“Ora et elabora” verrebbe da pensare notando che la sede di Ammagamma, azienda modenese di data science e intelligenza artificiale ha sede in un ex convento, con i suoi 60 dipendenti tra cui fisici, matematici, ingegneri e filosofi, con età media di 35 anni. La missione dell’azienda è operare con sofisticati modelli matematici sui dati in possesso delle aziende che chiedono aiuto a Ammagamma per diventare più efficienti e sostenibili: a partire dallo storico dei dati generati dall’azienda cliente durante la sua attività, gli algoritmi di Ammagamma permettono di efficientare e ridisegnare processi, scrivendo il software necessario alla loro modernizzazione, integrare applicazioni e consentire un reale passaggio al paradigma iperconnesso dell’industria 4.0.
Un esempio di attività di Ammagamma sono i controllori predittivi per gli impianti di depuraione. Utilizzando logiche predittive di intelligenza artificiale, l’azienda ha ottimizzato il controllo dell’impianto di depurazione d’acqua del Gruppo Hera riducendo dell’8% il livello di azoto totale e favorendo un risparmio di energia del 16%. Questo modello è ora in sperimentazione anche sui depuratori Acea.
In ambito automotive, invece, l’azienda applica algoritmi di analisi di immagini per aumentare l’efficacia del controllo qualità: ad esempio identificando e segnalando automaticamente delle alterazioni nel rivestimento delle vetture, indicative di possibili difetti di struttura e verniciatura.
Un’altra possibilità di ottimizzazione offerta dagli algoritmi di intelligenza artificiale è il monitoraggio di anomalie di consumo da parte di aziende dei settori della grande distribuzione, retail, banche e assicurazioni: in questo modo si possono ridurre sprechi di energia e impatto ambientale. Con modelli matematici che permettono di correlare dati endogeni alle aziende con variabili esogene come il meteo e il calendario, si possono creare piani di ottimizzazione efficaci.
Anche l’automatizzazione di attività ripetitive è un’ottimizzazione, e per questo Ammagamma sviluppa dei “software robot”, o “bot”, capaci di eseguire compiti ad altissima velocità e precisione: per le aziende, è un’opportunità di automatizzare le attività di back office e aumentare la produttività. Ad esempio in BPER Banca, i bot sviluppati da Ammagamma si occupano dell’autorizzazione ed erogazione mutui. Mentre presso il Gruppo Hera i bot gestiscono in automatico i processi di recupero crediti.
Ammagamma poi avoca a sé anche una missione sulle potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale che è sia formativa (la startup collabora con le università di Stanford e Tel Aviv e l’Università di Modena e Reggio Emilia per portare nelle aziende la ricerca applicata) che divulgativa: a Modena Ammagamma e l’istituto comprensivo Mattarella hanno lanciato “Lucy”, ovvero la prima scuola sperimentale di intelligenza artificiale per gli istituti secondari di primo grado.