Nel 2023, il mercato italiano dei servizi Cloud ha registrato un notevole incremento di valore, raggiungendo i 5,51 miliardi di euro che rappresenta un impressionante aumento del 19% rispetto all'anno precedente. A rivelarlo è l’Osservatorio Cloud Transformation, giunto alla sua tredicesima edizione e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano.
Una tendenza incoraggiante sta emergendo all'orizzonte, poiché non solo le grandi aziende ma anche le piccole e medie imprese italiane stanno dimostrando un interesse sempre maggiore nei confronti dei servizi Cloud. Sebbene le grandi imprese rappresentino ancora la maggior parte della spesa Cloud in Italia, con un'imponente quota dell'87%, le pmi stanno lentamente guadagnando terreno in questo ambito. Questo cambiamento è indicato da un aumento del 34% nella loro adozione di servizi nel Public Cloud, che ha portato a una spesa totale di 478 milioni di euro. Nonostante questa crescita promettente, è evidente che ci sia ancora un lungo cammino da percorrere per le pmi italiane nella loro trasformazione culturale e organizzativa verso una completa integrazione delle tecnologie Cloud.
Innovazione e digitale nelle pmi
L'analisi dei nuovi dati forniti dall'Osservatorio Cloud Transformation sottolineano l'importanza di continuare a sostenere e promuovere l'adozione del digitale e dei servizi Cloud tra le pmi italiane. Questo settore in crescita rappresenta una risorsa preziosa per l'innovazione e la competitività dell'economia italiana nel suo complesso. La collaborazione tra il settore pubblico e privato, insieme a un adeguato supporto formativo, può contribuire significativamente a facilitare questa transizione e a far sì che le pmi italiane raggiungano il loro pieno potenziale nel mondo del Cloud. Proprio come dal 2017 InfoCamere per conto delle Camere di Commercio offre gratuitamente il cassetto digitale dell’imprenditore proprio con l’obiettivo di promuovere la digitalizzazione delle imprese e migliorare il rapporto tra imprese e Pubblica amministrazione.
Il nuovo Cloud
La “nuvola” impone nuove modalità di gestione dei sistemi informativi che si adattino alle logiche di fruizione as-a-service. La revisione dei processi di It Financial Management, oggi prioritari per le imprese, potrebbe rappresentare un primo passo fondamentale da cui partire nella sperimentazione di nuove modalità di lavoro tra Direzione It e business. Purtroppo però, quasi tre quarti delle imprese italiane continua a gestire le risorse e i costi della nuvola secondo le logiche tradizionali dei sistemi on-premise che mal si adattano alla variabilità e dinamicità dei modelli di pricing del Cloud.
Lo studio
La spesa complessiva in Cloud in Italia nel 2023 si suddivide in diverse categorie. La componente Public Cloud & Hybrid Cloud, che comprende i servizi offerti da provider esterni e l'interconnessione tra Cloud pubblici e privati, è la più dinamica, con una spesa di 3,729 miliardi di euro, rappresentando un aumento del 24% rispetto all'anno precedente. Altre categorie comprendono il Virtual & Hosted Private Cloud, che raggiunge 1,034 miliardi di euro (+9%), e la Data Center Automation, con una crescita del +10% e un totale di 748 milioni di euro.
Nel contesto del Public & Hybrid Cloud, i servizi di Infrastructure as a Service registrano la crescita più significativa, toccando i 1,511 miliardi di euro (+29% rispetto al 2022) e rappresentando il 41% del totale. Questo risultato è in gran parte dovuto alle Virtual Machine, che sono uno strumento fondamentale per lo sviluppo di nuovi servizi, in particolare quelli legati all'Intelligenza artificiale generativa, e che si avvicinano ora alla quota storicamente più alta detenuta dai servizi SaaS. A seguire, in termini di crescita, vi è il Platform as a Service (PaaS), che registra un aumento del +27% per un totale di 686 milioni di euro, spinto dalle opportunità offerte dalle funzionalità di Artificial Intelligence e Analytics, nonché dalle iniziative strategiche di modernizzazione del parco applicativo. Infine, il Software as a Service (SaaS), con una crescita del +19%, raggiunge un valore complessivo di 1,532 miliardi di euro.