Ipcc: “Impegni globali insufficienti per il clima”

Ipcc: “Impegni globali insufficienti per il clima”
L’attesa svolta sul gas serra dalla Cop27 di Sharm El-Sheik non c’è stata. L’unica nota positiva l’istituzione di un fondo per i paesi poveri
1 minuti di lettura

“Non siamo sulla buona strada per limitare il riscaldamento a 1,5° Celsius”. A dirlo è il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc) nel suo ultimo rapporto, “Climate Change 2022”, in cui denuncia che “gli impegni globali da parte dei governi non sono sufficienti a raggiungere l’obiettivo di Parigi e la sola riduzione delle emissioni non è più sufficiente”. 

Difatti, sempre secondo l’Ipcc, bisognerebbe sequestrare circa 6gt di CO2 all’anno entro il 2050 per non superare la soglia critica dell’1.5 C. Sebbene sia molto complesso stimare il numero esatto di CO2 sequestrata a cadenza annuale dall’atmosfera, non è difficile immaginare la portata del compito richiesto ai leader mondiali: 6 gigatoni sono una quantità enorme. Quel che serve, avverte Ipcc, sono delle linee guida chiare e ben delineate, che non lascino spazi a dubbi. Fondamentale è anche tracciare il ruolo dei governi nella gestione dei progetti di compensazione della CO2 emessa, tanto in relazione al loro rapporto con gli sviluppatori di tali progetti, quanto in relazione a quello con le aziende che desiderano controbilanciare le proprie emissioni.

In questo senso, la Cop27 sul clima di Sharm El-Sheik poteva essere l’occasione per definire e chiudere delle questioni rimaste insolute dalla Cop26 dello scorso anno tenutasi a Glasgow, ad esempio sui meccanismi di compensazione delle emissioni residue di CO2 oppure piani di riduzione coerenti con gli obiettivi di Parigi da parte dei governi. Ma purtroppo la svolta attesa non c’è stata e il summit egiziano si è chiuso senza grandi passi in avanti nell’impegno globale di contrasto al cambiamento climatico. 

“Non sono stati fatti passi indietro, ma nemmeno passi in avanti”, afferma Andrea Cornacchia, ceo e fondatore di Carbon Credits Consulting (Ccc). “Sono d’accordo con il segretario generale della Nazioni Unite, António Guterres – aggiunge - il quale ha dichiarato che il mondo deve ancora fare un enorme balzo verso la neutralità del carbonio per ridurre drasticamente le emissioni di CO2. Lo scorso anno, alla Cop26 di Glasgow, il summit si è concluso con la promessa di molti Paesi di voler ridurre i rispettivi piani per mitigare le emissioni in futuro, ma fino ad oggi solo 33 Paesi su 200 lo hanno fatto, praticamente 1/6”. Nessuna positiva dalla Cop27? “L’unica riguarda l’istituzione di un fondo per Loss and Damage, soldi a cui attingere per indennizzare le nazioni più povere della terra e più vulnerabili di fronte ai cambiamenti climatici sulle perdite e danni patiti in questi anni”, conclude Cornacchia.