Fantic crea il polo della mobilità sostenibile

Fantic crea il polo della mobilità sostenibile

La società veneta rileva la Motori Minarelli e punta sulla produzione di monopattini elettrici

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Dai 700 mila euro di fatturato del 2014 ai 45 milioni del 2019, con l’obiettivo di arrivare oltre quota 200 entro il 2024. È l’arco di sviluppo di Fantic, azienda motoristica di Dosson di Cassier (Treviso), che cinque anni fa è stata rilevata da Venetonetwork, rete di imprenditori guidata da Alberto Baban (già a capo della Piccola Industria di Confindustria e fondatore di Tapi, azienda attiva nella produzione industriale di tappi sintetici in polimeri, poi ceduta), della quale fanno parte tra gli altri Renzo Barcè, Matteo Boscolo, Tiziano Busin, Flavio Campagnaro e Luca Commessatti. “Abbiamo fatto leva sulla forza di un brand storico nell’ambito delle moto, un marchio con una forte riconoscibilità sul mercato per aggiungerci i frutti della ricerca d’avanguardia e in tempi più recenti ci siamo affacciati sul segmento delle e-bike e dei monopattini elettrici”, spiega Baban.

Polo dei motori

L’ultima novità è l’accordo con Yamaha per rilevare la bolognese Motori Minarelli, che porterà nuove competenze e consentirà di puntare sulla produzione dei monopattini elettrici. “L’obiettivo è creare un polo della mobilità che sia qualcosa in più rispetto alla somma delle parti”, aggiunge l’imprenditore. “Mettiamo insieme differenti specializzazioni che si possono integrare, professionalità del territorio e progettualità di medio-lungo periodo”. L’accordo con Yamaha prevede che la società nipponica continuerà a rifornirsi di motori Minarelli grazie a una partnership pluriennale. Una volta completata l’integrazione nascerà un gruppo con 300 dipendenti distribuiti negli stabilimenti di Quinto di Treviso, Santa Maria di Sala (Venezia) e Calderara di Reno (Bologna).

Il business dei monopattini elettrici

A operazione conclusa, Fantic sarà una realtà in grado di fatturare più di 100 milioni, con l’obiettivo di raddoppiare entro quattro anni. Un’ottantina sono i milioni attesi dalle moto a motorizzazione termica, tutto il resto sarà merito della mobilità green, dalle mountain bike al Caballero elettrico, dalle bici urbane fino ai già citati monopattini. Quest’ultimo è un settore che negli ultimi anni ha attirato molti investitori, ma che proprio per questa ragione è ormai parecchio affollato. Cosa che rende per nulla scontato il successo. “La nostra convinzione è che la mobilità sostenibile avrà grandi chance di affermazione nella misura in cui saprà integrarsi con gli altri mezzi di trasporto; lavoriamo in questa direzione”, conclude Baban.