Cassa integrazione: dal coronavirus alla riforma degli ammortizzatori sociali. Come cambierà il sostegno al lavoro
di MARCO PATUCCHIStrumento essenziale dell'intervento del governo nell'emergenza economica Covid, ma anche ennesima conferma dell'innefficienza burocratica dello Stato. La Cassa integrazione, così come gli altri ammortizzatori sociali, viaggia verso una complicata ed ineludibile riforma. In questo speciale di Repubblica il confronto di idee, progetti e dati
ROMA - Croce e delizia dell'era Covid. La Cassa integrazione è lo strumento centrale messo in campo dallo Stato per soccorrere le imprese e i lavoratori italiani messi in ginocchio da un'emergenza sanitaria ed economica inaudita. Ma anche la cartina di tornasole dell'endemica inefficienza burocratica del Paese, tanto da trasformare una misura, appunto, di urgenza nella via crucis di aziende e persone che ancora oggi in larga misura attendono risposte concrete. Cioè soldi.
Il premier Giuseppe Conte, quasi a sventolare una bandiera bianca, ha detto di "non poter rispondere di carenze strutturali che il sistema Italia si porta dietro da circa 20 anni. Facciamo ammenda - ha aggiunto - per eventuali carenze che si stanno dimostrando e abbiamo…
Il premier Giuseppe Conte, quasi a sventolare una bandiera bianca, ha detto di "non poter rispondere di carenze strutturali che il sistema Italia si porta dietro da circa 20 anni. Facciamo ammenda - ha aggiunto - per eventuali carenze che si stanno dimostrando e abbiamo…
ROMA - Croce e delizia dell'era Covid. La Cassa integrazione è lo strumento centrale messo in campo dallo Stato per soccorrere le imprese e i lavoratori italiani messi in ginocchio da un'emergenza sanitaria ed economica inaudita. Ma anche la cartina di tornasole dell'endemica inefficienza burocratica del Paese, tanto da trasformare una misura, appunto, di urgenza nella via crucis di aziende e persone che ancora oggi in larga misura attendono risposte concrete. Cioè soldi.
Il premier Giuseppe Conte, quasi a sventolare una bandiera bianca, ha detto di "non poter rispondere di carenze strutturali che il sistema Italia si porta dietro da circa 20 anni. Facciamo ammenda - ha aggiunto - per eventuali carenze che si stanno dimostrando e abbiamo l'umiltà di ammettere ritardi ed errori". Sta di fatto che l'Inps tra promesse, annunci e retromarce, fatica a rispettare gli impegni. I numeri, che potete leggere nei vari contributi di questo dossier, sono giganteschi, perchè gigantesco è l'impatto del lockdown sull'economia italiana.
E ora la preoccupazione si sposta sul futuro. Quello più ravvicinato della fine degli ammortizzatori sociali Covid che, incrociando anche il termine della moratoria sui licenziamenti, rischia di innescare un pericoloso effetto boomerang con l'impennata della disoccupazione. Quello a più lunga scadenza, nella prospettiva di una necessaria riforma degli ammortizzatori sociali che, già di per sè complicata, potrebbe trasformarsi in una mission impossible nel pieno di una recessione ormai altamente probabile.
Non fa ben sperare, in questo senso, la congiuntura dei rapporti all'interno della maggioranza di governo, con la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo (M5S) che "garantisce personalmente" il prolungamento, oltre le scadenze previste attualmente, della Cassa integrazione Covid, e il collega dell'Economia, Roberto Gualtieri (Pd), che invece avverte: "Non possiamo limitarci a prorogare illimitatamente la cassa integrazione per tutti e il blocco dei licenziamenti per tutti. Bisogna iniziare ad affrontare i problemi che questi strumenti non possono risolvere. Non si possono congelare i problemi perchè altrimenti poi scoppiano tutti insieme". Il rischio boomerang, appunto.
Su un punto, però, le forze di governo concordano, ovvero sull'irrimandabile riforma degli ammortizzatori sociali fin qui affrontata random dai vari esecutivi, a partire dal Jobs Act targato Renzi per arrivare al Decreto dignità di Luigi Di Maio. Con uno stop and go di misure troppo spesso in contraddizione. "Saremo guidati da finalità di semplificazione delle procedure di accesso ed erogazione degli strumenti di sostegno al reddito, affinché possano essere fruibili più agevolmente e rapidamente", spiega la ministra Catalfo. C'è chi si è spinto ad ipotizzare la creazione di un unico ammortizzatore sociale che riunisca l'eccessiva frammentazione tra le varie forme di cassa integrazione, mentre l'altro obiettivo irrinunciabile della riforma dovrebbe essere quello di allargare le tutele a tipologie e settori lavorativi oggi scoperti. Senza dimenticare il ruolo vitale svolto dagli ammortizzatori sociali in questi anni di declino industriale del Paese.
Questo dossier di Repubblica, che sarà progressivamente aggiornato da contributi, dati e notizie, vuole essere un luogo di confronto per raccontare il cammino della riforma degli ammortizzatori sociali italiani.
Il premier Giuseppe Conte, quasi a sventolare una bandiera bianca, ha detto di "non poter rispondere di carenze strutturali che il sistema Italia si porta dietro da circa 20 anni. Facciamo ammenda - ha aggiunto - per eventuali carenze che si stanno dimostrando e abbiamo l'umiltà di ammettere ritardi ed errori". Sta di fatto che l'Inps tra promesse, annunci e retromarce, fatica a rispettare gli impegni. I numeri, che potete leggere nei vari contributi di questo dossier, sono giganteschi, perchè gigantesco è l'impatto del lockdown sull'economia italiana.
E ora la preoccupazione si sposta sul futuro. Quello più ravvicinato della fine degli ammortizzatori sociali Covid che, incrociando anche il termine della moratoria sui licenziamenti, rischia di innescare un pericoloso effetto boomerang con l'impennata della disoccupazione. Quello a più lunga scadenza, nella prospettiva di una necessaria riforma degli ammortizzatori sociali che, già di per sè complicata, potrebbe trasformarsi in una mission impossible nel pieno di una recessione ormai altamente probabile.
Non fa ben sperare, in questo senso, la congiuntura dei rapporti all'interno della maggioranza di governo, con la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo (M5S) che "garantisce personalmente" il prolungamento, oltre le scadenze previste attualmente, della Cassa integrazione Covid, e il collega dell'Economia, Roberto Gualtieri (Pd), che invece avverte: "Non possiamo limitarci a prorogare illimitatamente la cassa integrazione per tutti e il blocco dei licenziamenti per tutti. Bisogna iniziare ad affrontare i problemi che questi strumenti non possono risolvere. Non si possono congelare i problemi perchè altrimenti poi scoppiano tutti insieme". Il rischio boomerang, appunto.
Su un punto, però, le forze di governo concordano, ovvero sull'irrimandabile riforma degli ammortizzatori sociali fin qui affrontata random dai vari esecutivi, a partire dal Jobs Act targato Renzi per arrivare al Decreto dignità di Luigi Di Maio. Con uno stop and go di misure troppo spesso in contraddizione. "Saremo guidati da finalità di semplificazione delle procedure di accesso ed erogazione degli strumenti di sostegno al reddito, affinché possano essere fruibili più agevolmente e rapidamente", spiega la ministra Catalfo. C'è chi si è spinto ad ipotizzare la creazione di un unico ammortizzatore sociale che riunisca l'eccessiva frammentazione tra le varie forme di cassa integrazione, mentre l'altro obiettivo irrinunciabile della riforma dovrebbe essere quello di allargare le tutele a tipologie e settori lavorativi oggi scoperti. Senza dimenticare il ruolo vitale svolto dagli ammortizzatori sociali in questi anni di declino industriale del Paese.
Questo dossier di Repubblica, che sarà progressivamente aggiornato da contributi, dati e notizie, vuole essere un luogo di confronto per raccontare il cammino della riforma degli ammortizzatori sociali italiani.