L'Italia si distingue come una superpotenza europea nell'economia circolare, con un tasso di avvio a riciclo del 83,4% sulla totalità dei rifiuti. Questo dato rappresenta un incredibile aumento del 30% rispetto alla media europea, consolidando l'Italia come uno dei leader ecologici del continente. A mostrare questi dati è il Rapporto GreenItaly, giunto alla sua quattordicesima edizione e realizzato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere.
“Sono 510 mila le imprese italiane che negli ultimi cinque anni hanno investito sulla green economy e sono 3,2 milioni i greenjobs. Accelerare gli investimenti nella transizione verde e nelle energie rinnovabili aumenta la stabilità finanziaria come dimostrano gli studi della Bce e della Banca D’Italia, dà forza al made in Italy, riduce i costi a medio termine per famiglie e imprese, rafforza la nostra indipendenza energetica. Siamo una superpotenza europea dell’economia circolare e questo ci rende più competitivi e capaci di futuro. Nel rapporto GreenItaly si legge un’Italia che va verso un’economia più a misura d’uomo che punta sulla sostenibilità, sull’innovazione, sulle comunità e sui territori”, commenta Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola.
Investimenti nella transizione verde: chiave per la stabilità finanziaria
Il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, enfatizza il contributo delle imprese italiane alla transizione verde nonostante le sfide, come la pandemia e i conflitti mondiali. Numeri impressionanti emergono: 510.830 imprese hanno effettuato eco-investimenti nel quinquennio 2018-2022, rappresentando il 35,1% del totale. Questo impegno ha un impatto significativo sull'occupazione, con le figure legate alla green economy che costituiscono il 13,9% degli occupati totali, pari a 3.222 mila unità.
Energie rinnovabili: una corsa da vincere
Nonostante i successi, emergono sfide cruciali, in particolare nel settore delle energie rinnovabili. Nel 2022, l'Italia ha installato una potenza da fonti rinnovabili pari a 3 GW, ben lontano dall'ambizioso obiettivo di 8-9 GW all'anno entro il 2030. La burocrazia continua a ostacolare la crescita, evidenziando la necessità di accelerare gli investimenti in questo settore chiave.
L'analisi a livello regionale rivela che il Nord-Ovest continua a guidare con 598.250 attivazioni green nel 2022, seguito dal Centro e dal Nord-Est. La Lombardia si conferma la regione più dinamica, con un aumento del 14,7% rispetto al 2021. Milano spicca come la provincia con il maggior numero di attivazioni green, contribuendo significativamente al successo complessivo.
Strategia nazionale per l'economia circolare
Il rapporto sottolinea anche l'approvazione nel 2022 della Strategia nazionale per l'economia circolare, parte integrante del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Questa strategia, con un finanziamento specifico di 2,1 miliardi di euro, si propone di favorire il mercato delle materie prime seconde, estendere la responsabilità dei produttori e dei consumatori, e promuovere pratiche di condivisione.
In conclusione, GreenItaly conferma l'Italia come pioniere nella rivoluzione verde europea. Un successo che, se adeguatamente supportato e accelerato, potrebbe aprire nuove porte per un futuro sostenibile e competitivo.