Quei camici a prova di virus

Quei camici a prova di virus

Per odontoiatri e studi medici. Possono essere riutilizzati fino a 500 volte. A idearli è l’azienda padovana Pastelli. La titolare Gianna Pamich: “Siamo stati i primi a lanciarli sul mercato, poi ci hanno copiato tutti”

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Camici per odontoiatri e studi medici, a prova di virus e batteri, riutilizzabili come nuovi perché si possono lavare e bollire 500 volte. “Siamo stati i primi a lanciarli sul mercato, poi a ruota sono arrivati tutti gli altri. Il mercato è questo, ma i nostri camici, oltre ad essere i migliori, sono anche i più belli dal punto di vista estetico rispetto a quelli dei concorrenti. Non abbiamo inventato la luna, per questo motivo l’idea non poteva essere brevettata, ma questa intuizione ci ha permesso di restare sempre aperti continuando a fatturare”.

Parola di Gianna Pamich, titolare dell’azienda Pastelli, fondata nel 1929 con l’apertura di un laboratorio sartoriale a Trieste. Cresciuto fino a diventare un vero e proprio polo produttivo, prima trasferitosi a Padova e infine nel vicino comune di Campo San Martino, dove ancora oggi l’azienda risiede e opera. Il passaggio da realtà sartoriale a industriale avviene alla fine degli anni Settanta quando nasce la prima linea di abbigliamento sanitario. “L’impronta artigianale è rimasta comunque invariata nel tempo. Oggi, possiamo vantare 5200 articoli a listino per odontoiatri e medici privati”, puntualizza Pamich.

Dal polo produttivo di Campo San Martino, Pastelli esporta i suoi prodotti in oltre 50 nazioni. In alcuni paesi in modo diretto, in altri con distributori incaricati. Il suo giro di affari è di 4 milioni di euro, circa 60 dipendenti in tutto. “Ogni paese usa camici differenti. Gli americani non si vestono come i tedeschi o i russi – spiega Pamich - Per non parlare dei paesi arabi, dove a breve prenderemo la certificazione di qualità Halal la quale attesta che i prodotti alimentari, chimici, farmaceutici o cosmetici siano conformi alle norme etico-religiose della Shariaa islamica, e pertanto consoni alla vita del consumatore finale musulmano”.

Intanto, la Pastelli continua ad investire su tecnologia e ricerca circa l’8% del fatturato. “Ma quest’anno la quota salirà almeno al 10%”, puntualizza Pamich. Che anticipa: “Ora stiamo lavorando anche su un altro progetto, di cui non posso ancora parlare. Ma posso dire che si tratta di un prodotto rivolto a tutta la popolazione. Prodotto che, alla stregua dei camici, si può lavare e bollire 500 volte. I prototipi sono già pronti, ora sto cercando di raccogliere gli ordini. E poi lo lanceremo sul mercato”.