Anche nei tappi innovazione, design e sostenibilità fanno la differenza. Con un approccio rivoluzionario per un prodotto che può sembrare semplice, la vicentina Labrenta si sta affermando in Europa e nel mondo con acquisizioni in Germania, apertura e acquisizioni in America Latina e con una crescita che ha incominciato a galoppare con la doppia cifra da quando sono stati introdotti i tappi senza colla grazie a una nuova tecnologia denominata No Glue System. Arrivando a chiudere il 2019 con un fatturato di 10,5 milioni di euro con una crescita del 15% rispetto all’anno precedente, un export del 46%, vendite per 150 milioni di tappi premium per distillati solo nel Vecchio Continente e 50 dipendenti.
Stiamo parlando della Labrenta, fondata nel 1971 a Breganze, in provincia di Vicenza, specializzata nelle chiusure alimentari e in particolare nel segmento spirits & wine, liquori e vini, dove conta sia l’attenzione per la qualità della chiusura che deve rispettare il contenuto, sia il design e la funzionalità del tappo. Puntando su questi principi, l’azienda della famiglia Tagliapietra che concentra la produzione in Italia, prima ha introdotto un processo di validazione che controlla sette fasi di lavorazione a tutela della qualità del prodotto.
Con un investimento del 3% del fatturato in ricerca e sviluppo ha creato l’area D.Vision, un laboratorio dove crea nuovi prodotti a misura di ogni cliente grazie alla creazione di prototipi in 3D e dove sviluppa nuove tecnologie che hanno permesso di introdurre la saldatura a ultrasuoni. L’azienda non tralascia il design e lo sviluppo di nuovi progetti innovativi in collaborazione con la Scuola Italiana Design.
Nell’ultimo periodo poi, in linea con l’aumentata sensibilizzazione all’ambiente e alla sostenibilità, Labrenta ha deciso di puntare sui materiali riciclabili e riutilizzabili. Insieme alla startup dei materiali sostenibili Mixcycling, che realizza materiali sostenibili dal recupero degli scarti industriali organici, dopo aver sviluppato Sughera, il tappo in microagglomerato di sughero vini e liquori, tenuto insieme senza l’utilizzo di alcun collante, nel pieno della pandemia ha diversificato ideando Handlessdoor, un salvamaniglie antibatterico agli ioni d’argento per l’apertura delle porte senza toccarle con le mani, prodotto con il 100% di materiali riciclati e a sua volta riciclabile.
L’azienda che non si è mai fermata durante la pandemia, con il Veneto che nella prima ondata era una delle regioni più colpite, ha deciso di diversificare partendo dalle esigenze di fornire una protezione per evitare la diffusione del virus dal contatto di più persone delle maniglie tradizionali e allo stesso tempo per sopperire alla momentanea diminuzione degli ordini di quel periodo. In quel periodo, ha spiegato l’amministratore delegato della società Gianni Tagliapietra “abbiamo sentito la responsabilità di dare un contributo concreto e partendo dalle esigenze dei nostri collaboratori abbiamo ideato Handlessdoor. Il dispositivo composto da materiale proveniente da scarto vegetale e la sua matrice polimerica è completamente riciclata”.
Un prodotto che è stato registrato a livello europeo e che l’azienda prevede si continuerà a vendere anche oltre le ondate pandemiche vista l’aumentata sensibilizzazione al tema della salute che rimarrà nei cittadini. Nonostante la situazione difficile del periodo, Labrenta non ha rinunciato all’espansione internazionale e quest’estate, ha inaugurato una nuova sede in Messico, nella città di Zapopan, importante centro delle industrie alimentari all’interno della grande area metropolitana di Guadalajara. Qui l’azienda vicentina, oltre alla nuova sede che si aggiunge a quella aperta nel 2005 nella città brasiliana di Monte Belo do Sul, già all’inizio del 2020 aveva acquistato la Tapones Cabrera, un’impresa locale che produce tappi in diversi materiali e insieme alla quale vuole andare alla conquista del crescente mercato della Tequila e del Rum locali.