Continua a crescere il numero delle Pec

Continua a crescere il numero delle Pec
Secondo i dati dell’Agenzia per l’Italia Digitale, a fine giugno 2022 il numero indirizzi di posta certificati era pari a 14,4 milioni, un valore in crescita dell’8% rispetto a dodici mesi prima. E adesso arriva la versione “europea"
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A 18 anni dal suo lancio la Posta elettronica certificata (Pec) continua a crescere. Secondo i dati comunicati dall’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) a fine giugno 2022 (ultima rilevazione disponibile) gli indirizzi erano 14,4 milioni, con un crescita dell’8% rispetto a dodici mesi prima. A fine 2022 erano invece 13,9 milioni.

Che la crescita dell’adozione della Pec sia ancora sostenuta lo dimostra il fatto che il numero delle caselle è raddoppiato negli ultimi otto anni. E i margini restano ancora importanti. Basti pensare che la Pec è obbligatoria solo per le imprese e per i professionisti iscritti alla camera di commercio e ad albi/elenchi pubblici.

I “normali” cittadini non sono dunque obbligati a dotarsi di Pec, ma ne stanno sempre più scoprendo i vantaggi. La posta certificata ha infatti valore legale e sostituisce in tutto e per tutto le raccomandate, consentendo al mittente un risparmio di tempo (non deve recarsi in un ufficio postale) e di soldi (la Pec ha un basso costo annuale, ma non prevede addebiti per i singoli invii a differenza delle lettere raccomandate).

Ad aumentare a tassi superiori rispetto alle attivazioni è quello dei messaggi inviati, a riprova che chi inizia ad usarla vi fa poi ricorso in maniera crescente. Nel bimestre maggio-giugno del 2022 i messaggi scambiati sono stati quasi mezzo miliardo - per la precisione 492,9 milioni - il valore più alto di sempre. Su questo fronte il balzo rispetto ai dodici mesi precedenti è stato del 12% (contro il +8% delle attivazioni, come visto). Se confronto con otto anni fa, questo dato indica una crescita pari a due volte e mezza. Attualmente vengono scambiati 6,2 milioni di messaggi Pec al giorno.

Il successo della Pec è dovuto anche ai miglioramenti sul fronte del servizio. Nel giugno scorso, per esempio l’Agid e gestori di posta elettronica certificata riuniti in AssoCertificatori hanno annunciato la conclusione dell processo di definizione e pubblicazione del nuovo standard ETSI EN 319 532-4. Questo fa sì che sia effettiva l’interoperabilità a livello europeo dei sistemi di eDelivery qualificato in conformità con il Regolamento eIDAS, basato sull’utilizzo del protocollo di trasporto Rem. In questo modo, la Pec si evolverà in un sistema di recapito elettronico certificato qualificato utilizzabile anche a livello europeo per lo scambio sicuro di comunicazioni elettroniche dotate di valore probatorio.

“Il processo di standardizzazione ottenuto è di grande valore per l’Europa - spiega Francesco Tortorelli, direttore responsabile della direzione “Pubblica amministrazione e vigilanza” di Agid - Consente, infatti, grazie all’interoperabilità, di ottenere soluzioni di mercato a livello europeo liberamente usabili ed integrabili nei processi digitali di Pa e privati, garantendo a ciascuno l’indipendenza sulle singole applicazioni. Il metodo di lavoro utilizzato di dialogo ed apertura ha creato anche una comunità distribuita di tecnici, che potranno nel futuro mantenere aggiornato lo standard”.