I Btp torneranno ad essere appetibili

I Btp torneranno ad essere appetibili
Nell’outlook 2023 delineato da Assiom Forex le rilevanti emissioni spingeranno in alto i rendimenti dei titoli di Stato. Più contrastato il quadro economico, con una crescita del Pil prossima allo zero e un’inflazione in progressivo calo
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Si avvicina la fine dell’anno, è tempo di consuntivi ma soprattutto di previsioni e l’Assiom Forex, l’associazione degli operatori dei mercati finanziari ha da poco pubblicato il suo Outlook 2023 che delinea un quadro macroeconomico non molto incoraggiante. La determinazione delle banche centrali nella lotta all’inflazione, viene spiegato, finirà per acuire nei prossimi mesi il rallentamento del ritmo di crescita già in atto.

Nell’Eurozona, la crescita del Pil, dopo il calo registrato nel 2021 dal 5,3% al 3,2%, dovrebbe attestarsi intorno allo zero e i rischi maggiori sono al ribasso, perché lo shock sui prezzi non dovrebbe avere dispiegato completamente il suo impatto recessivo; l’inflazione dovrebbe toccare un picco tra il 10 e l’11% nei primi mesi del 2023, per poi calare gradualmente verso il 7% a giugno e il 3% a fine dicembre. La Bce proseguirà nella sua politica monetaria restrittiva, agendo lungo due direttrici.

Sul fronte dei tassi, il livello di neutralità dovrebbe essere raggiunto a dicembre, con il tasso sui depositi al 2%, ma molti componenti del consiglio direttivo sono favorevoli a spingere i tassi in territorio restrittivo, un’indicazione viene dal mercato degli swap overnight sul tasso Euro a breve, con un valore del 3% per la metà del 2023. L’altra strada che la Bce può percorrere, la riduzione del suo portafoglio titoli, appare più complessa, Assiom Forex ritiene che lo scenario più probabile sia quello in cui i titoli in scadenza non vengano reinvestiti interamente, per un importo via via crescente, così come fatto dalla Federal Reserve Usa.

Il mercato obbligazionario

Cosa accadrà nel 2023 ai rendimenti dei titoli di Stato, un tempo grande passione dei risparmiatori italiani? Secondo Assiom Forex saranno le nuove emissioni di titoli di Stato a spingere i rendimenti in salita almeno per la prima parte del 2023, nel 2023 lo Stato italiano dovrà emettere titoli per quasi 46 miliardi, un importo notevolmente superiore a quanto emesso nel corso di quest’anno, conseguenza della fine del Quantitative Easing e del notevole ammontare di titoli in scadenza; si prevede un maggior ricorso ai Btp Italia, considerati ormai una importante fonte alternativa di liquidità rispetto ai canali tradizionali.

Il report dell’associazione degli operatori dei mercati finanziari delinea anche quello che potrà essere l’andamento dei rendimenti e dello spread dei titoli italiani. In generale, la curva dei Btp continuerà a muoversi con un beta (β) positivo rispetto al mercato, per cui tenderà a sovraperformare nelle fasi di risk-on e a sottoperformare, soprattutto rispetto ai governativi dei Paesi core, nelle fasi negative di mercato. Nella prima fase dell’anno, viene spiegato, l’incertezza riguardo le future decisioni delle banche centrali, unita al consistente ammontare di debito da rifinanziare, spingerà in alto i rendimenti: nel primo trimestre 2023 il rendimento del Btp decennale dovrebbe essere comprese tra il 4,25% e il 4,70% con uno spread di 220/240 punti base. Rendimenti che renderanno i titoli governativi italiani più appetibili per gli investitori domestici e successivamente anche per quelli esteri, molti dei quali, viene osservato, hanno sottopesato l'Italia negli ultimi anni a causa dell’eccessiva volatilità dei rendimenti.

Anche gli eventuali picchi di volatilità potrebbero essere sfruttati come opportunità di acquisto perché, secondo gli esperti di Assiom Forex, avranno vita breve, dal momento che aumenti repentini dei rendimenti, come quelli osservati nello scorso giugno, non saranno tollerati dalla Bce che interverrà con gli strumenti a sua disposizione. Nell’ultima parte dell’anno, infine, si ritiene plausibile un ritorno dei rendimenti del Btp decennale sotto il 4% con uno spread in area 180/200 punti base. Queste ipotesi, viene ricordato, presuppongono che eventuali rialzi incontrollati dei rendimenti siano causati da eventi idiosincratici e non da motivazioni di tipo politica interna. “Riteniamo che almeno per tutto il 2023 il panorama politico italiano sarà relativamente stabile e l’attuale governo rispetterà le richieste dell’Ue condizionali agli esborsi delle future tranches del Next Gen Eu”, si legge nel rapporto.