla produttività? "Possibile, ma priorità ora è spendere bene i soldi del Pnrr"

Legare il welfare alla misurazione di produttività? "Quando si è provato a farlo, i sindacati sono stati sempre restii - ragiona Radoccia - In mercati del lavoro in movimento e cambiamento, abbiamo sempre più bisogno di concertazione e collaborazione: tra welfare pubblico e privato; e tra corpi intermedi. E' una idea per trovare fondi per finanziare il welfare. Ma la versa sfida del Pnrr va colta e messa a terra. Siamo in ritardo sull'impiegare i fondi, è necessario che entro il 2026 su welfare e politiche attive lo Stato porti a casa il risultato dei fondi europei".

"Anche le Pmi fanno welfare"

"La creatitivà del welfare nelle nostre Piccole e medie imprese colpisce molto", dice Monacelli. "Il mondo delle Pmi è attentissimo, da questo punto vista. Tanto più l'impresa è piccola, più si nota la ricerca di creare un ambiente familiare all'interno dell'impresa, trasmettere quel bisogno di sicurezza in una visione sociale e ampia".

Radoccia: "Il 44% di lavori sparirà. Alle aziende serve una formazione predittiva"

La formazione fondamentale per le aziende: "Una ricerca che abbiamo svolto con Harvard e Pearson ci dice che il 44% dei lavori sparirà - spiega Radoccia - Per questo la formazione nelle aziende è molto importante". Le imprese "devono fare una profilazione predittiva dei loro lavoratori. Quel che le politiche attive in Italia non sono mai state capace di fare, nonostante siano stati postati 4,9 miliardi di euro per questa voce. La formazione deve capire quali sono le professionalità necessarie per il futuro".

"Più alto è il livello di welfare, maggiori sono i profitti delle imprese"

"C'è una correlazione tra il livello di welfare delle imprese che abbiamo analizzato e la capacità di produrre profitti: il benessere dei dipendenti produce benessere per l'azienda", spiega Massimo Monacelli. Generali traccia il Welfare Index Pmi, iniziativa portata avanti con il patrocinio del Ministero del Lavoro e le cinque confederazioni nazionali. "Le imprese colgono i bisogni delle persone e adattano continuamente le soluzioni di welfare alle aspettative".

Tre milioni e mezzo di lavoratori vanno sostituiti: "In Italia serve un cambio di paradigma"

3,5 milioni di persone andranno in pensione nei prossimi 10 anni, e andranno sostituiti. Bisogna portare nel mondo del lavoro le persone che ne sono state finora escluse: donne e giovani. Sono i numeri presentati da Stefania Radoccia, Managing Partner Tax & Law, EY nel panel moderato dal giornalista di Repubblica, Luca Piana con Massimo Monacelli, General Manager Generali Italia. "E' necessario un cambio di paradigma in Italia. C'è un problema di differenze Nord-Sud, di uomini e donne al lavoro. Tutte queste differenze sono state acuite dalla pandemia prima e poi dall'impoverimento delle famiglie, che ha ampliato le forbici tra categorie. I disoccupati giovani sono più del 17%, una percentuale preoccupante. Per non parlare dei Neet, che non studiano né lavorano, in un Paese per altro con diplomati e laureati ben sotto le medie europee. C'è un problema di scolarizzazione. E siamo un Paese che invecchia, dobbiamo incentivare le donne e i giovani a entrare nel mondo del lavoro".

"Stabilità e allargamento delle spese che possono rientrare nell'ombrello del Welfare: le priorità di sviluppo"

"Stabilità e certezza di quel che oggi c'è, e semplificazione della scrittura: sappiamo che si stanno aprendo i tavoli di lavoro per la riforma fiscale, è importante che questi aspetti vi rientrino", dice Paola Blundo delineando le priorità del welfare aziendale. Oggi le aziende "ci dicono che è importante la genitorialità, ma abbiamo visto anche l'esplosione di accudimento per gli animali domestici: poter introdurre le spese veterinarie tra quelle incentivate con il welfare è un aspetto che cresce".

Blundo: "La tecnologia può aiutare a semplificare la fruizione del welfare"

La "grande forza del welfare" è che "l'azienda offre un paniere di beni e servizi, poi è il dipendente a scegliere. Ecco perché è importante la formazione verso i lavoratori", spiega Blundo. "Un giovane potrà prediligere un viaggio, una famiglia un servizio di baby sitting: quel che è importante è rendere la normativa applicabile in modo più semplice. Noi lo facciamo attraverso la tecnologia, lavoriamo sulle piattaforme digitali e stiamo per lanciare un'App per consultare il proprio credito welfare e verificare i servizi territoriali più consoni ai profili dei lavoratori".

"Le politiche di welfare devono toccare tutti gli aspeti, non solo la natalità"

"Le politiche di welfare devono toccare tutti gli aspetti, non solo quelli legati alla natalità", dice Crivellin. Oggi "le esigenze di flessibilità sono evidenti, e le aziende non possono non averle capito. Ma è naturale e spontanea la voglia di tornare in ufficio, soprattutto da parte dei nuovi ingressi. L'invito che fanno oggi le aziende è avere una forma ibrida che permetta la conciliazione di vita privata e lavorativa, ma anche di non perdere di vista gli aspetti relazionali dentro le aziende", aggiunge Blundo.

Fringe benefit, le aziende "chiedono chiarezza delle norme e semplicità di applicazione"

La prima richiesta delle aziende per attuare i piani di welfare è la stabilità normativa, sostiene Paola Blundo: "Le aziende devono definire le risorse e allocare i budget: aspettano chiarezza sulle norme. Come nel caso del fringe benefit, per il quale ogni anno si attende una sistemazione definitva della soglia, oggi ferma a 258 euro, e modificata più volte negli anni delle crisi pandemica e dell'inflazione - aggiunge Blundo - Anche nell'ultimo innalzamento a quota 3mila euro, ma solo per i dipendenti con figli a carico - che è una previsione quasi discriminatoria -, ci sono problemi di interpretazione e applicazione della norma, soprattutto per le aziende più piccole: c'è voglia di stabilità delle norme".

"I giovani hanno nuove scale di valori e leve di engagement, il welfare aiuta a dare una risposta"

"La legge di Stabilità del 2016 ha dato nuova spinta alle aziende, di ogni ordine e dimensione, per mettere in atto politiche di welfare. Dai fringe benefit alle spese deducibili dal reddito di impresa, possiamo offrire una piattaforma completa. Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo un oceano: le norme non sempre sono di facile attuazione. Il nostro compito è semplificare la messa in campo di una politica di welfare aziendale. Si sta imponendo una nuova cultura, i giovani hanno nuovi valori e leve di engagement verso la propria azienda: le politiche di welfare aiutano a dare una risposta", spiega Paola Blundo.

"Il posto fisso non è più l'aspetto preponderante per chi cerca lavoro"

"Il posto fisso, ma anche la retribuzione fissa, non ricoprono più l'aspetto preponderante che hanno avuto fino ad oggi nella scelta di un posto di lavoro. Vengono presi in considerazione sempre più 'intangibili' che consentono a un lavoratore di trovarsi più a suo agio in azienda. Diventa importante bilanciare attività lavorativa e vita privata e avere alle spalle un'azienda che permette un avanzamento di carrierea, oppure che al proprio interno possa proporre soluzioni tali da garantire una maggior sicurezza, non solo economica. Così Paola Crivellin, Direttore Marketing e Comunicazione Etjca, nel corso del panel "Welfare, la domanda e l'offerta" con Paola Blundo, Corporate welfare Director Italia Edenred, moderato dalla giornalista di Repubblica, Rosaria Amato.

Chiaraluce: "Per noi il welfare è un investimento non un costo"

"Per noi il welfare è un investimento non un costo. E' elemento di attraction soprattutto per le nuove generazioni, ma anche retention, perché welfare accompagna tutte le fase della vita", ha detto Chiaraluce

Chiaraluce: "Alle aziende serve chiarezza nelle norme"

Quello che ci aspettiamo è stabilità nelle norme, conoscere le norme con il giusto preavviso. Dare alle imprese giusto tempo per studiare nuove soluzioni. Altrimenti diventano agevolazioni destinate solo ad alcune, ha detto Claudia Chiaraluce, Head of Welfare & People Care Unicredit

Ghedini (Rekeep): Care manager e voucher ore per assistere le figure fragili

Con il programma "Keep care family" - ha spiegat Sara Ghedini di Rekeep -  abbiamo pensato ai tanti caregiver ma soprattutto caregiver che si fanno carico delle persone fragili. Se dipendente fa richiesta, il care manager si prende carico dell'istanza del lavoratore. In più l'azienda ha introdotto dei voucher per cura e assistenza.

Tridico: "Reddito minimo è fondamentale, da declinare a livello europeo"

Il reddito minimo - ha detto Tridico - dovrebbe essere lo strumento principale, da declinare a livello europeo

Tridico: "I bonus tanto vilipesi durante il Covid hanno protetto 5 milioni di lavoratori che non avevano altre protezioni"

"I bonus tanto vilipesi durante il Covid hanno protetto 5 milioni di lavoratori che altrimenti non avrebbero avuto altra protezione", ha detto Tridico

Tridico: "Nuove ricchezze da finanza e tecnoogia. Il welfare deve sostenersi da lì. E deve essere europeo"

Da "finanza e tecnologia" arrivano rendimenti nuovi, dai quali attingere per rimettere in equilibrio il sistema di welfare. "Oggi tutto questo non viene tassato", dice Tridico. "Se continuiamo a tassare il lavoro per sostenere il nostro welfare arriveremo a un punto di non ritorno: ci sono altre fonti di energia, dalla tecnologia ai rendimenti finanziari". Per il presidente dell'Inps, è una politica da attuare "almeno sul continente europeo". Da "tassare per testa" a "tassare per fatturato", è la proposta di Tridico da "esplorare e consolidare". "Continuare a tassare per testa il lavoro non solo non garantisce sostenibilità, ma è ingiusto. Perché la maggior parte della ricchezza viene da altro, dalle aziende ad alto contenuto tecnologico". Deve essere, questo, "un modello europeo. Serve una ulteriore cessione di sovranità. Non è facile, ma l'Europa ha fatto passi avanti importanti - su salario minimo, piattaforma dei rider, reddito minimo - su cui si sono trovati equilibri e compromessi, con proposte coraggiose e importanti".

Welfare, Tridico: "Denatalità e quota di salari in calo sul Pil, un equilibrio da ritrovare"

Alla luce della bassa natalità, lo Stato ha le risorse per affrontare questo welfare?, la domanda del direttore Molinari. "E' il tema principale", risponde Tridico. "Il nostro welfare si sosteneva sulla capacità del lavoro di creare valore, da ridistribuire attraverso lo Stato. Con demografia in diminuzione e quota salari in calo sul Pil (150 miliardi si sono sottratti al lavoro per andare nella finanza, nelle vendite, persino negli extra-profitti), questo equilibrio è da ritrovare".

Tridico: "Crescita e welfare non sono più in antitesi: chi investe sulla riduzione delle diseguaglianze ha migliore sviluppo"

"Per troppo tempo abbiamo creduto che esistesse uno scambio tra diseguaglianze e crescita: troppe politiche di welfare avrebbero ostacolato la crescita, era il paradigma. Per un certo periodo ciò è stato anche vero e ha portato l'Europa di avere basse diseguaglianze e non crescere tantissimo. Ma negli ultimi trent'anni, i Paesi che più hanno investito in welfare sono anche stati quelli che hanno abbracciato tecnologia, sviluppo, crescita e qualità della vita. In Europa e in alcuni rari esempi di Asia e Americhe. Non è più vero che welfare e sviluppo sono in antitesi: ridurre le diseguaglianze innesca processi di crescita. E lo vediamo anche nei desiderata dei lavoratori, quando accettano oppure no: vanno a vedere la qualità, i tempi di lavoro, non solo i salari". Così Pasquale Tridico, presidente Inps, nell'intervista del direttore di Repubblica, Maurizio Molinari.

Anna Zanardi Cappon: "Sicuramente la legge sulla maternità in Italia non l'ha scritta una donna"

Anna Zanardi Cappon: "Sicuramente la legge sulla maternità in Italia non l'ha scritta una donna". Per Zanardi Cappon, "il bene più prezioso oggi è il il tempo, anche se questo ci ricorda la nostra finitezza ed è per questo che ci pensiamo poco".

"Il sogno è che le aziende non paghino solo per obiettivi, ma per lo sviluppo del potenziale"

"Il sogno è che un giorno le persone e i capi verranno pagati non perché fanno raggiungere alle loro persone degli obiettivi, ma perché le fanno stare bene. Un bonus riferito non al raggiungimento degli obiettivi, ma del benessere e dello sviluppo del potenziale da parte delle loro persone", l'idea lanciata da Anna Zanardi Cappon, psicologa, autrice e International board advisor.

"I giovani oggi vogliono carriera e qualità della vita"

Anna Zanardi Cappon: "I giovani oggi vogliono un ambiente che unisca sviluppo professionale e buona qualità della vita". Così la psicologa e autrice nel panel di apertura del convegno su Welfare e Wellbeing.

"Ancora oggi governance aziendali sono verticali. La cultura del benessere deve partire dall'alto"

L'organizzazione del lavoro fondamentale per la salute delle persone. "E ancora oggi le governance dominanti prevedono un consiglio di amministrazione che prende anche le decisioni fondanti la cultura aziendale, poi un amministratore delegato o un direttore generale, e quindi la prima linea di management. Se non c'è un endorsement altissimo, la cultura aziendale non si diffonde in modo coerente. Detto ciò, dell'acqua nella quale nuotiamo siamo tutti responsabili", così Anna Zanardi Cappon sulla necessità di strutturare organizzazioni che portino avanti con coerenza, dall'alto al basso, la cultura di wellbeing.

Zanardi Cappon: "Abbiamo un'umanità in crisi di mezza età"

"Abbiamo un’intera umanità in crisi di mezza età. Le aziende non hanno ancora trovato un modello alternativo. Il Covid ha dato grande spinta a questa ricerca". Così Anna Zanardi Cappon, psicologa, autrice e International board advisor, nell'inquadrare il momento storico per la ricerca di Wellbeing sul luogo di lavoro, all'indomani dello sconvolgimento pandemico del nostro modo di lavorare.